Pagani Imola 2020: prestazioni, scheda tecnica e prezzo

L’ultimo progetto in ordine di tempo della factory emiliana: 5 esemplari da 5 milioni di euro ciascuno, 827 CV ed un ulteriore affinamento aerodinamico.

Rispetto alle prime anticipazioni di fine estate 2019, “perde” la denominazione Huayra, tuttavia rimane invariata nell’impostazione tecnologica (“ovviamente” sofisticatissima, come del resto ci si attende da una supercar) ed il programma di produzione, volutamente limitatissima; ma, chi potesse permettersene un esemplare dei cinque che verranno costruiti, sarà bene che orienti la propria scelta altrove, o quanto meno sia disposto ad attendere che una delle preziosissime unità venga messa all’asta. Pagani Imola, ovvero la nuova “ultra-extreme coupé” realizzata dalla factory di San Cesario sul Panaro fresca di celebrazioni per i suoi primi vent’anni (la ricorrenza era avvenuta nel 2019) è già andata esaurita. Tutti gli esemplari sono stati venduti, cioè. E ad un prezzo unitario da capogiro: 5 milioni di euro.

Sebbene, come accennato, il nome del nuovo modello sia “soltanto” Imola, l’origine della nuova hypercar Pagani mantiene Huayra quale base di partenza. Nel caso dell’ultima nata dall’azienda artigianale fondata da Horacio Pagani, l’origine della denominazione si rifà all’Autodromo “Enzo e Dino Ferrari”: è infatti sul tracciato nei pressi delle rive del Santerno che la Pagani Imola è stata sviluppata e messa a punto (fra l’altro, inanellando più di 16.000 km di test “a velocità da gara”, percorrenza che equivale grosso modo a tre 24 Ore di Le Mans). Un omaggio, dunque, al circuito romagnolo che per ventisei anni (dal 1981 al 2006) ha ospitato il GP di San Marino; e, di riflesso, un atto di riverenza nei confronti della “Motor Valley” che in Pagani possiede una delle realtà più giovani e, nello stesso tempo, perfettamente aderenti all’appassionatissimo spirito di appassionata eccellenza che ne costituisce il substrato.

Nuovi materiali e aerodinamica attiva

Le intenzioni dei tecnici di Pagani Automobili sono, del resto, ben chiare: concretizzare, attraverso la delibera di una nuova hypercar, la massima espressione dell’expertise in fatto di ricerca tecnologica. Pagani Imola, in questo senso, è emblematica: costituisce un veicolo-laboratorio che porta in dote sostanziali innovazioni. Alcune di esse, già impiegate a bordo della Roadster BC, andranno ad equipaggiare le future creazioni Pagani. Relativamente alla ricerca sui materiali compositi avanzati e dello studio sulle dinamiche veicolo, fra i “punti di forza” per Pagani Automobili e che – attraverso l’impiego del telaio in carbo-titanio per la prima Zonda R del 2008 e la creazione di geometrie, materiali e concetti fino a quel momento sconosciuti dal punto di vista aerodinamico, dinamico e di sicurezza delle supercar – rappresentano le basi dell’identità tecnologia per l’azienda emiliana, Pagani Imola ne costituisce il punto più alto. Queste, in estrema sintesi, le caratteristiche tecniche: sotto un corpo vettura che abbina la tecnologia carbo-titanio e carbo-triax per il telaio e la carrozzeria (frutto di un lungo processo di ricerca verso l’attenzione ai pesi che negli anni ha determinato l’uso sempre più esteso di leghe nobili, come quelle di alluminio, titanio e acciaio al cromo-molibdeno), la nuova Pagani Imola utilizza il sistema di aerodinamica attiva a suo tempo introdotto da Huayra, nel quale ciascuno dei quattro “flaps” mobili  si comporta in base alle circostanze di guida in modo dinamico e immediato e anche in frenata, generando un’azione di frenata aerodinamica.

Il “cuore” resta Mercedes-AMG

Aggiornata è anche la geometria delle sospensioni, funzionale al trasferimento a terra di una elevatissima potenza ed una altrettanto “mostruosa” forza motrice (827 CV e 1.100 Nm di coppia massima) fornita dal V12 6.0 – abbinato al cambio Xtrac AMT trasversale a sette rapporti con differenziale elettromeccanico – che, come sempre per Pagani, è di origine Mercedes-AMG. Così allestita, la “specialissima” Pagani Imola denuncia 1.246 kg a secco. Un peso su cui incide positivamente una ulteriore novità, costituita dalla particolarissima tecnologia di verniciatura “Acquarello Light”, inedito sistema che, dati alla mano, elimina ulteriori 5 kg garantendo la più elevata protezione dagli agenti esterni e in ordine di prevenire l’invecchiamento dei materiali (in particolare di quelli compositi hi-tech).

Horacio Pagani: “Come una F1”

“Lo sviluppo aerodinamico alla base del nuovo progetto Imola appare evidente in tre delle sue caratteristiche principali: il profilo generale della vettura, l’affinamento aerodinamico interno ed i dettagli di flusso esterni, cioè ‘pinne’, flaps e deflettori – osserva Horacio Pagani – ciò che volevamo realizzare era un veicolo efficiente, più che ‘elegante’ in senso stretto; e che offrisse al pilota ciò che ci si aspetterebbe mettendosi al volante di una monoposto di F1. Questo ci ha portato a progettare un’auto con caratteristiche aerodinamiche aggiuntive. Quindi, sebbene da un lato questi dettagli possano sminuire le linee e l’estetica generale del veicolo, dall’altro consentono anche di migliorare i tempi sul giro, la facilità di guida e soprattutto la sicurezza”. “L’altezza minima da terra, ad esempio, avrebbe potuto essere ancora più ridotta, in modo da poter aumentare l’effetto deportanza sfruttando il fondo piatto del veicolo. Va peraltro tenuto conto delle caratteristiche delle strade pubbliche, sulle quali il carico aerodinamico può subire variazioni nell’ordine di centinaia di kg. Ben consapevoli di tutto ciò, abbiamo lavorato con molta attenzione sulla parte superiore e sui dettagli della vettura”.

Pagani Imola, la scheda tecnica

  • Corpo vettura
  • Lunghezza: 4,85 m
  • Larghezza: 2,03 m (2,26 m con gli specchi retrovisori esterni)
  • Altezza: 1,27 m
  • Passo: 2.795 mm
  • Struttura: monsococca in carbo-titanio HP62 G2 e Carbo-Triax HP62 con telaietti supplementari (anteriore e posteriore) tubolari in acciaio
  • Ruote: cerchi da 20” anteriori e da 21” posteriori; pneumatici Pirelli Trofeo R da 265/30 – 20 (anteriori) e da 355/23 ZR 21 (posteriori)
  • Sospensioni: doppi bracci trasversali indipendenti, molle elicoidali, ammortizzatori a controllo elettronico
  • Freni: impianto carboceramico Brembo; dischi anteriori da 398×36 mm con pinze a sei pistoncini, dischi posteriori da 380×34 mm con pinze a quattro pistoncini
  • Peso a secco: 1.246 kg
  • Motore e trasmissione
  • Unità motrice: Mercedes-AMG 6.0 (5.980 cc)
  • Architettura: 12 cilindri a V di 60°
  • Potenza massima: 827 CV
  • Coppia massima: 1.100 Nm
  • Cambio: Xtrac AMT trasversale a sette rapporti con differenziale elettromeccanico
  • Trazione: posteriore.
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