GP di Imola: albo d’oro

L’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola sa di corse come pochi altri: auto, moto, il GP di San Marino, dall’immediato dopoguerra è al centro della passione. Ecco la sua storia e tutti i vincitori.

La “pazza” stagione di Formula 1 2020 ha il merito di avere riportato in auge diversi tracciati che da tempo facevano, sì, bella mostra di se, ma nell’archivio delle competizioni. Il Nurburgring, il GP del Portogallo; e, ultimo in ordine di apparizione, l’imminente Gran Premio dell’Emilia Romagna, che si disputerà domenica 1 novembre all’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola. Come dire: uno dei templi mondiali del motorsport, e non soltanto per le mille e mille vicende agonistiche (alcune, come gli appassionati ben conoscono, che si sono ammantate di un velo di tristezza) che negli anni vi si sono susseguite. Quanto, anche, per la felicissima collocazione geografica (nel “cuore” della Motor Valley emiliano-romagnola in cui la passione per i motori è da sempre talmente forte che non è neanche il caso di parlarne) e per le sue caratteristiche.

Il “circuito del Santerno” (dal nome del maggiore affluente del Reno che vi scorre nelle immediate vicinanze) è in tutto il mondo conosciuto da sempre come estremamente “tecnico”. Nell’ultimo decennio abbondante tanto il tracciato quanto le sue strutture sono stati al centro di un vasto programma di riqualificazione in più tranche, iniziato verso la fine del 2006 e terminato nell’autunno del 2007 dietro progetto dell’architetto tedesco Hermann Tilke conosciutissimo nell’ambiente delle corse per essere la “matita” di molti circuiti di nuova generazione; nel 2009 venne realizzata la nuova Variante Bassa per ottemperare alle richieste di omologazione da parte della FMI; nel 2011 venne riasfaltato il 70% del manto stradale.

Uno degli ultimi “circuiti veri”

Questi interventi non ne hanno intaccato l’allure di circuito “old style”, particolarmente amato da piloti e appassionati, delle quattro e delle due ruote (ma anche biciclette: è stato sede dei Mondiali di ciclismo 1968, vinto da Vittorio Adorni, e 2020, con maglia iridata a Julian Alaphilippe; dei Campionati italiani su strada 2009, vinti da Filippo Pozzato; e di due arrivi di tappa del Giro d’Italia: nel 2015 e nel 2018).

Una storia di pura passione

L’attuale Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola – ovvero nel layout per come è conosciuto in tutto il mondo – data al 1979: anno in cui, anche per volere di Enzo Ferrari che desiderava fortemente l’effettuazione di gare di Formula 1 nel circuito che dal 1970 era stato intitolato al figlio Dino, vennero completate alcune infrastrutture, fu costruita (su progetto di Roberto Nosetto, all’epoca direttore sportivo Ferrari) la “Torre Marlboro”, venne rifatto il complesso dei box e furono eliminati i tratti di strada che fino ad allora facevano di Imola un tracciato semipermanente.

Si iniziò a parlare di un circuito subito dopo la guerra

Le vicende dell’Autodromo di Imola risalgono a molto tempo prima, vale a dire nell’immediato dopoguerra, quando in Italia unico circuito permanente era l’Autodromo di Monza. Un gruppo di appassionati, fra i quali – in qualità di presidente del Moto Club di Imola, c’era Checco Costa (padre di Claudio Costa fondatore della Clinica Mobile e che tutto il mondo conosce come “il medico dei piloti”) studiarono la possibilità di realizzare un circuito che congiungesse il viale delle Acque Minerali con il raccordo dalla Tosa alla Piratella e via dei Colli.

L’interessamento di Enzo Ferrari e dei fratelli Maserati

Alla possibilità di realizzare un circuito fu chiamato anche il “Drake”, il quale dal canto suo si attivò con i fratelli Maserati (che avevano fondato la O.S.C.A.) ed altri costruttori. Il giornalista Giovanni Canestrini, segretario generale dell’Automobile Club d’Italia, dichiarò parere favorevole al progetto di un autodromo permanente.

Nel 1950 la costruzione

Le successive revisioni portarono la lunghezza del tracciato a 5 km ed ottennero l’approvazione del Coni. Quest’ultimo diede anche il nome (provvisorio) alla struttura: “Prototipo Coni”, con l’evidente obiettivo di allestirvi il primo impianto nazionale “moderno” permanente da destinare a competizioni motoristiche.

Masetti, Ascari, Villoresi e Marzotto collaudano il tracciato

Poco più di due anni trascorsero dalla posa della prima pietra (marzo 1950) al primo collaudo, che ebbe luogo nell’ottobre 1952: i giri di ruota inaugurali vennero effettuati da Umberto Masetti, due volte campione del mondo della classe 500, che percorse i 5 km di Imola con la sua Gilera 500 quattro cilindri; e da Alberto Ascari, Gigi Villoresi e Umberto Marzotto che si alternarono al volante di una Ferrari 340 Sport.

1953: la prima gara

Il 25 aprile 1953 è, per Imola, una data storica: vi si svolse la prima competizione ufficiale. Il “battesimo della pista” venne affidato alle moto: una gara valevole per il Campionato italiano delle classi 125 e 500, ed una gara nazionale per la classe 250. Le cronache registrarono un’affluenza di circa 60.000 spettatori provenienti da tutta Italia.

1954: la ribalta internazionale

Il debutto “mondiale” di Imola avvenne esattamente un anno dopo: il 25 aprile 1954 il nuovo tracciato del Santerno su teatro della prima edizione della “Coppa d’Oro Shell”, evento ideato fra gli altri dallo stesso Checco Costa: Alano Montanari ed Enrico Lorenzetti (entrambi su Moto Guzzi) vinsero nelle classi 250 e 350, Umberto Masetti (Gilera) trionfò nella 500.

Il debutto delle auto

Sempre nel 1954 (il 20 giugno) ad Imola avvenne l’esordio delle competizioni automobilistiche, con la “Conchiglia d’Oro Shell”, anch’essa a carattere internazionale e riservata alle vetture Sport fino a 2.000 cc. Vincitore fu il grandissimo stradista biellese Umberto Maglioli (Ferrari 500 Mondial) che primeggiò davanti a Ferruccio Musitelli ed a Luigi Musso (entrambi su Maserati).

1963: primo approccio con la Formula 1

Per assistere ad una gara della massima Formula (uno dei desideri cui Enzo Ferrari teneva di più) gli appassionati dovettero attendere il 21 aprile 1963. In quell’occasione, venne indetta la “Coppa d’Oro Shell”: una gara non valida per il Mondiale di F1, tuttavia l’importanza dell’evento fu notevole. E prestigioso (al pari di quanto era fino ad allora avvenuto nelle categorie delle “ruote coperte” e delle moto) fu il nome del vincitore: a tagliare per primo il traguardo fu Jim Clark, su Lotus 25 motorizzata Brm.

Quasi vent’anni per rivedere le monoposto regine

Dopo quell’episodio, rimasto isolato per lunghi anni, la Formula 1 non tornò più a Imola, sebbene il circuito – che nel 1970 aveva abbandonato l’originaria denominazione “Prototipo Coni” in favore del nuovo nome “Autodromo Dino Ferrari” – fosse utilizzato per le competizioni motociclistiche internazionali, mondiali (Gran Premio delle Nazioni), per le gare delle categorie Turismo e Prototipi. Nella seconda metà degli anni 70, i vertici dell’Autodromo (SAGIS, costituitasi nel 1973) si misero in contatto con la dirigenza della Formula 1 per valutare l’ipotesi di riportare la massima Formula a Imola. Una serie di lavori di riqualificazione, cui si è accennato, furono preludio all’effettuazione del Gran Premio Dino Ferrari, che si svolse il 16 settembre 1979 e venne vinto da Niki Lauda su Brabham-Alfa Romeo.

Nel 1980 il debutto iridato come GP d’Italia

Sotto la direzione di Roberto Nosetto, l’Autodromo Dino Ferrari ospitò, nel 1980, l’unica edizione “extra-monzese” del Gran Premio d’Italia. I vertici Formula 1, tuttavia, restavano del parere che ogni Nazione dovesse ospitare soltanto un Gran Premio, dunque fra gli “addetti ai lavori” sorse il dubbio su come fare per mantenere Monza e, nel contempo, confermare Imola nel calendario iridato.

1981: nasce il GP di San Marino

La soluzione che consentì di salvare “capra e cavoli”, come si dice, arrivò nell’inverno 1981, e venne appresa da tutto il mondo in occasione della pubblicazione delle gare valevoli per il Mondiale di F1: la disputa del primo Gran Premio di San Marino, ovvero una competizione sotto l’egida di una Federazione nazionale ma da disputare in “enclave sportiva” all’estero. Un po’ come, negli stessi anni, avvenne con il Gran Premio di Svizzera che si tenne, nel 1975 e nel 1982, in Francia (Digione). Per gli enthusiast nazionali era tutta manna: un Gran Premio in primavera (San Marino, appunto) e uno alla fine dell’estate (GP d’Italia). E così venne mantenuto per venticinque anni giusti giusti (fino al 2006). E per di più, dopo il 1988, nella nuova denominazione del circuito “Autodromo Enzo e Dino Ferrari”.

Le modifiche

L’edizione 1994 del Gran Premio di San Marino è rimasta nella memoria di milioni di persone (anche non appassionate di motorsport) per la scomparsa di Roland Ratzenberger ed Ayrton Senna nell’arco di ventiquattr’ore, lo schianto di Rubens Barrichello alla Variante Bassa nelle prove libere del venerdì (vettura semidistrutta, ma per fortuna soltanto la rottura del setto nasale e l’incrinatura di una costola per il brasiliano) ed il ferimento di quattro meccanici provocato dal distacco di una ruota della Minardi di Michele Alboreto subito dopo il pit-stop.

Dopo il GP di San Marino 1994, il tracciato di Imola venne profondamente modificato: una chicane ha sostituito la Curva del Tamburello (dove era avvenuto l’incidente costato la vita a Senna), ed una nuova variante fu realizzata in luogo della curva Villeneuve dove si era verificato l’incidente di Ratzenberger. Nuovo anche il tratto delle Acque Minerali, con due curve più veloci ed una più ampia via di fuga, e ridisegnati la Rivazza e la variante Bassa.

2006: l’ultima edizione con la vittoria di Schumi

In questa configurazione, l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola continuò ad ospitare la Formula 1 fino all’ultima edizione in ordine di tempo, che si svolse nel 2006 e venne vinta da Michael Schumacher (con sette successi personali, è rimasto capoclassifica incontrastato dei piloti più vincenti di sempre a Imola).

Räikkönen ultimo testimone in attività del GP di San Marino

L’attuale layout di Imola è praticamente sconosciuto ai piloti: sebbene Kimi Räikkönen sia rimasto unico testimone in attività dell’ultimo Gran Premio di San Marino, anche lui – come i più giovani colleghi – deve studiarsi bene il tracciato, in quanto dal 2006 e fino al 2011 è stato ulteriormente modificato, con (fra gli altri) l’eliminazione della Variante Bassa – sostituita da una leggera curva destrorsa – per far posto ai nuovi e più ampi box e ad un più lungo rettifilo di partenza. In questo modo, la “staccata” che dalla Rivazza conduce alla nuova chicane del Tamburello è notevolmente più impegnativa.

Albo d’oro del GP di Imola

Alla prima edizione “ufficiale”, il GP di Imola è l’”erede” del GP di San Marino, e – come abbiamo visto – nel 1980 fu sede del GP d’Italia. Prima ancora (1979) vi si svolse un Gran Premio Dino Ferrari non valevole per il Mondiale. Di seguito tutti i vincitori.

  • 1963 (Coppa d’Oro Shell): Jim Clark su Lotus 25-Brm
  • 1979 (GP Dino Ferrari): Niki Lauda su Brabham BT46B-Alfa Romeo
  • 1980, GP d’Italia: Nelson Piquet su Brabham BT49B-Ford Cosworth
  • 1981, GP di San Marino: Nelson Piquet su Brabham BT49C-Ford Cosworth
  • 1982, GP di San Marino: Didier Pironi su Ferrari 126 C2
  • 1983, GP di San Marino: Patrick Tambay su Ferrari 126 C3
  • 1984, GP di San Marino: Alain Prost su McLaren MP4/2-TAG Porsche
  • 1985, GP di San Marino: Elio De Angelis su Lotus 97T-Renault
  • 1986, GP di San Marino: Alain Prost su McLaren MP4/2-TAG Porsche
  • 1987, GP di San Marino: Nigel Mansell su Williams FW11B-Honda
  • 1988, GP di San Marino: Ayrton Senna su McLaren MP4/4-Honda
  • 1989, GP di San Marino: Ayrton Senna su McLaren MP4/5-Honda
  • 1990, GP di San Marino: Riccardo Patrese su Williams FW13B-Renault
  • 1991, GP di San Marino: Ayrton Senna su McLaren MP4/6-Honda
  • 1992, GP di San Marino: Nigel Mansell su Williams FW14B-Renault
  • 1993, GP di San Marino: Alain Prost su Williams FW15C-Renault
  • 1994, GP di San Marino: Michael Schumacher su Benetton B194-Ford Zetec
  • 1995, GP di San Marino: Damon Hill su Williams FW17-Renault
  • 1996, GP di San Marino: Damon Hill su Williams FW18-Renault
  • 1997, GP di San Marino: Heinz-Harald Frentzen su Williams FW19-Renault
  • 1998, GP di San Marino: David Coulthard su McLaren MP4/13-Mercedes
  • 1999, GP di San Marino: Michael Schumacher su Ferrari F399
  • 2000, GP di San Marino: Michael Schumacher su Ferrari F1-2000
  • 2001, GP di San Marino: Ralf Schumacher su Williams FW23-Bmw
  • 2002, GP di San Marino: Michael Schumacher su Ferrari F2002
  • 2003, GP di San Marino: Michael Schumacher su Ferrari F2003GA
  • 2004, GP di San Marino: Michael Schumacher su Ferrari F2004
  • 2005, GP di San Marino: Fernando Alonso su Renault R25
  • 2006, GP di San Marino: Michael Schumacher su Ferrari 248 F1.

Le vittorie per Costruttori, motoristi, piloti

Vittorie Costruttori a Imola

  • 8 vittorie: Ferrari (tutte al GP di San Marino), Williams (tutte al GP di San Marino)
  • 6 vittorie: McLaren (tutte al GP di San Marino)
  • 3 vittorie: Brabham (1 vittoria al GP Dino Ferrari 1979; 1 vittoria al GP d’Italia 1980, 1 vittoria al GP di San Marino 1981)
  • 2 vittorie: Lotus (1 vittoria alla Coppa d’Oro Shell 1963, 1 vittoria al GP di San Marino)
  • 1 vittoria: Benetton, Renault (tutte al GP di San Marino).

Vittorie motoristi a Imola

  • 8 vittorie: Ferrari (tutte al GP di San Marino), Renault (tutte al GP di San Marino)
  • 4 vittorie: Honda (tutte al GP di San Marino)
  • 2 vittorie: Ford-Cosworth (1 vittoria al GP d’Italia 1980, 1 vittoria al GP di San Marino), TAG-Porsche (tutte al GP di San Marino)
  • 1 vittoria: Alfa Romeo (al GP Dino Ferrari 1979), Bmw (al GP di San Marino), Brm (alla Coppa d’Oro Shell 1963), Ford-Zetec (al GP di San Marino) Mercedes (al GP di San Marino).

Vittorie piloti a Imola

  • 7 vittorie: Michael Schumacher (tutte al GP di San Marino)
  • 3 vittorie: Alain Prost (tutte al GP di San Marino), Ayrton Senna (tutte al GP di San Marino)
  • 2 vittorie: Damon Hill (tutte al GP di San Marino), Nigel Mansell (tutte al GP di San Marino), Nelson Piquet (1 vittoria al GP d’Italia 1980, 1 vittoria al GP di San Marino)
  • 1 vittoria: Fernando Alonso (al GP di San Marino), Jim Clark (alla Coppa d’Oro Shell 1963), David Coulthard (al GP di San Marino), Elio De Angelis (al GP di San Marino), Heinz-Harald Frentzen (al GP di San Marino), Niki Lauda (al GP Dino Ferrari 1979), Riccardo Patrese (al GP di San Marino), Didier Pironi (al GP di San Marino), Patrick Tambay (al GP di San Marino); Ralf Schumacher (al GP di San Marino).

Giro più veloce nelle qualifiche

Jenson Button (BAR-Honda): pole position nel 2004 in 1’19”753.

Giro più veloce in gara

Michael Schumacher (Ferrari): record sul giro nel 2004 in 1,20”411.

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