Shelby GT350R, la Mustang più costosa di sempre: 3,85 milioni di dollari

Ha dato vita alla stirpe di “derivate” Shelby, è plurivittoriosa, debuttò in gara con Ken Miles: ha “battuto” per valore anche la Mustang di “Bullitt”.

Le “Muscle car” valgono milioni. Ovviamente non tutte, così come non corrisponde alla realtà il fatto che al di qua dell’oceano i modelli storici più performanti raggiungano “inevitabilmente” quotazioni a sette cifre. Sul valore della vettura incidono diversi fattori: la sua rarità e reperibilità sul mercato, l’”appetibilità” da parte degli appassionati, il blasone della Casa costruttrice (e, nel caso delle auto “ex-gara”, le caratteristiche di preparazione), l’originalità dei singoli componenti; così come l’identità di chi, nel tempo, è stato proprietario della vettura in oggetto.

È tuttavia evidente che, per alcuni modelli, la storia vale molto. Moltissimo, anzi. “Cifre” adeguate all’importanza dell’oggetto che ne giustificano l’appartenenza ad un ben preciso contesto, e dove il denaro serve a testimoniare l’unicità del bene in questione ed a contestualizzarne l’appartenenza non più a “semplice veicolo”, quanto ad opera d’arte proprio nella misura in cui essa diventi espressione dell’ingegno finalizzata ad un momento ben determinato.

3,85 milioni di dollari

Un contesto nel quale si muove pienamente a proprio agio un esemplare di per se unico, e che ha “spuntato”, materialmente parlando, il valore più elevato mai raggiunto da una vettura della “famiglia” Ford Mustang. Si tratta, nella fattispecie, di una Ford Shelby GT350R del 1965; o meglio: della prima ad essere stata allestita specificamente per impieghi agonistici e la prima ad avere riportato una vittoria in gara. Elevatissima la cifra che ne ha sancito il “passaggio di mano”: ben 3,85 milioni di dollari (corrispondenti a circa 3,3 milioni di euro), valore raggiunto in occasione di un’asta organizzata ad Indianapolis da Mecum Auctions, Casa d’aste specializzata proprio in Muscle car.

Un nuovo primato per Mustang

E, incidentalmente (guarda un po’ la combinazione), la “Maison” che a gennaio 2020 aveva portato a Kissimmee (Florida) una delle due Mustang Fastback GT390 coprotagoniste del film “Bullitt”, e che era stata “battuta” a 3,4 milioni di dollari (più o meno 3 milioni di euro). Come dire: un record che ha resistito per pochi mesi, superato dall’aggiudicazione-monstre raggiunta dalla Shelby GT350R.

“Sa” di storia e di corse come poche

Come nel caso della GT390 Fastback di “Bullitt”, anche per la neo-plurimilionaria coupé Shelby il “pedigree” è di assoluto rilievo. E, viene da pensare, in parte vi ha inciso un recentissimo ritorno di popolarità per il primo pilota che la portò in gara: l’espertissimo Ken Miles, che migliaia di appassionati hanno avuto modo di riscoprire nel film “Le Mans ’66-La grande sfida”, in cui la figura del driver di origine inglese, ma californiano d’adozione, ha assunto un ruolo di assoluta importanza nella vicenda storico-sportiva.

La “Flying Mustang” che vinse al debutto

Che questo aspetto possa, in un certo qual modo, avere influito sul valore della vettura, è una supposizione. I dati oggettivi sono d’altro canto sotto gli occhi di tutti. A cominciare da una fotografia, rimasta famosissima, che immortala la vettura in un “salto” (anzi: un volo) su tutte e quattro le ruote, durante una gara della categoria SCCA Production Sports Cars (equivalente al “nostro” Turismo) che si svolse il 14 febbraio del 1965 sul tracciato texano Green Valley Raceway. Era il debutto assoluto, per la Shelby GT350R contrassegnata dal numero di telaio “5R002”. E fu un esordio vincente per la “Mustang volante” (come è poi stata celebrata) e per lo stesso Ken Miles.

Del resto, Miles (che avrebbe trovato la morte a Riverside, a fine agosto del 1966, cioè due mesi dopo la leggendaria impresa alla 24 Ore di Le Mans, durante una sessione di prove della Ford J-Car, designata erede della iconica GT40), romantica figura di pilota, tecnico e collaudatore che aveva praticamente tenuto a battesimo la GT40, partecipandone attivamente allo sviluppo, fu in prima persona uno dei cinque piloti che procedettero alla messa a punto della Shelby GT350R venduta per 3,85 milioni di dollari: Ken Miles, appunto; e insieme a lui anche Bob Bondurant, Chuck Cantwell, Jerry Titus e Peter Brock. La storia racconta che tutti insieme abbiano percorso all’incirca 50.000 miglia (80.000 chilometri) al volante della vettura: un impegno cruciale per Shelby-American (la factory creata da Carroll Shelby) incaricata verso la fine del 1964 dai massimi vertici Ford per trasformare nella sostanza l’immagine della allora giovanissima Mustang: da vettura “compatta” destinata ad un pubblico giovane e relativamente tranquillo (con attenzione anche alla clientela femminile), ad autentica coupé da sparo in grado di competere ai massimi livelli nelle serie “a ruote coperte”.

Da questo esemplare-laboratorio è derivata la famiglia Mustang-Shelby

Dunque, ecco che il cerchio inizia a chiudersi: la prima Shelby “da corsa” realizzata ad hoc, e vittoriosa al debutto in pista, per di più nelle mani di un pilota (di più: uno degli “uomini-Shelby” per eccellenza) entrato nella leggenda del motorsport. E non basta: la “5R002” fece da laboratorio viaggiante per l’allestimento di una seconda unità-gemella, che al termine della stagione 1965 permise a Jerry Titus di aggiudicarsi il Campionato SCCA Productions nella Classe B. Da allora, la storia di Ford Mustang aggiunse il “quid” di immagine agonistica di altissimo livello che ha attraversato i decenni ed è giunta ai giorni nostri. A sancire completamente l’unicità dell’esemplare, si aggiunga l’acquisto della vettura, avvenuto nel 1966, da parte di Bill Clawson (tecnico di Ford Performance), il quale la utilizzò in corsa per un paio di stagioni e, dopo alcune noie al motore originario, chiese ed ottenne da Carroll Shelby in persona di poter installarvi un’unità XE (cioè “sperimentale”) del poderoso V8 di Ford GT40. Motore che la Shelby GT350R dei primati porta orgogliosa tuttora sotto il cofano. Di più: conclusa la lunga (e plurivittoriosa) carriera agonistica, la vettura rimase in esposizione, per un quindicennio, nelle sale dello Shelby-American Museum di Boulder (Colorado), per poi essere acquisita, nel 2010, da John Atzbach, celebre collezionista di Shelby. Il quale decise di sottoporre il veicolo ad un completo restauro – che si protrasse per migliaia di ore – che ne riportasse le condizioni esattamente come erano in origine: nella nuova immacolata livrea, la Shelby GT350R “5R002” venne esposta al Concorso d’Eleganza di Amelia Island del 2014, in occasione dei cinquant’anni di Ford Mustang.

Ford Shelby GT350R 1965 ex Ken Miles Vedi tutte le immagini

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