Antifurto satellitare e meccanico: differenze, pro e contro

La scelta di un sistema adatto a dissuadere i “soliti ignoti” dall’impossessarsi del proprio veicolo è della massima importanza: esaminiamo le varie tipologie di antifurto esistenti sul mercato.

L’obiettivo è uno solo: difendere la proprietà. In effetti, da che esiste l’automobile, esistono i furti. Ciò che con il trascorrere del tempo è cambiato, sono le tecnologie attraverso le quali le aziende specializzate perfezionano in maniera costante i sistemi antifurto. E questo è un gran bene per decine di milioni di consumatori, che hanno la possibilità di difendersi egregiamente dai tentativi, da parte di malintenzionati, di impossessarsi del veicolo. In questo senso, è importante considerare come proprio la tecnologia sia si grande aiuto per migliorare i prodotti già in commercio, e nello stesso tempo sviluppare sempre nuovi dispositivi che presentano l’innegabile vantaggio di offrire gradi di sicurezza via via maggiori e contestuale affidabilità.

Un po’ di statistica sui furti di auto

Secondo alcuni recenti rapporti, elaborati da aziende specializzate nello sviluppo di sistemi antifurto di nuova generazione (vale a dire gli impianti satellitari che operano con modalità di tracciamento GPS: di questa tecnologia parliamo più diffusamente qui sotto) e sulla base delle denunce presentate alle forze di polizia, nel 2019 più di 95.000 veicoli sono stati rubati in Italia. Per la precisione: 95.403. Un fenomeno statisticamente in calo se messo in confronto con le circa 105.000 sottratte nel 2018 ai rispettivi proprietari, tuttavia “importante”: si tratta di poco meno di 8.000 furti al mese, ovvero 265 ogni giorno, 11 ad ogni ora.

Di due auto su tre se ne perdono le tracce

Altrettanto rilevante è la sorte che fanno i veicoli rubati: circa due su tre non vengono più rintracciati, magari perché servono per essere smantellati, per rivenderli a pezzi (fenomeno che alimenta il mercato nero dei ricambi), e ciò riguarda soprattutto le vetture più diffuse e che appartengono alla fascia di mercato medio-bassa. Oppure perché spariscono dalla circolazione, in Italia, in quanto vengono “esportate” illegalmente all’estero.

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Tempi duri per i “topi d’auto”

In buona sostanza: la notizia brutta è che i veicoli sono, allo stesso modo di tutti i beni di proprietà, potenzialmente appetibili da parte dei “soliti ignoti”. La buona notizia è che, come si diceva qui sopra, i furti sono in leggera diminuzione. Ciò si deve in massima parte al continuo perfezionamento dei sistemi antifurto, sempre più efficienti nella loro azione dissuasiva e tecnologica. Tempi di neutralizzazione via via più lunghi, necessità di dotarsi – da parte dei ladri – di tecnologie sempre più “aggiornate” per aggirarne il controllo sul veicolo costituiscono una solida base per sentirsi ragionevolmente tranquilli dal punto di vista della sicurezza e dell’affidabilità. In più, cosa che non guasta mai, sebbene l’antifurto abbia un costo (acquisto del dispositivo, installazione), spesso le Compagnie assicuratrici operano degli sconti per i propri clienti che scelgono di installarlo nella propria vettura.

Vediamo dunque i vari tipi di sistemi esistenti sul mercato.

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Antifurto meccanico

È il sistema più semplice e più “datato” fra quelli proposti ai consumatori. Un tempo, molti si affidavano alla classica catenella con lucchetto da far passare attraverso il volante ed i pedali. Un sistema “fai-da-te” che, dal punto di vista industriale, si è ovviamente evoluto, tanto da proporre dispositivi adeguatamente efficaci. Soprattutto perché la sbarra metallica collocata in bella vista fra volante, cambio e pedaliera costituisce un valido deterrente visivo nei confronti dei malintenzionati. In più, l’evoluzione degli antifurto meccanici ne rende la forzatura teoricamente possibile, ma soltanto con l’aiuto di attrezzi da taglio specifici, che funzionano soltanto con la corrente elettrica. Per dire: occorre tempo, calma e pazienza per romperli e riuscire ad impossessarsi della vettura. Il “topo d’auto” deve, in effetti, prima di tutto riuscire a forzare la serratura della porta, oppure frantumare il finestrino; poi è “obbligato” a lavorare sul meccanismo di blocco fisico del veicolo.

L’utilizzo di acciai ad elevata resistenza sempre più perfezionati, il disegno dei sistemi che “abbraccia” (per così dire) gli organi del veicolo che vengono bloccati, e lo studio di serrature a codice aggiungono ulteriore difficoltà per chi intenda forzare ed aprire l’antifurto.

Pregi e difetti

  • Pro. L’installazione è rapida e semplice; la forzatura del sistema è lunga e laboriosa, in special modo per quanto riguarda alcune tipologie di nuova generazione; possiede innegabili proprietà di dissuasione; è economico.
  • Contro. Non ci sono avvisatori acustici né segnalazioni luminose che scattino al momento di un tentativo di effrazione; non c’è alcuna protezione contro gli atti vandalici (ad esempio: serratura forzata o finestrino frantumato); non ci sono sensori di movimento: ovvero, il veicolo può in teoria essere spostato dalla sua posizione di sosta senza che ciò risulti segnalato.

Antifurto elettronico

Questo sistema rappresenta uno step intermedio verso le tecnologie più evolute in materia di dispositivi di protezione del veicolo dai furti. Anch’esso ben “collaudato” (fu, in un passato già piuttosto lontano, il primo sistema hi-tech atto a scongiurare la sottrazione del veicolo al proprietario), viene suddiviso in due tipologie:

  • antifurto elettronico con avviso acustico e luminoso (sirena ed accensione dei lampeggiatori di emergenza)
  • antifurto immobilizer, adottato da molte vetture anche di segmento più “economico”.

Le differenze fra i due tipi di antifurto sono funzionali al rispettivo grado di sviluppo tecnologico: l’antifurto elettronico a segnalatori funziona attraverso un sistema di controllo perimetrale (esterno) e volumetrico (interno) del veicolo, con possibilità di attivazione di entrambe le protezioni, oppure una soltanto delle due (generalmente quella relativa alla gestione esterna). L’antifurto di tipo immobilizer, come il suo nome suggerisce, rende impossibile l’avviamento del veicolo se non si utilizza una chiave specifica, provvista di sistema di decodificazione (oppure un dispositivo keyless, o mediante impronte digitali o tramite smartphone, peraltro disponibili anche in alcuni degli antifurto volumetrici “new gen”).

Pregi e difetti

  • Pro. La protezione per il veicolo è molto elevata; in caso di tentativo di furto, le segnalazioni acustiche e luminose “scattano” immediatamente; diversi modelli sono dotati di sensori che avvertono il sollevamento della vettura.
  • Contro. Le frequenze radio emessa dal telecomando potrebbero essere intercettate da “ladri hi-tech” per mezzo di sistemi in grado di produrre codici di sblocco ingannevoli.

Antifurto satellitare

L’ultima generazione dei sistemi antifurto, adottata per la prima volta dagli automezzi pesanti e successivamente ampliata al comparto autovetture, si affida alla tecnologia che aggancia il segnale GPS geostazionario in modo da registrare, in tempo reale, qualsiasi movimento del veicolo. Ciò avviene grazie alla presenza di una serie di sensori installati a bordo. Di solito la loro disinstallazione è impossibile, e possono essere gestiti anche per mezzo dello smartphone utente. Quando vengono installati, inoltre, sul parabrezza del veicolo viene applicato un adesivo che avvisa il pubblico: un deterrente in più, insomma. Capitolo privacy: il veicolo è sempre monitorato, tuttavia “a fin di bene”: in caso di incidente, la Compagnia assicuratrice può accedere ai dati del veicolo, come velocità e direzione e posizione precisa dell’urto; e, se durante il periodo di copertura assicurativa non ci sia stato alcun incidente, la Compagnia accede soltanto ai dati sul chilometraggio percorso.

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Pregi e difetti

  • Pro. Vengono spesso abbinati agli antifurto elettronici, dunque la sicurezza è pressoché totale; in caso di sottrazione del veicolo, grazie al collegamento integrato alla rete GSM le forze di polizia sono in grado di rilevare rapidamente la posizione della vettura.
  • Contro. Il prezzo è elevato (diverse centinaia di euro), anche se molte Compagnie assicuratrici propongono soluzioni di installazione convenzionate, da “spalmare” nella polizza (con, in questo caso, uno sconto sulle quote da pagare relativamente a Furto e Atti vandalici).

Quale scegliere?

In conclusione, si può dire che la scelta su quale tipo di antifurto risulti più efficace è del tutto personale. In senso assoluto, un antifurto meccanico ed un immobilizer possono rappresentare un sistema adeguatamente elevato per sentirsi al sicuro. Ai fini della tracciabilità del veicolo, dunque l’innegabile aiuto per ritrovare la vettura rubata, l’antifurto satellitare risulta il migliore. Bisogna quindi considerare quale tipo di vettura si utilizzi, quanti km si percorrono ogni anno e dove, di quanto budget si dispone.

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