Toyota Supra: l’anteprima al Salone di Detroit 2019

Svelata ufficialmente la novità ultrasportiva del colosso giapponese: 340 CV a trazione posteriore ed immagine marcatamente racing. Il debutto europeo è fissato per la prossima estate.

Fra le anteprime del Salone di Detroit 2019 (qui la nostra panoramica sulla rassegna, che si concluderà domenica 27 gennaio), i riflettori vengono puntati sul ritorno di Toyota Supra dopo quasi diciassette anni di assenza: un lungo arco temporale, peraltro “ricompattato” dai vertici del colosso giapponese nella codificazione di modello: A90 a contraddistinguere la nuova quinta generazione della sportiva alto di gamma Toyota, laddove la serie precedente, prodotta fino al 2002, portava la sigla A80. Dunque, per Toyota Supra un rientro nei listini all’insegna del “Dove eravamo rimasti?”, tuttavia ben distinto – per contenuti di stile e meccatronica – dalla generazione interrotta all’inizio del nuovo Millennio.

Ciò che permane, dietro precisa volontà dei tecnici Toyota, è l’immagine complessiva della vettura, marcatamente sportiva; anzi, “racing”, tanto che il vernissage al NAIAS 2019 ne sottolinea la denominazione GR Supra, sigla dietro la quale si celano le insegne della Divisione “da corsa” Toyota Gazoo. Del resto, l’attuale presidente della società Akio Toyoda ha impostato il debutto della nuova Toyota Supra in chiave “corsaiola” tout court: un tour di immagine ad hoc avviato la scorsa estate nella passerella di primo piano del Goodwood Festival of Speed e, nella stagione agonistica che va ad iniziare, lo schieramento in pista nella serie nord americana Nascar Xfinity Series.

È “cugina” di Bmw Z4

La “base di partenza” per Toyota Supra A90 viene rappresentata da un progetto in comune con un’altra supersportiva “di immagine” dal recentissimo debutto in Europa sotto una veste tutta nuova: Bmw Z4. Si può dire, in un certo senso, che la liaison tecnologica intercorsa fra Toyota e Bmw segua ciò che in tempi recenti è stato posto in essere tra Fca e Mazda nello sviluppo di Fiat 124 Spider che possiede diverse affinità con Mazda MX-5.

Similmente a questo esempio, ed anzi forse con un “quid” in più, l’identità della nuova Toyota Supra 2019 è piuttosto personale in rapporto a quella della nuova supersportiva biposto di Monaco di Baviera. Il progetto-Supra “new generation” va fatto risalire al prototipo FT-1 Concept che proprio cinque anni fa calcò le scene del Salone di Detroit (NAIAS 2014); a sua volta, ed a ricostruirne l’”albero genealogico”, Toyota Supra 2019 A90, “figlia” della concept FT-1 disegnata dagli stilisti in forza al Calty Design Research, è nipote delle precedenti Supra e pronipote della storica Toyota 2000 GT.

Ovviamente, diversi elementi del corpo vettura sono stati oggetto di un sostanzioso upgrade, anche in funzione dell’impiego di una piattaforma CLAR (Cluster Architecture) condivisa con Bmw Z4, che ne sfrutta due degli atout necessari a mantenere invariato l’appeal storico di modello: la trazione posteriore ed il motore a sei cilindri in linea in posizione longitudinale.

Compatta e supersportiva

L’anteprima al Salone di Detroit, ed il corposo materiale fotografico che accompagna la nota di descrizione delle caratteristiche tecniche, consentono di rendersi conto di come, nella stesura del nuovo progetto-Supra, i tecnici e gli stilisti Toyota abbiano tenuto conto in primo luogo delle proporzioni esterne, che “dovevano” mantenersi compatte. Da rimarcare, per averne un’idea, l’immagine che in un gioco grafico sovrappone la “progenitrice” Toyota 2000 GT alla nuovissima Supra A90: passo ed ingombro longitudinale è pressoché identico in entrambi i modelli. Ad individuare un paragone con l’attuale produzione sportiva Toyota, dati alla mano risulta evidente per Supra 2019 – che misura 4,38 m in lunghezza e 2.470 mm di interasse – rispetto ad esempio a Toyota GT86, una lunghezza lievemente superiore ma 100 mm in meno nel passo, così come 3 cm in meno in altezza (1,29 m contro 1,32 m). Decisamente più abbondanti le carreggiate, qui amplificate da voluminosi parafanghi necessari peraltro all’adozione di cerchi da 19” a canale differenziato fra avantreno e retrotreno in ordine al montaggio di un set di pneumatici da, rispettivamente, 255/35 – 19 e 275/35 – 19. In sostanza: Toyota Supra 2019 è un “giocattolo” high performance tanto compatto quanto largo e dall’impressione di veicolo ben piantato sul terreno, a tutto vantaggio della guidabilità della vettura tanto alle alte velocità quanto sul misto-stretto.

L’assetto è stato messo a punto al Nurburgring

Il capitolato degli interventi “a firma” Toyota Gazoo Racing, indicano i tecnici Toyota, era del resto funzionale all’ottimale comportamento dinamico del veicolo in qualsiasi condizione di guida. Da qui lo sviluppo dell’assetto – studiato per bilanciare perfettamente (50 : 50) le masse – portato avanti al Nurburgring, che a dispetto (o forse proprio per questo) degli oltre 90 anni di storia si conferma circuito-guida per gran parte delle Case costruttrici nella realizzazione di modelli ad elevate prestazioni. Lo schema delle sospensioni prevede, anteriormente, un McPherson con elementi in alluminio; al retrotreno, un multilink. Per l’impianto frenante c’è la firma dello specialista Brembo, che ha progettato un sistema (su specifica indicazione Toyota) che prevede, all’anteriore, dischi freno da 348 mm e pinze a quattro pistoncini; posteriormente, dischi da 345 mm con pinze ad un singolo pistoncino. Il peso “a secco” è, tutto sommato, accettabile pur non essendo “minimal”: 1.495 kg.

Aerodinamica ed interni: tutto in funzione del pilota

I puristi non gridino allo scandalo: la doppia gobba sul tetto (che “fa tanto Zagato”), se da una parte può essere vista come un omaggio all’atelier di Rho (non si sa se voluto o meno: poco importa), in realtà è, proprio per la finalità della storica creazione da parte del “Carrozziere da corsa” lombardo, rivolta ad una precisa esigenza pratica, che permette di abbassare il tetto pur mantenendo la necessaria abitabilità in senso verticale a pilota e passeggero. E, in chiave aerodinamica, contribuisce al convogliamento dei flussi verso la coda tronca e nello stesso tempo rastremata e tondeggiante, dominata da un vistoso spoiler.

Altrettanto sportivo è l’insieme dell’abitacolo, che in alcuni elementi – il modulo infotainment con display da 8.8”, i comandi collocati nella consolle centrale – è il medesimo layout impostato recentemente per Bmw Z4. Il disegno della plancia, la strumentazione digitale (schermo da 8.8”) configurabile ed abbinata all’Head-up Display, si accompagnano ad un indirizzo funzionale per il conducente insieme a supporti sui pannelli porta e sulla consolle centrale. Discreta, tenuto conto delle caratteristiche del corpo vettura, la capacità del vano bagagli: 290 litri (“quanto basta”, annuncia Toyota, per collocarvi ciò che serve nei track day) nel normale assetto di marcia, e volume ampliabile con la rimozione del pannello divisorio tra baule e abitacolo.

Sotto il cofano, il Bmw 3.0 e la trazione posteriore

In fase di “lancio” commerciale – che per l’Europa prevede le prime consegne all’inizio della prossima estate ma in quantitativo limitato a 900 unità, negli allestimenti “Active” e “Premium” e la configurazione di debutto “A90 Edition” -, Toyota Supra A90 viene equipaggiata con l’unità di origine Bmw da 3 litri a sei cilindri in linea, turbocomperssa, da 340 CV e 500 Nm di coppia massima, abbinata ad un cambio automatico otto rapporti con levette al volante. La dotazione prevede, fra gli altri, il Launch Control, l’Esp con comando Track ed il differenziale posteriore a controllo elettronico. Su strada, la velocità massima è di 250 km/h (autolimitati) e lo scatto da 0 a 100 km/h richiede 4”3.

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