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BYD sfida Tesla: pagherà gli incidenti causati dalla guida assistita

Di Emanuela Termonte
Pubblicato il 1 giu 2026
BYD sfida Tesla: pagherà gli incidenti causati dalla guida assistita
BYD annuncia una copertura senza limiti per gli incidenti causati dal sistema God’s Eye. Una scelta che potrebbe cambiare il mercato della guida assistita.

Negli ultimi anni la corsa alla guida assistita si è trasformata in uno dei campi di battaglia più importanti dell’industria automobilistica. Costruttori di tutto il mondo investono miliardi nello sviluppo di sistemi sempre più sofisticati, promettendo maggiore sicurezza, comfort e automazione. Tuttavia, un tema continua a generare discussioni: chi paga quando qualcosa va storto?

La risposta fornita da BYD potrebbe rappresentare una svolta per l’intero settore. Il colosso cinese ha infatti annunciato che coprirà integralmente le perdite economiche derivanti dagli incidenti causati dal proprio sistema di assistenza alla guida God’s Eye, purché il veicolo venga utilizzato secondo le condizioni previste.

Una scelta che segna una netta differenza rispetto a quanto avviene oggi con la maggior parte dei sistemi di assistenza avanzata, compreso il celebre Full Self-Driving di Tesla.

BYD si assume la responsabilità degli incidenti

L’annuncio è arrivato durante un evento dedicato alle strategie tecnologiche del marchio. BYD ha comunicato che, in caso di incidente con responsabilità accertata del veicolo mentre il sistema God’s Eye è attivo e utilizzato correttamente, sarà l’azienda stessa a farsi carico delle conseguenze economiche.

La copertura comprende i danni al veicolo del proprietario, eventuali danni a terzi e i risarcimenti legati a lesioni personali.

L’aspetto più sorprendente è che non esiste un tetto massimo ai risarcimenti previsti. Inoltre, gli utenti non dovranno acquistare polizze assicurative dedicate né sostenere costi aggiuntivi per ottenere questa protezione.

Secondo BYD, la misura sarà valida per un anno dalla consegna dell’auto e interesserà i veicoli equipaggiati con i sistemi God’s Eye A e God’s Eye B. Anche gli attuali proprietari potranno beneficiare della copertura attraverso un aggiornamento software over-the-air che porterà il sistema alla versione più recente.

La decisione viene interpretata come una dimostrazione di fiducia nelle capacità della tecnologia sviluppata internamente dall’azienda cinese.

Una differenza enorme rispetto a Tesla

La scelta di BYD assume particolare rilevanza se confrontata con l’approccio adottato da Tesla.

Nonostante il nome Full Self-Driving, il sistema della casa americana è classificato come una tecnologia di assistenza alla guida di Livello 2. Ciò significa che il conducente deve mantenere costantemente il controllo del veicolo e resta pienamente responsabile di qualsiasi incidente.

In pratica, anche quando il software gestisce accelerazione, frenata e sterzo, la responsabilità legale continua a ricadere sul guidatore.

È proprio questo aspetto che ha generato numerose polemiche negli ultimi anni. Molti utenti percepiscono questi sistemi come molto vicini alla guida autonoma, mentre dal punto di vista normativo il conducente rimane sempre l’unico responsabile.

Con la nuova politica, BYD compie invece un passo che pochi costruttori hanno avuto il coraggio di fare, assumendosi direttamente una parte del rischio economico associato alla propria tecnologia.

God’s Eye costa meno e offre più garanzie

Oltre al tema della responsabilità, emerge anche una differenza significativa sul fronte economico.

Secondo le informazioni diffuse dall’azienda, il sistema God’s Eye B equipaggiato con sensori LiDAR viene proposto in Cina a circa 12.000 yuan, equivalenti a poco meno di 1.800 dollari.

Si tratta di una cifra decisamente inferiore rispetto ai circa 64.000 yuan richiesti per il sistema di guida assistita avanzata di Tesla nel mercato cinese.

La combinazione tra prezzo più contenuto e copertura economica degli incidenti rappresenta un argomento commerciale molto forte, soprattutto in un mercato sempre più competitivo come quello cinese.

La sfida per la leadership tecnologica

Dietro questa iniziativa non c’è soltanto una questione assicurativa. BYD vuole lanciare un messaggio chiaro: la propria tecnologia è sufficientemente affidabile da consentire all’azienda di assumersi responsabilità che altri costruttori continuano a lasciare ai clienti.

Il marchio sostiene di avere già oltre 3 milioni di veicoli equipaggiati con sistemi di assistenza alla guida sulle strade, generando quotidianamente centinaia di milioni di chilometri di dati utili allo sviluppo dell’intelligenza artificiale di bordo.

Si tratta di numeri che fino a pochi anni fa rappresentavano uno dei principali punti di forza di Tesla. Oggi però la concorrenza cinese sta recuperando terreno molto rapidamente, non solo sul fronte delle vendite ma anche nello sviluppo delle tecnologie software.

La decisione di BYD potrebbe quindi avere conseguenze ben oltre il mercato cinese. Se questa strategia dovesse dimostrarsi sostenibile, altri costruttori potrebbero essere spinti a offrire garanzie simili per aumentare la fiducia dei clienti nei sistemi di guida assistita.

Per ora si tratta di un’iniziativa limitata alla Cina, ma il messaggio è forte: nella corsa verso l’automazione, non basta promettere che l’auto guida da sola. Sempre più clienti potrebbero iniziare a chiedere anche chi si assumerà la responsabilità quando qualcosa andrà storto.

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