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Cina, dal 2027 stop all'esenzione dal bollo per ibride plug-in ed EREV

Di Vincenzo Calvarano
Pubblicato il 6 lug 2026
Cina, dal 2027 stop all'esenzione dal bollo per ibride plug-in ed EREV
Dal 2027 la Cina eliminerà l'esenzione dalla tassa di possesso per ibride plug-in ed EREV. Le auto elettriche a batteria resteranno invece esenti.

La Cina cambia la propria strategia di sostegno alla mobilità elettrificata. A partire dal 1° gennaio 2027, infatti, terminerà l’esenzione dalla tassa annuale di possesso per le ibride plug-in (PHEV), i veicoli range extender (EREV) e alcune categorie di mezzi commerciali elettrificati.

La misura segna un importante cambiamento rispetto alla politica introdotta nel 2012, quando il governo cinese aveva deciso di favorire la diffusione dei cosiddetti New Energy Vehicles (NEV) attraverso una serie di agevolazioni fiscali e incentivi economici.

L’obiettivo, oggi, è diverso: secondo le autorità cinesi il mercato ha ormai raggiunto un livello di maturità tale da consentire una graduale riduzione dei benefici fiscali.

Quali veicoli dovranno pagare la tassa di possesso

Dal 2027 la tassa annuale tornerà ad applicarsi ai proprietari di diverse categorie di veicoli finora esentate.

Il provvedimento riguarda innanzitutto le auto ibride plug-in (PHEV), dotate sia di motore termico sia di propulsione elettrica ricaricabile alla presa, e i modelli EREV (Extended Range Electric Vehicle), che utilizzano prevalentemente il motore elettrico mentre il propulsore a benzina svolge il ruolo di generatore per ricaricare la batteria.

La riforma interesserà anche alcuni veicoli commerciali elettrici a batteria e quelli alimentati a celle a combustibile, oltre all’eliminazione di alcune agevolazioni fiscali oggi previste per vetture con motori termici particolarmente efficienti.

Un elemento importante riguarda la retroattività della norma: il pagamento della tassa sarà richiesto indipendentemente dall’anno di immatricolazione del veicolo. Anche i modelli acquistati quando era ancora in vigore l’esenzione saranno quindi soggetti al nuovo regime fiscale.

Le auto elettriche BEV restano esenti

La revisione normativa non coinvolge invece le auto elettriche a batteria (BEV) destinate ai privati.

In Cina la tassa di possesso viene calcolata sulla cilindrata del motore termico. Poiché le elettriche pure ne sono prive, continueranno a beneficiare dell’esenzione anche dopo il 2027.

Lo stesso principio si applica anche alle vetture a idrogeno destinate all’uso privato, che rimarranno escluse dal pagamento dell’imposta.

La scelta conferma la volontà del governo di continuare a incentivare le tecnologie a zero emissioni allo scarico, pur riducendo progressivamente il sostegno alle soluzioni ibride ricaricabili.

Perché la Cina cambia la politica sugli incentivi

La decisione rappresenta un nuovo passo nell’evoluzione del mercato automobilistico cinese.

Negli ultimi dieci anni gli incentivi fiscali hanno contribuito in maniera determinante alla crescita dei New Energy Vehicles, che oggi rappresentano circa il 63% delle nuove immatricolazioni di autovetture nel Paese. Un risultato che, secondo il governo, dimostra come il mercato sia ormai sufficientemente consolidato.

Per questo motivo Pechino punta ora a un sistema fiscale considerato più stabile ed equilibrato, nel quale anche le ibride plug-in e i veicoli range extender contribuiscano al gettito pubblico come le altre categorie di automobili.

Secondo le autorità, questi modelli hanno ormai raggiunto un elevato valore commerciale e non necessitano più dello stesso livello di sostegno previsto nella fase iniziale della loro diffusione.

La riforma conferma quindi il graduale passaggio da una politica basata sugli incentivi all’acquisto a un sistema orientato alla normalizzazione fiscale. Una scelta che potrebbe rappresentare un riferimento anche per altri mercati, chiamati nei prossimi anni a rivedere gli strumenti di sostegno alla mobilità elettrificata dopo la fase di forte espansione registrata nell’ultimo decennio.

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