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Diesel a 2,35 euro senza sconto accise: verso una nuova proroga

Di Fabrizio Gimena
Pubblicato il 10 set 2026
Diesel a 2,35 euro senza sconto accise: verso una nuova proroga
Carburanti ancora in rialzo: senza il taglio delle accise il diesel sarebbe a 2,346 euro. Il governo prepara una nuova proroga.

Il taglio delle accise sui carburanti dovrebbe essere prorogato ancora. Con benzina e diesel nuovamente in aumento, il governo sarebbe orientato a mantenere temporaneamente lo sconto attuale, in scadenza il 10 settembre 2026, per evitare un brusco aumento dei prezzi alla pompa.

I numeri spiegano perché la questione è diventata urgente. Senza la riduzione dell’accisa, il prezzo del diesel arriverebbe a 2,346 euro al litro, superando nettamente il precedente record storico di 2,229 euro al litro registrato il 17 marzo 2022.

Nel frattempo i rincari continuano. La benzina ha raggiunto il livello più alto dal 30 giugno 2022, mentre il gasolio si trova a circa un centesimo dal massimo registrato nel corso del 2026. Per gli automobilisti, quindi, la proroga dello sconto rappresenta una barriera temporanea contro aumenti ancora più pesanti.

Taglio accise carburanti, possibile proroga di altri 10-15 giorni

L’ipotesi sul tavolo è quella di prorogare il taglio delle accise sul diesel per altri 10-15 giorni. Non sarebbe quindi una soluzione definitiva, ma un nuovo provvedimento ponte per guadagnare tempo e mettere a punto un sistema differente di sostegno.

Il problema riguarda proprio il passaggio dagli interventi generalizzati agli aiuti mirati. L’orientamento sarebbe quello di arrivare a un nuovo meccanismo trimestrale destinato soprattutto ai redditi più bassi e alle persone che utilizzano maggiormente l’automobile per motivi professionali.

Tra le possibilità discusse c’è anche quella di utilizzare bonus erogati dalle aziende con un sistema simile a quello dei buoni benzina. Restano però diversi aspetti da definire, a partire dai beneficiari.

All’interno della maggioranza non ci sarebbe infatti ancora una posizione condivisa. Tra le richieste emerse c’è quella di estendere gli aiuti anche ai tassisti e, soprattutto, alle partite IVA. Un allargamento della platea che richiederebbe sia un meccanismo preciso per distribuire il sostegno sia le necessarie coperture finanziarie.

È proprio la difficoltà nel trovare un compromesso ad aver reso più probabile una nuova proroga dello sconto attualmente in vigore. Per chi deve fare rifornimento, significa evitare nell’immediato una parte consistente degli aumenti potenziali, ma il problema viene sostanzialmente rinviato.

Prezzi benzina e diesel: quanto costa fare rifornimento

Intanto i prezzi dei carburanti continuano a muoversi verso l’alto. Il 9 settembre, sulla rete stradale nazionale e in modalità self service, la benzina raggiunge una media di 2,067 euro al litro, con un aumento di 9 millesimi rispetto al giorno precedente.

Il diesel sale invece a 2,176 euro al litro, sette millesimi in più. Il GPL rimane stabile a 0,747 euro al litro, mentre il metano raggiunge 1,769 euro al kg, aumentando di sette millesimi.

La situazione è ancora più costosa per chi deve rifornire l’auto in autostrada. Qui la benzina arriva mediamente a 2,152 euro al litro, nove millesimi in più, mentre il gasolio raggiunge 2,248 euro al litro, con un incremento di otto millesimi.

Il GPL si porta a 0,884 euro al litro e il metano a 1,752 euro al kg.

Il confronto tra rete ordinaria e autostrada resta significativo. Per la benzina ci sono mediamente 8,5 centesimi al litro di differenza, mentre per il diesel il divario è di 7,2 centesimi. Su un rifornimento da 50 litri significa spendere rispettivamente circa 4,25 e 3,60 euro in più.

Le compagnie ritoccano ancora i prezzi consigliati

Un altro segnale della pressione sui carburanti arriva dalle compagnie, con nuovi aumenti dei prezzi consigliati di benzina e diesel.

Eni ha aumentato di un centesimo al litro sia la benzina sia il diesel. IP ha ritoccato di due centesimi la benzina e di un centesimo il gasolio. Q8 ha aumentato di due centesimi il diesel, mentre Tamoil ha applicato un incremento di tre centesimi sulla benzina e di due sul gasolio.

Non significa necessariamente che gli stessi aumenti vengano applicati in maniera identica in ogni distributore, ma la direzione del mercato rimane chiara: la pressione sui prezzi alla pompa continua.

Per gli automobilisti l’attenzione si sposta quindi sulle prossime decisioni del governo. La proroga del taglio delle accise dovrebbe evitare nell’immediato che il diesel raggiunga quota 2,35 euro al litro, ma sarebbe ancora una soluzione temporanea.

La vera novità potrebbe arrivare successivamente, con il passaggio dagli sconti generalizzati a un sistema di aiuti selettivi. Restano però da definire beneficiari, modalità di erogazione e coperture. Fino ad allora, la strada più probabile resta quella di un’altra proroga, mentre benzina e diesel continuano a viaggiare su livelli particolarmente elevati.

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