Hyundai Nexo: crossover fuel cell in anteprima al CES di Las Vegas

Alimentato a celle di idrogeno, Hyundai Nexo porta in dote una elevata autonomia e un innovativo modulo di sistemi di assistenza alla guida: debutterà in alcuni mercati già nei prossimi mesi.

La nuova scommessa fuel cell per Hyundai si chiama “Nexo”. È, questo, il nome conferito all’inedito SUV-crossover che il marchio coreano espone in questi giorni al CES di Las Vegas con l’obiettivo di assumere un ruolo di battistrada per una seconda generazione di autoveicoli a propulsione elettrica alimentati ad idrogeno, dei quali Hyundai è pioniere: l’expertise nello sviluppo dell’alimentazione a idrogeno prese forma giusto vent’anni fa, nel 1998, con la creazione del Centro di Ricerca e Sviluppo Fuel Cell di Hyundai, presso l’Eco Technology Research Institute in Corea del sud, e nel 2013 portò alla realizzazione di ix35, il primo crossover fuel cell del quale l’inedita Nexo è dichiarata erede.

Hyundai Nexo corrisponde, nell’impostazione del corpo vettura, alla FE Concept che venne esposta lo scorso marzo al Salone di Ginevra, rispetto alla quale costituisce una configurazione pre-serie. Il nuovo SUV-crossover, anticipato nei giorni scorsi da una serie di dettagli di anteprima, costituisce parte integrante di un concreto “new deal” del colosso sud coreano all’insegna della mobilità sostenibile – “Connected to Future Mobility” – che, contando l’intera orbita Hyundai Motor Group cui fa capo anche Kia (peraltro anch’essa presente al Consumer Electronics Show di Las Vegas con la  concept Niro EV), si pone il traguardo di 18 nuovi modelli “green” da introdurre sul mercato entro il 2025; la nuova strategia era stata resa nota la scorsa estate, in previsione dello sviluppo congiunto delle tecnologie di alimentazioni “eco friendly” di maggiore rilievo: propulsione ibrida, ibrida plug-in, elettrica a batterie e, appunto, elettrica fuel cell, in modo da venire incontro alle più disparate esigenze degli automobilisti di tutto il mondo.

Un primo esempio, a prescindere dalla “progenitrice” ix35, è arrivato, in tempi recenti, con Hyundai Ioniq, il primo modello di serie ad essere stato progettato per l’impiego esclusivo di propulsioni alternative.

Il debutto di Hyundai Nexo sul mercato – che si accompagna alla nuova generazione della coupé sportiva Veloster anticipata nelle scorse settimane da alcuni teaser di anteprima e in procinto di essere presentata all’imminente Salone di Detroit – è previsto già dai prossimi mesi, inizialmente in alcuni Paesi selezionati.

L’arrivo in anteprima di Hyundai Nexo al CES di Las Vegas 2018 conferma, da un lato, la volontà di puntare sull’alimentazione fuel cell quale terza (o quarta) tipologia di propulsione “green” da proporre sul mercato (una scelta attualmente piuttosto coraggiosa, tenuto conto della limitata diffusione delle stazioni di rifornimento di idrogeno); dall’altra, un chiaro progetto di espansione anche in determinati Paesi che fanno della mobilità sostenibile un dichiarato cavallo di battaglia politico (la Cina su tutti).

Di Hyundai Nexo, svelata in anteprima ufficiale alla rassegna di Las Vegas dedicata all’elettronica di consumo e sempre più ambita dai big player automotive in virtù di una liaison via via concreta fra tecnologie di bordo, connettività ed automazione, indichiamo subito i dati tecnici diramati dai vertici del marchio coreano, sottolineati da una dichiarazione del vicepresidente Hyundai, Woong-chul Yang, che la dice lunga sui progetti eco friendly sul taccuino delle priorità dei vertici di Seul: “L’energia dell’idrogeno è la chiave per costruire una società più sostenibile: Hyundai Motor Company ha già assunto un ruolo guida nella tecnologia dell’idrogeno con l’introduzione di ix35. Rispetto a quest’ultima, Nexo rappresenta una seconda generazione di veicoli fuel cell, e il culmine della nostra ricerca nello sviluppo di tecnologie powertrain eco friendly”.

Sotto il cofano, Hyundai Nexo viene equipaggiata con un’unità elettrica da 161 CV e 291 Nm di coppia massima: in termini di alimentazione, l’energia viene fornita per 95 kW dalle celle di idrogeno, e per 40 kW dagli accumulatori. L’autonomia dichiarata è, in rapporto ad ix35, superiore del 30% circa: fino ad 800 km a ciclo NEDC con un rifornimento completo (contro i 600 di ix35), che richiede appena cinque minuti di sosta. Migliorato anche il tempo di accelerazione da 0 a 100 km/h: il 20% in meno, ovvero 9”5. Uno specifico studio sui materiali ha inoltre permesso di ottenere un certo risparmio di peso per l’intero gruppo propulsore, nonostante la maggiore capacità delle batterie.

Riguardo all’equipaggiamento hi-tech, Hyundai Nexo (che, nell’ottica di sviluppo delle tecnologie di controllo del veicolo, segue di dodici mesi il programma di collaudo urbano che vide protagonista Hyundai Ioniq a guida autonoma in occasione del CES 2017)si avvale di un nuovo modulo di funzionalità di guida autonoma ADAS-Advanced Driver Assistance System, messo a punto fra la stessa Hyundai ed Aurora, company statunitense specializzata nella progettazione e produzione di dispositivi self-driving.

Fra i sistemi in dotazione a Hyundai Nexo, il Blind Spot View Monitor (un sistema di telecamere laterali e posteriori e display SVM-Surround View Monitor che permette a conducente e passeggeri di osservare sul monitor centrale l’ambiente circostante il veicolo, in particolar modo negli “angoli ciechi”); LFA-Lane Following Assist (tecnologia anche in questo caso al debutto per Hyundai: agisce sugli organi di sterzo del veicolo per mantenerne la posizione centrale nella corsia di marcia, a velocità comprese fra 0 e 145 km/h, in città e sui percorsi extraurbani); HDA-Highway Driving Assist che impiega una serie di sensori e le funzionalità del navigatore satellitare per la regolazione automatica della velocità anche nei tratti stradali soggetti a differenti limiti; ed RSPA-Remote Smart Parking Assist: in questo caso, si tratta di un dispositivo che aiuta il “cervello” del veicolo ad individuare in completa autonomia le aree di parcheggio e, al momento di riprendere il veicolo, di effettuare la manovra di uscita, anche senza che il conducente effettui la manovra di persona.

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