VW e-Beetle: al Salone di Francoforte il Maggiolino elettrico

Gruppo powertrain di Volkswagen e-Up!, corpo vettura “storico”: Volkswagen presenta un progetto di retrofit per l’iconica “Käfer”.

L’eterno Maggiolino torna a far parlare di sé. E lo fa al Salone di Francoforte, palcoscenico che attrae i riflettori dell’intero comparto dell’auto, quest’anno più che mai improntato agli ulteriori sviluppi del settore nel campo delle tecnologie di elettrificazione e di sistemi auto connessa. Volkswagen Maggiolino, quindi, si attualizza, e porta in dote un “cuore” tutto nuovo. Anzi, rivolto alla nuova mobilità sostenibile: l’alimentazione 100% elettrica.

La notizia, comunicata da Volkswagen attraverso un comunicato di anteprima che ne dettaglia le caratteristiche peculiari, è senz’altro curiosa: accanto alla berlina compatta ID.3 ed ai modelli “derivati” attesi presso lo stand di Wolfsburg all’imminente IAA 2019 (ovvero il compact-crossover ID.Crozz ed il multivan ID.Buzz), una novità “zero emission” verrà esposta per la gioia dei moltissimi appassionati del Maggiolino. Si chiama Volkswagen e-Beetle Concept e, come facilmente comprensibile dalla denominazione assunta, viene provvista di un modulo di alimentazione “zero emission” decisamente up-to-date. Di più: è il medesimo “gruppo” che equipaggia Volkswagen e-Up!.

Ci sono i galloni dell’ufficialità

Contrariamente a quanto si potrebbe essere pronti a pensare, l’originale intervento di “retrofitting” (termine con il quale si intende la sostituzione pari pari di un componente, o un intero insieme di parti, con altri: un po’ come già avvenuto, in tempi recenti, per Jaguar e Aston Martin, soltanto per citare i due esempi più celebri) non è frutto di un progetto “privato”: alla messa a punto di Volkswagen e-Beetle Concept sono intervenuti i tecnici di Volkswagen Group Components, nuova business unit indipendente (la fondazione ufficiale è del 1 gennaio 2019) specializzata in attività di ricerca, sviluppo e produzione di gruppi motopropulsori (motori, sistemi cambio e componenti accessori), impianti elettrici, sistemi sterzo e sedili per le lineup che fanno capo al Gruppo VAG. Volkswagen e-Beetle Concept ha, dunque, tutti i crismi dell’ufficialità. Per la sua realizzazione, lo staff di Volkswagen Group Components si è avvalso della collaborazione di eClassics, azienda con sede a Renningen (località nei pressi di Stoccarda) che ne ha curato l’assemblaggio.

Vestito storico, tecnologia moderna

L’e-Beetle atteso al Salone di Francoforte può dunque essere considerato come un “messaggio promozionale” delle ampie possibilità di intervento che Volkswagen Group Components è in grado di offrire al mercato (“diversificare” è una delle parole d’ordine fra le nuove strategie di riposizionamento dei principali Gruppi automotive: anche il settore della filiera necessita di adeguata attenzione). Interessante, in ogni caso, il progetto messo in pratica: come accennato, l’unità powertrain viene rappresentata dal motore elettrico (prodotto negli impianti di Kassel) da 60 kW-82 CV che equipaggia la “baby zero emission” Volkswagen e-Up!, alimentato da un pacco batterie (14 moduli da 2,6 kWh ciascuno) che forniscono 36,8 kWh di capacità. Il peso complessivo del veicolo risulta sensibilmente aumentato: 1.280 kg. Questo, oltre all’alloggiamento delle batterie nel sottoscocca, ha comportato una serie di modifiche di rinforzo al telaio ed all’impianto frenante.

200 km di autonomia

Su strada, l’e-Beetle viene dichiarato per una velocità massima di 150 km/h, e tempi di accelerazione di, rispettivamente, “Meno di 4 secondi” da 0 a 50 km/h, e “Poco più di 8 secondi” da 0 a 80 km/h. L’autonomia di marcia indicata è di 200 km, più che sufficienti ad assecondare le esigenze di mobilità quotidiana urbana, metropolitana ed inter-city. Viene peraltro assicurata la possibilità di effettuare una ricarica rapida, attraverso cui e-Beetle è in grado di offrire 150 km di autonomia con una sosta di circa un’ora.

Vedremo anche il Bulli e Porsche 356 “elettrizzati”?

“Non vediamo l’ora di salutare presto molti ‘e-Beetle” in strada”, si augurano i due co-amministratori delegati di eClassics GmbH & Co KG, Dennis Murschel e Martin Acevedo. Stando così le cose, e in ossequio all’attuale “corsa all’elettrificazione” al centro delle strategie non soltanto di Volkswagen ma dell’intero comparto automotive, chissà che fra i “progetti retrofit” evolutivi non ci siano idee che puntano allo sviluppo di uno storico Maggiolino ad alimentazione ibrida o ibrida plug in… Staremo a vedere. Nel frattempo, ulteriori progetti da parte del management Volkswagen Group Components indicano, per il futuro, l’eventualità di offrire sul mercato nuovi programmi di “retrofitting” per altri modelli storici del Gruppo strettamente imparentati con il Maggiolino: dal “Bulli” a Porsche 356.

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