McLaren Elva M1A Theme by Mso: omaggio alla tradizione racing

Dalla factory di Woking un allestimento ad hoc per la roadster Elva: riprende la storica M1A portata al debutto da Bruce McLaren a Mosport nel 1964.

Dinamica come poche per sviluppo di gamma e realizzazione di serie a tiratura limitata (fra le più recenti proposte, in ordine di tempo: 620S, GT Verdant e 765LT, create nello spazio di tre mesi), McLaren realizza una inedita “specialissima” su base Elva, hypercar presentata ufficialmente il 14 novembre 2019 (per inciso, nelle stesse ore in cui “a casa nostra” veniva svelata la grande novità Ferrari Roma) che per impostazione delle linee ed immagine complessiva rende omaggio alla storia della factory di Woking e del suo fondatore: poco più di un anno prima di vincere alla 24 Ore di Le Mans, Bruce McLaren aveva già dato vita alla propria scuderia – Bruce McLaren Motor Racing Ltd, inizialmente con sede a New Maiden, successivamente a Colnbrock, nei dintorni di Londra – ed aveva prodotto i primi modelli. Nello specifico, le M1A ed M1B, allestite appoggiandosi alla piccola Casa semi-artigianale Elva Cars (azienda che faceva parte della holding Trojan che all’epoca importava ufficialmente gli scooter Lambretta per il Regno Unito).

Canadian Grand Prix 1964: il battesimo della pista

Ed è proprio alla prima storica McLaren M1A (motorizzata con un’unità Oldsmobile 4.5 V8 rielaborata dalla californiana Traco Engineering e provvista di quattro carburatori Weber, per una potenza massima di 310 CV) che si rivolge il progetto Elva M1A Theme by Mso: un omaggio alla tradizione di Woking realizzato dalla Divisione MSO-McLaren Special Operations che, nello specifico, richiama l’allestimento della biposto Sport che lo stesso Bruce McLaren portò al debutto, nel 1964, al Canadian Grand Prix che si svolse sul circuito di Mosport (tracciato che ha sede a Bowmanville, Ontario): un esordio promettente, visto che in quell’occasione, il campione neozelandese giunse terzo assoluto dietro alle Ferrari 330P, iscritte dal North American Racing Team di Luigi Chinetti ed affidate a Pedro Rodriguez (vincitore della gara) e al “nostro” Ludovico Scarfiotti, tuttavia si aggiudicò il record sul giro, demolendo per ben sette volte i primati precedenti.

Livrea storica a prezzi stratosferici

Nel dettaglio, il nuovo allestimento McLaren Elva M1A Theme by Mso può essere ordinato dai (pochi, e facoltosi) clienti dietro specifica ordinazione aftermarket: la serie speciale fa in effetti parte del ventaglio di personalizzazioni proposte da McLaren Special Operations su base Elva, il cui programma di produzione indica una “tiratura” di 399 unità, e ad un prezzo – comunicato in occasione del “vernissage” di metà novembre 2019 – che parte da circa 1,7 milioni di euro. Cifra che può ovviamente salire… a piacere, attingendo all’ampio portafoglio di accessori, componenti, parti speciali e progetti “su misura” proposti da Mso. Come, appunto, nel caso della configurazione Elva M1A Theme. A livello estetico, le informazioni rese note dagli artigiani di Woking puntano i riflettori sull’allestimento in tinta nera lucida e dettagli in argento (la “maschera” sulla parte anteriore del corpo vettura che si diparte verso la zona posteriore attraverso una larga striscia longitudinale superiore e due motivi in corrispondenza delle “minigonne” sottoporta), a loro volta divisi da un più sottile motivo in rosso. Il “numero 4” che compare sulle immagini diffuse da McLaren è “di fantasia”: al Canadian Grand Prix di Mosport del 26 settembre 1964, la “biposto” M1A-Oldsmobile di Bruce McLaren prese il via con il numero di gara “47”. A disposizione dei singoli enthusiast, Mso offre la possibilità di inserire un numero personalizzato.

Aerodinamica e meccatronica raffinatissime

L’impostazione generale rimane invariata, dunque raffinatissima: McLaren Elva, ricordiamo brevemente, porta in dote un sistema di aerodinamica attiva comprendente un modulo di splitter e flaps laterali, un dispositivo di controllo del raffreddamento all’unità motrice e di mantenimento della giusta temperatura ai freni ed un alettone posteriore attivo. La mancanza del parabrezza, di finestrini laterali e del pur minimo lunotto alle spalle dell’abitacolo viene “bypassata” dallo studio di un sistema Air Active Management che canalizza i flussi aerodinamici dalla parte anteriore della vettura (a sua volta provvista di spoiler mobile) verso la “coda” e spinge verso l’alto l’azione dell’aria. E “tutto come prima” anche riguardo all’unità motrice: McLaren Elva viene equipaggiata con il conosciutissimo 4.0 V8 da 815 CV di potenza massima ed 800 Nm di coppia massima “ereditato” dalla hypercar McLaren Senna ed abbinato a un cambio a sette rapporti con levette al volante. Decisamente elevati (e non ci si potrebbe attendere di meno) i valori prestazionali: McLaren Elva – la cui velocità massima rimane “top secret” – viene dichiarata per un tempo di “Meno di 3 secondi” per lo scatto da 0 a 100 km/h, e 6”7 per accelerare da 0 a 200 km/h, come dire un decimo di secondo in meno rispetto alla stessa ultracoupé Senna.

McLaren Elva M1A Theme by MSO 2020: immagini ufficiali Vedi tutte le immagini

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