Ford: il futuro SUV elettrico sarà allestito su piattaforma Focus?

Secondo alcune indiscrezioni, lo Sport Utility a zero emissioni atteso per il 2020 avrà, quale base di partenza, il pianale modulare C2. Ford verso un graduale ridimensionamento della propria lineup USA?

Entro due anni, Ford porterà al debutto il suo primo modello a propulsione 100% elettrica: battezzato – non si sa quanto provvisoriamente o in forma definitiva: lo vedremo più avanti – “Mach 1” (il riferimento al prototipo a motore centrale di ciò che, successivamente, divenne la iconica Mustang sembra essere qui tutt’altro che casuale: modello “di rottura” con il passato, ne riprenderebbe perciò la filosofia totalmente staccata dalla produzione del momento), il primo veicolo a zero emissioni per l’Ovale Blu sarà svelato ufficialmente l’anno prossimo e arriverà sul mercato nel 2020.

La news, pubblicata in queste ore dall’edizione online di Autocar, riporta anche una prima indicazione relativa ad un eventuale prossimo ridimensionamento della lineup americana Ford, finalizzato – così indica il magazine di oltremanica – alla graduale dismissione, nelle vendite per il nord America, di Fiesta e Focus, nonché dei modelli “a stelle e strisce” Fusion (presentata nelle scorse settimane, in edizione-restyling 2018, al Salone di New York, che fra le novità porta in dote una maggiore autonomia in modalità elettrica della propria variante ibrida plug-in) e la berlina di fascia alta Taurus – “sopravviverà”, invece, Mustang – per puntare i riflettori verso i segmenti SUV, crossover, pick-up e offroad. Questo sarebbe un chiaro segnale di come le esigenze di gran parte degli automobilisti nord americani siano meno orientate nei confronti delle vetture di piccole e medie dimensioni, e – dal punto di vista industriale – alla luce dell’ottimizzazione delle risorse di engineering (leggi: maggiore impiego di un limitato numero di piattaforme per lo sviluppo di nuove lineup di veicoli). In buona sostanza, nei listini USA di Ford dovrebbero rimanere, dopo il 2020, soltanto Mustang (la eterna pony car, recentemente aggiornata, rimane uno dei modelli più venduti, nonché simbolo della produzione sportiva di massa per l’Ovale Blu oltreoceano), Focus Active e (sembra più che probabile, tenuto conto dei progetti di mercato Ford) dei modelli SUV e pick-up quali Explorer ed F-Series. Un rapido cenno sull’Europa: se la americana Fusion sembra avere il destino segnato, la “cugina” europea Mondeo potrebbe al contrario avere una vita commerciale ben più lunga, destinata a protrarsi almeno fin verso la prima metà del prossimo decennio: entro la fine di quest’anno se ne attende un corposo restyling, che potrebbe portare in dote un moderato aggiornamento al corpo vettura, una nuova unità motrice turbodiesel, un inedito design per l’abitacolo e un sofisticato modulo infotainment.

Riguardo ad una maggiore “omogeneizzazione” dei telai, Autocar indica  che in un’ottica a medio termine le strategie di produzione Ford graviteranno soprattutto sul mantenimento di una piattaforma “small” destinata ai mercati emergenti, su un pianale C2 (vetture di segmento “medium”), uno per l’”ossatura” di SUV di medie dimensioni, uno per pick-up heavy duty “big size” e  un pianale per veicoli elettrici, la cui prima notizia indica che sarà rappresentato da una variante della “global platform” C2 che attualmente costituisce la “base di partenza” della gamma Focus e per questo “flessibile” abbastanza da poter essere utilizzata per numerose possibilità di interasse, carreggiata, sistemi di propulsione e altezza minima da terra (simile, in questo senso, a quanto messo in atto da altri big player, come VAG-Volkswagen Audi con la sempre più “trasversale” piattaforma modulare MQB-Modularer Querbaukasten). Come il futuro “Mach 1”, del quale in queste ore si inizia a delineare una prima carta d’identità, seppure senza entrare in dettagli tecnici approfonditi.

Relativamente alla collocazione sul mercato, la futura elettrica Ford Mach 1 (viene indicato anche il nome in codice del progetto: CX430) si posizionerà su un piano parallelo rispetto ad una nuova generazione del SUV compatto Kuga (qui la nostra prova su strada effettuata sulla versione 1.5 TDCi in allestimento Titanium). Ci si può attendere, dal momento che verrà realizzata sul pianale C2, un allure maggiormente “stradale” anziché “on – offroad”, come del resto mettono in evidenza molti dei nuovi “Sport Utility” elettrici che si preparano ad affacciarsi sul mercato e che potranno rappresentare un nutrito parterre di competitors: oltre a Tesla Model X (uno dei “progenitori” di segmento), a Hyundai Kona EV e Jaguar I-Pace di recentissimo debutto, entro quella data arriveranno Volkswagen I.D. Crozz e le proposte a zero emissioni Audi, Bmw e Mercedes.

Del resto, da alcuni mesi i vertici Ford possiedono sul proprio taccuino delle priorità un deciso “boost” nei confronti dei nuovi sistemi di propulsione 100% elettrica: in occasione del NAIAS 2018, lo scorso gennaio, era emerso come sul tavolo fosse stato deciso un monte-investimenti nell’ordine di 11 miliardi di dollari, entro il 2022, per lo sviluppo dell’auto elettrica. Un notevole passo in avanti se si raffronta questa cifra con i 4,5 miliardi di dollari che in precedenza Ford aveva deciso di stanziare entro il 2020; tuttavia, anche in questo caso, in linea con quanto recentemente reso noto da altri “big”, primo fra tutti proprio Volkswagen, che ha preventivato un investimento globale nel settore di ricerca, sviluppo e produzione della propria nuova gamma elettrificata, a guida autonoma e di servizi alla mobilità entro il 2022.

Riguardo alle prime indiscrezioni di carattere più tecnico, il futuro SUV elettrico Ford Mach 1 (ne utilizziamo questa indicazione, che potrà essere sostituita prontamente quando l’Ovale Blu fornirà ulteriori dettagli) viene indicato per una autonomia massima nell’ordine di 300 miglia (corrispondenti a quasi 500 km) fornita da una batteria agli ioni di litio di nuova generazione e ad elevata capacità (si parla di 100 kWh): questo, come accennato, anche per offrire nel settore degli Sport Utility-crossover a zero emissioni un veicolo in grado di costruirsi un proprio ruolo di competitor nei confronti di una offensiva che si fa sempre più “importante”.

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