Volkswagen e-Bulli: lo storico pullmino diventa elettrico

Annunciato il prototipo di un T1 del 1966 con sistema powertrain di nuova generazione. Farà bella mostra di se a Techno-Classica Essen 2020.

Auto moderne o auto storiche, non fa alcuna differenza: entrambi i modi di interpretazione della mobilità, apparentemente agli antipodi, possono andare a braccetto senza alcun problema. Fra le più recenti tecnologie che consentono di abbinare il piacere di possedere un veicolo d’epoca con sistemi di propulsione eco friendly, c’è il retrofit: di fatto, si tratta di sostituire l’unità motrice di origine (magari conservandola da parte, in previsione di una sua futura re-installazione) con un modulo powertrain “zero emission”. Gli esempi, in questo senso, non mancano: dalla Jaguar E-Type che nell’estate del 2018 fece scalpore al “Royal Wedding” fra il principe Harry e Meghan Markle (al volante della storica “Open Two-seater” di Coventry, trasformata ad alimentazione elettrica, c’era lo stesso principe Harry) al programma di riconversione in elettrico avviato nel 2018 da Aston Martin Works Heritage. In tempi ancora più recenti si è aggiunta Volkswagen, che al Salone di Francoforte 2019 aveva presentato e-Beetle (per la precisione: e-Beetle Concept), nello specifico una storica Volkswagen Maggiolino realizzata dai tecnici della nuova business unit indipendente Volkswagen Group Components (specializzata in attività di ricerca, sviluppo e produzione di gruppi motopropulsori, impianti elettrici, sistemi sterzo e sedili per le lineup che fanno capo al Gruppo VAG) e svelata all’IAA 2019 accanto alla berlina compatta ID.3 ed ai suoi modelli “derivati” (il compact-crossover ID.Crozz ed il multivan ID.Buzz).

Evoluzione in chiave eco friendly

Un ulteriore step evolutivo per il nuovo filone “retrofit elettrico” ha come protagonista un altro leggendario modello di Wolfsburg: Volkswagen Bulli, versione pullmino (anzi: “Samba Bus”) della famiglia di veicoli realizzati su base del Maggiolino e rimasti in produzione per ben 64 anni: dal 1950 al 2014, quando cioè l’ultimo VW Kombi, prodotto negli stabilimenti brasiliani di Sao Bernardo do Campo, andò definitivamente in pensione, congedandosi dai mercati.

Possiede i galloni dell’ufficialità

Il Volkswagen e-Bulli (questo il nome scelto per la variante elettrica del pullmino-icona tedesco), realizzato partendo da un’idea di Volkswagen Veicoli Commerciali, farà bella mostra di se all’imminente edizione 2020 di Techno-Classica Essen, evento fra i più importanti a livello mondiale per il settore del motorismo vintage e della filiera ad esso correlata. Alla kermesse tedesca, in programma da mercoledì 25 a domenica 29 marzo, i riflettori saranno puntati sull’anteprima del Bulli “a zero emissioni”, che la stessa Divisione Veicoli Commerciali ha sviluppato in partnership con Volkswagen Veicoli Commerciali Oldtimer e il settore Comunicazione del “colosso di Wolfsburg”.

Anello mancante di una famiglia elettrica che parte da lontano

Dal punto di vista filologico, il progetto possiede una corretta “origine di famiglia”: già nel 1972 Volkswagen aveva proposto una prima variante ad alimentazione elettrica dello storico furgoncino. In quell’occasione si trattava di una edizione allestita su base Transporter della generazione T2 (peraltro la medesima serie scelta nell’autunno 2019 dalla filiale nord americana di Volkswagen per un esempio di elettrificazione “new gen”). Prodotto fra il 1972 ed il 1979, il progenitore elettrico passa idealmente il testimone al futuro Volkswagen ID. Buzz che entrerà in produzione nel 2022. La “liaison” fra queste due epoche, distanti mezzo secolo fra loro, viene rappresentata da e-Bulli: un “Crossover realizzato sulla base di un veicolo storico e con trazione elettrica”, spiega Volkswagen, che “Spalancherà le porte al futuro dei classici”.

Abito storico, tecnologie di nuova generazione

Il primo render mette in evidenza un’immagine esteriore che sostanzialmente corrisponde all’aspetto esteriore del veicolo di origine (si tratta di un “Samba Bus” prodotto nel 1966, esportato a Los Angeles e successivamente “rientrato” in Europa). Le modifiche hanno riguardato soltanto alcuni dettagli esterni, come il ricorso alla tecnologia a Led per l’impianto di illuminazione. Più corposo l’intervento che ha riguardato l’abitacolo: un rivestimento in pelle per i sedili, il montaggio di una nuova leva selettrice per il cambio automatico (lasciandone invariata la collocazione, fra il sedile del conducente e quello del passeggero anteriore), pannelli di legno per il pavimento e una nuova plancia, in cui sono stati installati un tachimetro esteticamente ispirato allo strumento di origine tuttavia provvisto di Led per l’indicazione dei rapporti di trasmissione automatica selezionati (P, R, N, D) e con al centro di esso disegnato un piccolo “Bulli” stilizzato; nonché un tablet, integrato nella consolle sul padiglione, per il controllo delle diverse funzioni e dei parametri veicolo e la visualizzazione delle funzionalità infotainment. “Sotto il cofano”, l’inedito e-Bulli sfrutta, indica Volkswagen, i componenti di serie dei veicoli elettrici VW di ultima generazione: nella fattispecie, lo stadio di sviluppo attualmente più avanzato della tecnologia a zero emissioni.

Volkswagen Bulli: la storia dal 1950 al 2012 Vedi tutte le immagini

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