Williams scuderia più vincente nella storia del GP del Portogallo

Con sei vittorie, il team di Grove guida con ampio margine la classifica dei Costruttori più “titolati” in Portogallo: ecco alcuni episodi rimasti nella storia.

Nelle sedici edizioni del Gran Premio del Portogallo (in programma domenica 25 ottobre sul nuovo – per la Formula 1 – tracciato di Portimao) valevoli per il Mondiale che si sono disputate dal 1958 al 1960, a Boavista e Monsanto, e dal 1984 al 1996 all’Estoril, è Williams il Costruttore che vi ha ottenuto il maggiore numero di vittorie: ben sei.

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Una percentuale statistica decisamente elevata: in oltre un’edizione su tre, il team di Grove ha concluso sul gradino più alto del podio. Gli altri team che hanno vinto in Portogallo sono in effetti notevolmente distanziati:

  • 3 vittorie: McLaren (1984, 1987 e 1988 con Alain Prost; le prime due a motore TAG Porsche, la terza con motore Honda)
  • 2 vittorie: Cooper-Climax (1959 con Stirling Moss, 1960 con Jack Brabham) e Ferrari (1989 con Gerhard Berger, 1990 con Nigel Mansell)
  • 1 vittoria: Benetton-Ford (1993 con Michael Schumacher), Lotus-Renault (1985 con Ayrton Senna), Vanwall (1958 con Stirling Moss).

Le sei vittorie Williams in Portogallo

Nel dettaglio, ecco le annate che hanno messo in archivio una vittoria della scuderia di Grove al Gran Premio del Portogallo.

  • 1986: Nigel Mansell
  • 1991: Riccardo Patrese
  • 1992: Nigel Mansell
  • 1994: Damon Hill
  • 1995: David Coulthard
  • 1996: Jacques Villeneuve.

In testa anche nelle pole position

Williams comanda la classifica dei team più di successo al Gran Premio del Portogallo anche nel computo delle partenze dalla prima posizione dello schieramento: in ben cinque occasioni una delle monoposto di Grove fece registrare il miglior tempo nelle qualifiche.

  • 1991 con Riccardo Patrese
  • 1992 con Nigel Mansell
  • 1993 con Damon Hill
  • 1995 con David Coulthard
  • 1996 con Damon Hill.

L’invidiabile ruolino di marcia Williams in F1

Dal punto di vista delle “aride cifre”, dunque, il Gran Premio del Portogallo ha spesso detto bene al team fondato da Frank Williams e Patrick Head nel 1977 ed interamente ceduto lo scorso agosto al fondo d’investimento americano Dorilton Capital: un avvenimento epocale, in quanto – come comunicato all’inizio di settembre 2020 dai precedenti proprietari – ha segnato l’uscita della famiglia Williams dal team dopo ben 43 anni. Sono piuttosto lontani i tempi d’oro delle grandi affermazioni per la scuderia di Grove che annovera, nella propria bacheca, 9 titoli mondiali Costruttori (1980, 1981, 1986, 1987, 1992, 1993, 1994, 1996 e 1997), 7 titoli mondiali Piloti (1980 con Alan Jones, 1982 con Keke Rosberg, 1987 con Nelson Piquet, 1992 con Nigel Mansell e la FW14B che di recente Sebastian Vettel ha acquistato, 1993 con Alain Prost, 1996 con Damon Hill e 1997 con Jacques Villeneuve) e 114 vittorie (più 340 conclusioni sul podio, 128 partenze in pole position, 133 giri più veloci) su 747 partecipazioni.

Williams, che per il presente 2020 ha confermato George Russell affiancandogli l’ex collaudatore Nicholas Latifi promosso in sostituzione di Robert Kubica (nominato nuovo terzo pilota di Alfa Romeo Racing), conquistò la prima affermazione al Gran Premio di Gran Bretagna 1979 (fu l’indimenticato Clay Regazzoni ad inaugurare la stagione dei successi di Grove); l’ultima vittoria risale al 2012 (GP di Spagna, ad opera del venezuelano Pastor Maldonado). L’ultimo podio (in ordine di tempo) è peraltro piuttosto recente: il terzo posto assoluto di Lance Stroll ottenuto al GP dell’Azerbaijan 2017.

Momenti memorabili per Williams al GP del Portogallo

Al di là dei “numeri”, alcune delle imprese del team Williams al Gran Premio del Portogallo sono rimaste nella storia. Eccone un paio che meritano di essere ricordate.

1991: Patrese su tutti

L’edizione 1991 si concluse con la vittoria del “nostro” Riccardo Patrese (ed il successo numero 50 per Williams): le monoposto di Grove, quell’anno, avevano iniziato la stagione un po’ “in sordina” per via delle allora nuove sospensioni attive, salvo ritrovare competitività man mano che il Campionato procedeva.

Mansell in lizza per vincere il primo Mondiale…

Alla “tappa” dell’Estoril, Nigel Mansell arrivò con addirittura la possibilità di scavalcare Ayrton Senna ed aggiudicarsi il sospiratissimo (e strameritato) titolo mondiale che in almeno un paio di stagioni precedenti gli era sfuggito per un soffio.

Pit-stop disastroso, squalifica e addio sogni di gloria

Non fu, tuttavia, quella l’occasione per avvicinarsi alla corona iridata: l’arrembante “Leone”, in testa per tutta la prima metà di gara, venne azzoppato dalla possibilità di vincere a causa di un disastroso pit-stop per il cambio gomme: la ruota posteriore destra, mal fissata, si sganciò non appena terminata la sosta, con conseguente intervento d’urgenza dei meccanici Williams in mezzo alla pitlane, ripartenza con notevolissimo ritardo (Mansell si ritrovò in diciassettesima posizione), squalifica da parte della Direzione gara per irregolarità durante la sosta ai box.

1993: Hill, in pole, è costretto a partire dall’ultimo posto

Nel 1993, il Gran Premio del Portogallo non si concluse con la vittoria di una Williams (fu Michael Schumacher, su Benetton-Ford, a tagliare per primo il traguardo nel secondo successo personale in carriera). Tuttavia, le monoposto di Grove occuparono la prima fila dello schieramento (pole position per Damon Hill, seconda posizione per Alain Prost), sebbene il mancato avviamento della vettura di Hill durante il giro di ricognizione costrinse il futuro campione del mondo 1996 a prendere il via dall’ultima posizione e ad inanellare, giro dopo giro, un “grande attack” che gli avrebbe poi fatto guadagnare la terza piazza finale.

Prost, regolare, arriva secondo, vince il Mondiale e si ritira dalla Formula 1

Ben più “regolarista”, Alain Prost, passato nel 1993 sotto le insegne Williams per la sua prima e unica stagione a Grove, aveva “soltanto” bisogno di terminare la corsa al secondo posto per avere la certezza matematica del titolo mondiale. Così avvenne: Prost conquistò la quarta corona iridata. E fu un Mondiale d’addio: il fuoriclasse francese, alla vigilia delle qualifiche, aveva annunciato che al termine della stagione si sarebbe ritirato dalla Formula 1.

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