Hyundai Santa Fe 2021: i segreti dell’alimentazione ibrida

Riflettori puntati sui nuovi sistemi elettrificati, sulla piattaforma di terza generazione e sui dispositivi ADAS di guida semi-autonoma.

Ad un mese esatto dai primi dettagli in merito alle novità che verranno prossimamente portate in dote dalla variante-restyling “Model Year 2021” di Hyundai Santa Fe, i vertici del colosso coreano – che nel 2019 ha messo a segno (cifre riferite all’intero Gruppo) un monte-vendite per 90 miliardi di dollari, cifra che ha corrisposto ad un +9,3% delle vendite in rapporto all’anno precedente – puntano i propri riflettori sulle ghiotte “big news” che si nascondono “sotto” il corpo vettura dello Sport Utility di alta gamma nella nuova configurazione 2021, che arriverà in Europa nell’autunno 2020 ed a due anni dall’esordio della quarta generazione, avvenuto nel 2018.

Necessario aggiornarsi

Un modello ancora giovane nel progetto, dunque; tuttavia già suscettibile di un rinnovamento che, come del resto indicato dai tecnici Hyundai, riflette una delle questioni di mercato essenziali fra le strategie di posizionamento dei “big player” (e Hyundai è fra questi): il comparto dei veicoli “a ruote alte” è fra quelli più competitivi nelle regioni-chiave (su tutte: Europa ed USA). Da qui, la necessità di porre costante attenzione alle novità, non soltanto relativamente all’estetica, quanto – soprattutto, come vedremo – in materia di sviluppo dei sistemi di alimentazione.

Sotto il cofano, le nuove versioni elettrificate

Il primo elemento-novità che caratterizza l’edizione 2021 di Hyundai Santa Fe riguarda le questioni tecniche; e, in particolare, il nuovo pianale ed il ricorso a inedite soluzioni di motorizzazione full hybrid e ibrido plug-in. Un processo di evoluzione peraltro “in linea” con i programmi del gigante coreano (come si ricorderà, in tempi recenti il management Hyundai ha confermato il maxi piano di investimenti, più di 35 miliardi di euro entro il 2025, per l’elettrificazione, a cui si aggiungeranno ulteriori 6,7 miliardi di euro al 2030 finalizzati alla produzione di oltre 700.000 moduli di accumulo).

La versione full-hybrid

Nel dettaglio, già durante la fase di esordio sul mercato Hyundai Santa Fe porterà in dote il sistema di propulsione full-hybrid rappresentato dall’abbinamento fra la nuova unità motrice 1.6 T-GDi turbocompressa (la potenza verrà ufficializzata più avanti) che fa parte della “famiglia” Smartstream di recente realizzazione – presenta, fra le proprie caratteristiche, il sistema di controllo dei tempi di apertura delle valvole CVVD-Continuously Variable Valve Duration, che varia in base alle condizioni di guida – ed un motore elettrico da 60 CV, alimentato da una batteria agli ioni di litio da circa 1,50 kWh di capacità utile. Sebbene i valori di potenza erogata siano determinabili in via ufficiosa (come detto, la “cavalleria” espressa dal nuovo T-GDi 1.6 Smartstream deve essere resa nota), è possibile attendersi una potenza nell’ordine di 230 CV. Altrettanto nuovo sarà il cambio automatico a sei rapporti. La trasmissione sarà, a seconda delle versioni, a due ruote motrici (trazione anteriore) e 4×4.

All’inizio del 2021 anche plug-in

Seconda “new entry” in materia di elettrificazione per Hyundai Santa Fe, la variante a sistema ibrido plug-in: il suo arrivo sul mercato è previsto per l’inizio del 2021. “Base di partenza” sarà il medesimo 1.6 T-GDi Smartstream con CVVD (in più, occorre indicarlo, è presente il dispositivo LP Egr di ricircolo dei gas di scarico a bassa pressione), in questo caso accoppiato ad un motore elettrico più potente (91 CV) che a sua volta verrà alimentato da batterie ad aumentata capacità (13,9 kWh) che verranno collocate nel pianale sotto i sedili anteriori. La potenza di sistema indicata è nell’ordine di 265 CV. La ricarica delle batterie potrà avvenire attraverso una comune “presa” domestica oppure allacciando il veicolo ad un “hub” pubblico. La trazione sarà integrale.

Terza alternativa: il turbodiesel “riveduto e corretto”

Oltre alle due edizioni full hybrid e hybrid plug-in, Hyundai Santa Fe 2021 verrà provvisto anche dell’unità a gasolio da 2,2 litri, oggetto di un re-engineering nei materiali e nelle tecnologie di alimentazione con l’obiettivo di migliorarne il rendimento relativo ai consumi ed alle emissioni. Nello specifico, l’upgrade si concretizza con l’adozione di un nuovo basamento in alluminio (novità che consente, dati alla mano, un “taglio” di circa 20 kg) ed un nuovo albero a camme. Aggiornato anche l’impianto di iniezione, la cui pressione viene portata a 2.000 bar in luogo dei precedenti 2.000 bar, con l’obiettivo di migliorare le prestazioni complessive del veicolo. Già definiti i valori di potenza e forza motrice erogati: rispettivamente, 202 CV e 440 Nm di coppia massima. Più avanti si saprà se Hyundai Santa Fe 2.2 turbodiesel nella nuova versione 2021 sarà importata in Italia.

Ecco la nuova piattaforma

Da rimarcare, proprio in quanto facente parte dell’ottica di evoluzione generale della gamma, il ricorso al pianale di terza generazione che costituirà l’”ossatura” di Hyundai Santa Fe 2021. La nuova piattaforma ha esordito nel 2019 quale “base di partenza” per la berlina di alta gamma Hyundai Sonata per gli USA: fa in parte ricorso ad acciai a elevata resistenza, la sua produzione avviene con procedimenti di stampaggio a caldo – in modo da conferire una superiore rigidità alla struttura senza che si debba intervenire sullo spessore dei materiali così come sugli ingombri -, e presenta un posizionamento più in basso dei componenti meccatronici (sistemi di propulsione) e delle parti meccaniche (attacchi delle sospensioni, bracci dello sterzo). Il vantaggio è, ovviamente, un baricentro più favorevole ed un migliore comportamento dinamico del veicolo su strada.

Dimensioni: è leggermente più grande

Cambiano (non di molto, e questo è un bene a nostro parere) le dimensioni esterne:

  • lunghezza: 4,78 m (cioè 15 mm in più)
  • larghezza: 1,9 m (ovvero 10 mm in più)
  • altezza: 1,68 m (5 mm in più).

Il passo è invece invariato: 2.765 mm di interasse.

C’è più spazio dentro

Va tenuto conto, ai fini della versatilità di impiego rivolta alle esigenze di una clientela eminentemente “familiare”, dello spazio in più nell’abitacolo: ciò, proprio in virtù del ricorso al nuovo pianale “di terza generazione” ed in cui, per di più, le batterie vengono collocate tanto al di sotto del sedile del passeggero anteriore (versione full-hybrid) quanto nella zona sottostante i due sedili anteriori (variante plug-in hybrid), in modo da non incidere in maniera negativa nell’abitabilità per conducenti e passeggeri come nella capienza del bagagliaio. A conti fatti, Hyundai santa Fe 2021 dispone di 30 mm in più per le gambe degli occupanti la fila posteriore di sedili; e, sempre che questa possibilità venga ufficializzata per il nostro mercato, 40 mm in più per la terza fila di sedili.

Le caratteristiche della trazione 4×4

Relativamente alla trasmissione (la nuova edizione-restyling del SUV full-size coreano adotterà, come si accennava a proposito dei sistemi di propulsione, un nuovo cambio automatico a sei rapporti), Hyundai Santa Fe 2021 si aggiorna anche nelle tecnologie di controllo delle modalità di trazione.

Debutta il “Terrain Mode”

Il sistema rimane invariato: si tratta, cioè, della trazione 4×4 “HTrac” (dove “H” sta per Hyundai, e “Trac” indica Traction); si segnala il debutto di un controller a manopola “Terrain Mode”, finalizzato alla selezione dei programmi di guida e delle regolazioni di trazione in modo da adattarne la risposta dinamica in funzione delle caratteristiche di marcia “on road” e “off-road”: neve e fango più Eco (rivolta, con l’esclusivo utilizzo della trazione anteriore, al risparmio di carburante ed al controllo delle emissioni), Comfort (in cui la coppia motrice può essere trasferita fino al 35% verso le ruote posteriori) e Sport (con ripartizione della coppia fino al 50% al retrotreno). A “riconoscere” in maniera autonoma il comportamento del guidatore in base ai segnali inviati dal propulsore alle centraline di controllo, è il modulo “Smart Driving Mode”, attraverso cui vengono adottate le regolazioni ottimali: il conducente, quindi, deve soltanto… guidare.

I nuovi dispositivi ADAS

Riguardo all’assortimento di sistemi di ausilio attivo alla guida (“materia” verso la quale Hyundai guarda da tempo con grande attenzione), la nuova Santa Fe 2021 porta in dote un’edizione “aggiornata” del modulo Hyundai SmartSense. Ne fanno parte, fra gli altri ed in aggiunta a Lane Following Assist, Rear cross Traffic Collision Avoidance Assist, Forward Collision Avoidance Assist, Blind-spot Collision Warning con Blind-spot Collision Avoidance Assist e Blind-spot View Monitor e Safe Exit Assist:

  • HDA-Higway Driving Assist, sistema che si attiva mediante un comando collocato sul volante multifunzione e che risulta dall’abbinamento fra i dispositivi Smart Cruise Control (cioè la regolazione automatica della velocità mediante sensori e dati di navigazione) e Lane Following Assist
  • PCA, ovvero Reverse Parking Collision Avoidance Assist, funzionale – mediante la combinazione della telecamera posteriore e dei sensori “di coda” – ad evitare eventuali ostacoli durante le fasi di retromarcia: in questo caso, il sistema avvisa il conducente e, qualora si renda indispensabile, interviene da se sui freni
  • RSPA-Remote Smart Parking Assist, che permette di effettuare manovre (in avanti e indietro) con l’utilizzo della chiave senza essere a bordo.
Hyundai Santa Fe 2020: immagini ufficiali Vedi tutte le immagini

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