Ferrari Luce, ordini esauriti: tutto il 2027 è già sold out
La Ferrari Luce continua a far discutere, ma i numeri raccontano una storia diversa rispetto alle polemiche che hanno accompagnato il debutto. La prima auto completamente elettrica del Cavallino ha già esaurito tutte le assegnazioni previste per il 2027, dopo aver registrato il tutto esaurito anche per la produzione del 2026.
Un risultato importante per un modello che rappresenta una svolta nella storia di Maranello. Non soltanto per l’assenza del tradizionale motore a combustione, ma anche per un progetto che rompe con molte delle caratteristiche alle quali Ferrari ha abituato i propri clienti.
La Luce è infatti una berlina elettrica a quattro porte e cinque posti, lunga oltre cinque metri, con una potenza complessiva di 1.050 CV e un prezzo di partenza di 550.000 euro.
Caratteristiche che la rendono una proposta decisamente particolare all’interno della gamma Ferrari. Eppure, almeno stando alle assegnazioni comunicate dall’azienda, la risposta della clientela è stata molto positiva.
Chi desidera acquistare oggi la nuova elettrica di Maranello deve mettere in conto un’attesa di almeno un anno. Un dato che conferma quanto la disponibilità del modello sia già limitata rispetto alle richieste.
Ferrari Luce, produzione 2027 già assegnata: quanto bisogna aspettare
A confermare il successo commerciale della Ferrari Luce è stato direttamente Benedetto Vigna, amministratore delegato della casa di Maranello, durante la presentazione dei risultati trimestrali.
Il manager ha spiegato che chi ordina la vettura deve attendere almeno dodici mesi prima di riceverla.
La produzione destinata al 2026 era già stata interamente assegnata nel giro di circa due mesi. Adesso anche le disponibilità previste per il 2027 risultano esaurite.
Si tratta di un risultato significativo, soprattutto considerando le discussioni che avevano accompagnato la presentazione della prima Ferrari a batteria.
Una parte degli appassionati aveva accolto il progetto con scetticismo, mettendo in dubbio la possibilità di trasferire su un’auto elettrica il carattere che ha reso celebri le sportive di Maranello.
Il suono del motore, la risposta meccanica e il coinvolgimento alla guida sono infatti elementi storicamente associati al marchio.
Ferrari ha però scelto di proporre qualcosa di diverso, rivolgendosi a una clientela interessata non soltanto alle prestazioni, ma anche all’esclusività e a una nuova interpretazione dell’automobile sportiva.
Il tutto esaurito non significa necessariamente che siano state vendute quantità paragonabili a quelle di un modello di grande serie. Ferrari opera infatti con volumi produttivi limitati e una gestione delle assegnazioni che contribuisce a mantenere elevata l’esclusività delle proprie vetture.
Il dato dimostra comunque che la casa ha già trovato clienti per tutte le unità previste fino alla fine del 2027.
La notizia arriva inoltre in un momento positivo per i risultati finanziari dell’azienda.
Secondo i dati riportati in occasione della presentazione trimestrale, i ricavi hanno registrato una crescita del 21%, mentre il titolo Ferrari ha raggiunto a Piazza Affari quota 375 euro, indicata come massimo degli ultimi dodici mesi.
Resta importante distinguere i risultati complessivi dell’azienda dal successo del singolo modello: l’andamento del titolo e dei ricavi non può essere attribuito esclusivamente alla Ferrari Luce.
Design rivoluzionario e cinque posti: com’è fatta la prima Ferrari elettrica
La Ferrari Luce non si distingue soltanto per la motorizzazione elettrica. Anche il design rappresenta una rottura rispetto alle forme tradizionali delle sportive del Cavallino.
Il progetto porta la firma di Jony Ive e Marc Newson, due designer conosciuti soprattutto per il loro lavoro nel mondo della tecnologia e del design industriale.
Il risultato è una vettura lunga oltre cinque metri, con quattro porte, cinque posti effettivi e un bagagliaio capiente.
Una configurazione molto diversa da quella delle Ferrari a motore centrale o delle tradizionali granturismo a due porte.
La carrozzeria privilegia superfici continue e un’impostazione aerodinamica studiata per accompagnare i flussi d’aria lungo tutta la vettura.
Il frontale si raccorda al parabrezza, mentre il tetto prosegue verso il lunotto creando una forma avvolgente, quasi a conchiglia.
L’obiettivo è combinare un aspetto originale con un’elevata efficienza aerodinamica, particolarmente importante su un’auto elettrica.
Ridurre la resistenza all’avanzamento permette infatti di contenere il consumo energetico alle velocità più elevate, contribuendo a migliorare l’autonomia.
Tra le soluzioni più particolari figura un’ala anteriore sospesa, studiata per gestire il flusso d’aria nella zona frontale.
L’aria viene poi accompagnata lungo il tetto fino alla parte posteriore, dove incontra un elemento che richiama uno spoiler integrato nella carrozzeria.
Sono presenti anche appendici aerodinamiche davanti alle ruote, mentre tra le opzioni figurano cerchi con un disegno ispirato alle turbine.
La Luce propone quindi una nuova interpretazione del linguaggio Ferrari, senza cercare di riprodurre necessariamente le proporzioni delle supercar tradizionali.
Anche la presenza di cinque posti e di un vano bagagli utilizzabile indica una maggiore attenzione alla versatilità.
Questo non trasforma la Luce in una berlina familiare convenzionale, ma amplia le possibilità di utilizzo rispetto alle Ferrari più specialistiche.
Per alcuni clienti potrebbe rappresentare un’auto da utilizzare con maggiore frequenza, senza rinunciare alle prestazioni tipiche del marchio.
Ferrari Luce: 1.050 CV, autonomia e prezzo da 550.000 euro
Nonostante le dimensioni e l’impostazione da berlina, la Ferrari Luce mantiene prestazioni da supercar.
Il sistema di propulsione elettrico sviluppa una potenza complessiva di 1.050 CV, accompagnata da una coppia massima di 990 Nm.
Numeri che permettono alla vettura di accelerare da 0 a 100 km/h in appena 2,5 secondi.
Per raggiungere i 200 km/h da ferma sono necessari 6,8 secondi, mentre la velocità massima dichiarata è di 310 km/h.
Prestazioni che collocano la prima elettrica di Maranello tra le vetture ad alte prestazioni più estreme, nonostante una carrozzeria decisamente diversa da quella di una classica supercar.
L’altro elemento fondamentale riguarda la batteria.
La Luce utilizza un accumulatore da 122 kWh, composto da 15 moduli, che permette di raggiungere un’autonomia dichiarata superiore a 530 km nel ciclo WLTP.
Si tratta di un valore ottenuto secondo la procedura di omologazione europea. Nell’utilizzo reale, l’autonomia può variare sensibilmente in funzione della velocità, della temperatura esterna, del percorso e dello stile di guida.
Su un’auto con oltre mille cavalli, in particolare, sfruttare frequentemente le massime prestazioni comporta inevitabilmente un consumo energetico elevato.
Ferrari ha lavorato anche sulla velocità di ricarica.
Collegando la vettura a una stazione rapida in corrente continua con potenza di 350 kW, è possibile recuperare fino a 70 kWh in 20 minuti, secondo i dati dichiarati.
Questo non significa necessariamente ricaricare l’intera batteria in poco più di mezz’ora: la potenza effettiva varia durante il processo, anche in funzione della temperatura e del livello di carica dell’accumulatore.
Resta comunque una capacità di ricarica importante per una vettura progettata anche per affrontare lunghi spostamenti.
Il prezzo di partenza è di 550.000 euro, ai quali bisogna aggiungere gli eventuali optional.
Una cifra che colloca la Ferrari Luce in una fascia di mercato estremamente esclusiva, dove il costo di acquisto non rappresenta necessariamente il principale criterio di scelta.
A pesare sono soprattutto il marchio, le prestazioni, la disponibilità limitata e il carattere particolare del progetto.
La domanda già sufficiente a coprire le assegnazioni del 2027 indica che Ferrari è riuscita a convincere una parte importante della propria clientela, nonostante il passaggio a una tecnologia completamente diversa da quella tradizionale.
Resta da capire come la Ferrari Luce verrà accolta una volta arrivata sulle strade. I numeri delle prenotazioni raccontano un buon avvio commerciale, ma saranno le prime esperienze di guida e il confronto con le aspettative dei clienti a determinarne il giudizio nel lungo periodo.
Per il momento, però, un dato è certo: la prima Ferrari elettrica non sembra avere problemi a trovare acquirenti.
E chi vuole metterne una in garage dovrà aspettare almeno un anno, perché anche le assegnazioni previste per tutto il 2027 sono già esaurite.
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