Cala il tesoro degli autovelox: -8,9% nel 2025 tra nuove regole e ricorsi
Per la prima volta dopo anni di crescita costante, gli incassi derivanti dalle multe elevate tramite autovelox registrano una frenata significativa. Secondo l’analisi realizzata dal Codacons sui dati comunicati dai Comuni al Ministero dell’Interno, nel 2025 le principali città italiane hanno raccolto complessivamente 56,5 milioni di euro, con una diminuzione dell’8,9% rispetto ai 62,1 milioni incassati nel 2024.
Un calo che vale circa 5,5 milioni di euro e che arriva in un momento particolarmente delicato per il tema dei controlli elettronici della velocità. Tra nuove norme, obblighi di censimento degli apparecchi e numerose sentenze relative agli autovelox non omologati, il panorama delle sanzioni stradali sta infatti cambiando rapidamente.
Firenze resta regina degli autovelox in Italia
Nonostante la diminuzione complessiva degli incassi, alcune città continuano a registrare entrate molto elevate grazie ai sistemi di controllo della velocità.
In cima alla classifica si conferma Firenze, che nel 2025 ha raccolto quasi 19,7 milioni di euro attraverso le sanzioni elevate dagli autovelox presenti sul territorio comunale. Un dato che mantiene il capoluogo toscano nettamente davanti a tutte le altre grandi città italiane.
Al secondo posto sale Bologna, con 9,2 milioni di euro, mentre completa il podio Milano, che si ferma a 6,9 milioni di euro. Seguono Genova, con 4,8 milioni, e Palermo, che supera quota 4,2 milioni.
La classifica conferma come gli autovelox rappresentino ancora una voce importante nei bilanci di molte amministrazioni locali, soprattutto nelle città caratterizzate da una rete stradale molto estesa e da elevati flussi di traffico.
Tuttavia, guardando oltre i numeri assoluti, emergono differenze significative tra i vari territori.
Roma e Milano tra le città che perdono di più
L’aspetto più interessante riguarda infatti il confronto con il 2024. Alcune città hanno visto ridursi drasticamente gli introiti derivanti dalle multe per eccesso di velocità.
Tra le grandi metropoli spicca il caso di Roma, che passa da 4,8 milioni di euro a circa 2,3 milioni. Una riduzione superiore al 52%, che rappresenta uno dei cali più rilevanti registrati nel Paese.
Anche Milano evidenzia una flessione importante. Gli incassi passano infatti da 10,6 milioni a 6,9 milioni di euro, con una contrazione del 34,8% rispetto all’anno precedente.
Ancora più marcati i risultati negativi registrati da alcune realtà di dimensioni minori. Trieste perde il 94,4% degli introiti, Bolzano l’84,2% e Bari il 73%.
Sul fronte opposto, alcune amministrazioni mostrano una crescita sorprendente. È il caso di Ancona, dove gli incassi sono più che raddoppiati, passando da 855 mila euro a circa 1,8 milioni di euro, con un incremento del 116%. Crescono anche Genova (+54%) e Cagliari (+42%).
Nuove regole e sentenze frenano gli incassi dei Comuni
Dietro questa inversione di tendenza ci sono diversi fattori.
Uno dei principali riguarda la nuova disciplina sugli autovelox entrata in vigore nel giugno 2025, che ha introdotto criteri più rigidi per l’installazione e la gestione degli apparecchi da parte degli enti locali.
A questo si aggiungono le numerose decisioni della Corte di Cassazione, che negli ultimi anni hanno acceso i riflettori sulla questione dell’omologazione degli strumenti di rilevazione della velocità. In molti casi le sentenze hanno portato all’annullamento delle sanzioni elevate da dispositivi considerati non pienamente conformi alle normative vigenti.
Di conseguenza, diversi Comuni hanno scelto di sospendere o disattivare alcuni impianti in attesa di chiarimenti normativi, con effetti immediati sui bilanci.
Non mancano però situazioni particolari. Alcuni piccoli centri continuano infatti a registrare incassi milionari grazie alla presenza di autovelox installati su arterie molto trafficate. Nel Salento, ad esempio, il solo Comune di Galatina ha superato i 5 milioni di euro di introiti nel 2025. Ancora più sorprendente il caso di Colle Santa Lucia, piccolo comune delle Dolomiti con poco più di 300 abitanti, che grazie a un unico autovelox ha accumulato oltre 2 milioni di euro nel periodo compreso tra il 2021 e il 2025.
Il 2025 potrebbe quindi rappresentare un anno di svolta per il sistema degli autovelox in Italia. Se le nuove regole e le pronunce dei tribunali continueranno a influenzare il settore, i Comuni dovranno probabilmente ripensare il ruolo di questi strumenti, privilegiando sempre di più la sicurezza stradale rispetto alla semplice funzione di entrata economica.
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