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Comprare un'auto è sempre più difficile: oggi servono 11 stipendi

Di Vincenzo Calvarano
Pubblicato il 25 giu 2026
Comprare un'auto è sempre più difficile: oggi servono 11 stipendi
Prezzi delle auto in crescita del 52% dal 2013 mentre i redditi aumentano molto meno. L'indagine mostra perché sempre più italiani rinviano l'acquisto.

L’auto continua a essere il mezzo di trasporto preferito dagli italiani, ma acquistarne una nuova è diventato decisamente più complicato. Negli ultimi anni il costo delle vetture è cresciuto molto più rapidamente rispetto ai redditi delle famiglie, con il risultato che oggi servono mediamente 11 mensilità di stipendio per comprare un’auto nuova. All’inizio degli anni Duemila ne bastavano circa cinque.

Il dato fotografa un cambiamento importante del mercato: la necessità di utilizzare l’auto resta elevata, ma la sua accessibilità economica diminuisce progressivamente. Una situazione che porta sempre più consumatori a rimandare l’acquisto o a valutare soluzioni alternative.

L’auto resta indispensabile, ma gli acquisti rallentano

Per la maggior parte degli italiani l’automobile continua a rappresentare il mezzo principale per gli spostamenti quotidiani. Viene utilizzata per andare al lavoro, accompagnare i figli, fare commissioni e organizzare il tempo libero. La sua versatilità la rende ancora oggi difficilmente sostituibile, soprattutto nelle aree dove il trasporto pubblico offre un servizio limitato.

Nonostante questa centralità, il mercato delle vetture nuove continua a mostrare segnali di debolezza. Una quota significativa dei consumatori dichiara infatti di aver rinviato l’acquisto oppure di non averlo nemmeno preso in considerazione. C’è anche chi ha deciso di rinunciare completamente al cambio dell’auto, preferendo mantenere più a lungo il veicolo già posseduto.

Dietro questa scelta non c’è un minore bisogno di mobilità, ma soprattutto la difficoltà di affrontare una spesa diventata sempre più impegnativa.

Prezzi sempre più alti e potere d’acquisto in calo

Il principale ostacolo resta quello economico. Negli ultimi anni il prezzo medio delle automobili è aumentato del 52%, mentre il reddito delle famiglie è cresciuto in misura decisamente inferiore.

A incidere sono stati diversi fattori. La crisi delle catene di approvvigionamento dopo la pandemia, l’inflazione, l’aumento dei costi delle materie prime e l’introduzione di dotazioni tecnologiche e sistemi di sicurezza sempre più sofisticati hanno contribuito a far salire i listini. A questo si aggiunge il progressivo spostamento del mercato verso modelli più grandi e ricchi di equipaggiamenti, come i SUV, mentre le vetture compatte hanno perso peso nell’offerta di molti costruttori.

Il risultato è un peggioramento evidente del rapporto tra costo dell’auto e capacità di spesa delle famiglie. Per molti consumatori l’acquisto di una vettura nuova rappresenta ormai una decisione da rinviare fino a quando non saranno disponibili condizioni economiche più favorevoli.

Tra gli strumenti ritenuti più utili per favorire il ritorno agli acquisti figurano gli incentivi pubblici, sconti più consistenti sui prezzi di listino e formule di finanziamento più flessibili.

Elettrico, incentivi e nuove formule di mobilità

Anche sul fronte delle auto elettrificate emerge un atteggiamento prudente. Il prezzo d’acquisto continua a rappresentare il principale elemento di freno, seguito dalla disponibilità delle infrastrutture di ricarica. Una parte dei consumatori preferisce inoltre continuare a scegliere motorizzazioni tradizionali per abitudine o convinzione personale.

Lo scenario cambia anche in base al territorio. Le aree con un reddito medio più elevato registrano infatti una diffusione maggiore delle vetture elettrificate, a conferma di quanto la capacità di spesa continui a influenzare la transizione verso le nuove tecnologie.

In questo contesto stanno acquisendo maggiore interesse formule alternative come il noleggio, che consentono di utilizzare un’auto con costi più prevedibili e senza affrontare l’investimento iniziale richiesto dall’acquisto.

Nei prossimi anni la sfida per il settore automobilistico sarà quindi duplice: continuare a investire nell’innovazione e nella transizione energetica, ma allo stesso tempo riportare l’automobile entro livelli di prezzo compatibili con il potere d’acquisto di una platea più ampia di famiglie italiane. Solo così sarà possibile sostenere la domanda e favorire un ricambio del parco circolante che oggi procede con maggiore lentezza rispetto alle esigenze del mercato.

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