Cosa stai cercando?
Cerca

ACM Gruppo 4 Tributo: la Ferrari 308 rinasce con 380 CV

Di Emanuela Termonte •
Pubblicato il 5 nov 2026
ACM Gruppo 4 Tributo: la Ferrari 308 rinasce con 380 CV
La ACM Gruppo 4 Tributo riporta in vita lo spirito della Ferrari 308 GTB da competizione. Motore V8 aspirato da 380 CV, peso di soli 950 kg, cambio manuale e una speciale versione Rally.

La Ferrari 308 GTB torna a ispirare una sportiva moderna, ma con una filosofia decisamente vecchia scuola. Si chiama ACM Gruppo 4 Tributo ed è un progetto sviluppato da AC Motorsport in collaborazione con Michelotto, lo storico preparatore padovano legato alle Ferrari da competizione.

L’obiettivo è riportare su strada e in pista lo spirito della Ferrari 308 Gruppo 4, una delle interpretazioni più affascinanti della berlinetta italiana degli anni Settanta.

La nuova vettura non si limita però a riprodurne l’estetica. Sotto una carrozzeria che richiama chiaramente il modello originale si nascondono un telaio tubolare, materiali compositi, sospensioni regolabili e soprattutto un motore V8 aspirato da 380 CV.

Il dato più interessante riguarda il peso: appena 950 kg, abbinati a un cambio manuale a cinque rapporti e alla trazione posteriore.

Una combinazione che punta a privilegiare le sensazioni di guida, senza inseguire necessariamente le potenze estreme delle supercar moderne.

La Gruppo 4 Tributo sarà proposta anche in una configurazione Rally, caratterizzata da componenti e dettagli specifici. Per il momento, invece, non sono stati comunicati prezzi e numero di esemplari previsti.

ACM Gruppo 4 Tributo: il design della Ferrari 308 incontra la tecnologia moderna

Per comprendere il progetto bisogna tornare alla seconda metà degli anni Settanta, quando Michelotto iniziò a lavorare sulla Ferrari 308 GTB per trasformarla in una vettura da competizione.

Lo sviluppo cominciò nel 1976, mentre nel 1978 prese forma la Ferrari 308 Gruppo 4, realizzata per rispondere alle richieste di clienti e concessionari interessati a utilizzare la berlinetta nelle competizioni.

Gli esemplari ufficialmente prodotti furono soltanto undici, un numero che ha contribuito a rendere questa versione particolarmente ricercata dagli appassionati.

A cinquant’anni dall’inizio di quel percorso, Michelotto torna a essere coinvolta in un progetto ispirato alla stessa automobile.

La nuova Gruppo 4 Tributo nasce dalla collaborazione con AC Motorsport, realtà fondata nel 2024 da Francesco Calzavara, ex dipendente del preparatore padovano e responsabile della progettazione della vettura.

Il risultato è una reinterpretazione moderna della Ferrari 308 da corsa, che mantiene le proporzioni e diversi elementi stilistici del modello storico.

La carrozzeria presenta parafanghi allargati, particolarmente evidenti nella parte posteriore, dove trovano spazio anche prese d’aria maggiorate.

Il frontale conserva l’impostazione originale, compresi i caratteristici fari a scomparsa, aggiornati però con tecnologia LED.

L’utilizzo di materiali moderni è evidente in diversi componenti.

La fibra di carbonio viene impiegata per il paraurti anteriore, le minigonne, il diffusore posteriore e alcuni elementi delle fiancate.

Le nuove prese d’aria contribuiscono a rendere la carrozzeria più aggressiva, senza stravolgere il disegno che ha reso riconoscibile la Ferrari 308 GTB.

Dal punto di vista strutturale, però, non siamo davanti a un semplice aggiornamento estetico di una vettura storica.

La ACM Gruppo 4 Tributo utilizza infatti un telaio tubolare di nuova progettazione, rivestito da pannelli in materiale composito e predisposto per accogliere una struttura di sicurezza dedicata.

È quindi più corretto parlare di una nuova sportiva ispirata alla Ferrari 308 Gruppo 4 che di un restauro con componenti modernizzati.

Questa impostazione permette ai progettisti di intervenire su peso, rigidità e caratteristiche dinamiche senza dover rispettare tutti i vincoli della struttura originale.

V8 aspirato da 380 CV e 950 kg: una sportiva senza compromessi

La parte tecnica è probabilmente l’elemento più interessante della ACM Gruppo 4 Tributo. Dietro l’abitacolo trova posto un motore V8 aspirato da 3,4 litri, con un angolo di 90 gradi tra le bancate. La potenza massima dichiarata è di 380 CV a 8.250 giri/min, mentre la coppia raggiunge 284 Nm. Si tratta di valori che, presi singolarmente, possono sembrare relativamente contenuti rispetto a quelli delle supercar attuali.

Il discorso cambia quando si considera il peso della vettura. La Gruppo 4 Tributo ferma infatti la bilancia a 950 kg, circa 350 kg in meno rispetto alla Ferrari 308 Gruppo 4 utilizzata come riferimento nel progetto.

Il rapporto peso/potenza è di circa 2,5 kg per CV, un valore che lascia intuire prestazioni interessanti, anche se non sono ancora stati comunicati dati ufficiali su accelerazione e velocità massima.

La scelta di un motore aspirato rappresenta un altro elemento distintivo. A differenza delle unità sovralimentate, un propulsore di questo tipo non utilizza turbocompressori per aumentare la quantità d’aria introdotta nei cilindri.

L’erogazione della potenza dipende quindi in modo più diretto dal regime di rotazione e dalle caratteristiche meccaniche del motore.

Nel caso della Gruppo 4 Tributo, la potenza massima raggiunta a oltre 8.000 giri suggerisce un’impostazione pensata per sfruttare soprattutto la parte alta del contagiri.

A completare il quadro troviamo un cambio manuale a cinque marce con schema ad H, abbinato alla trazione esclusivamente posteriore.

La trasmissione prevede inoltre rapporti regolabili su otto posizioni, una caratteristica che permette di adattare la configurazione alle esigenze di utilizzo.

L’impostazione è quindi molto diversa rispetto a quella di numerose sportive contemporanee, che utilizzano cambi automatici o a doppia frizione. Qui il guidatore deve gestire direttamente le cambiate, intervenendo sulla leva e sulla frizione.

Anche la ciclistica è stata sviluppata con un’attenzione particolare alla guida sportiva. Le sospensioni adottano uno schema a doppi bracci oscillanti, con possibilità di regolazione degli ammortizzatori e delle barre antirollio.

Queste soluzioni consentono di modificare il comportamento della vettura in funzione del circuito, delle condizioni dell’asfalto e delle preferenze del pilota.

L’impianto frenante è stato maggiorato rispetto al modello storico e comprende un ripartitore di frenata, utile per modificare la distribuzione della forza frenante tra asse anteriore e posteriore.

I cerchi in lega hanno un diametro di 18 pollici e sono abbinati a pneumatici Pirelli Trofeo RS, una scelta coerente con l’impostazione prestazionale della vettura. Il risultato è un progetto che punta soprattutto su leggerezza, regolazioni meccaniche e coinvolgimento nella guida.

Versione Rally, interni da corsa e prezzo ancora sconosciuto

L’ispirazione alle competizioni emerge anche all’interno dell’abitacolo. La ACM Gruppo 4 Tributo rinuncia all’impostazione tecnologica tipica di molte sportive moderne e sceglie un ambiente essenziale, con pochi elementi dedicati al comfort. La plancia riprende le forme squadrate delle automobili da corsa degli anni Settanta, ma viene realizzata in fibra di carbonio.

Davanti al guidatore trova posto una strumentazione digitale MoTeC, mentre sulla console centrale sono raccolti i comandi delle principali funzioni. Non è previsto un grande schermo touchscreen per l’infotainment. Una scelta che rispecchia la filosofia del progetto, orientata alla guida piuttosto che all’intrattenimento di bordo.

I sedili sono a guscio, realizzati in materiale composito e rivestiti in Alcantara, con cinture di sicurezza integrate. L’ambiente ricorda quindi quello di una vettura preparata per l’utilizzo sportivo, pur adottando componenti e materiali contemporanei. Per chi cerca un collegamento ancora più diretto con le competizioni storiche è prevista anche una versione Rally.

Questa configurazione introduce un kit estetico specifico, con fari supplementari anteriori, finestrini in policarbonato ad apertura parziale e uno spoiler montato sul tetto. Cambiano anche i cerchi, realizzati in magnesio e verniciati color oro.

All’interno sono previsti sedili ancora più orientati alla guida sportiva e un roll-bar dedicato. La versione Rally adotta inoltre una mappatura specifica del motore, anche se non sono stati indicati eventuali cambiamenti nei valori di potenza e coppia.

La disponibilità di questa configurazione amplia il richiamo alla Ferrari 308 Gruppo 4 originale, nata proprio per affrontare le competizioni.

Sul fronte della personalizzazione, il progetto prevede diverse colorazioni per la carrozzeria, comprese livree ispirate alle Ferrari 308 da corsa del passato. Rimangono invece alcune informazioni importanti ancora da chiarire.

Non sono stati annunciati il prezzo della ACM Gruppo 4 Tributo e il numero di esemplari che verranno costruiti.

Non sono stati specificati nemmeno i tempi di consegna e le eventuali condizioni di omologazione per l’utilizzo su strada. Si tratta di dettagli fondamentali per capire a quale pubblico sarà effettivamente destinata la vettura. La presenza di una configurazione Rally e di componenti fortemente orientati alle competizioni rende infatti necessario distinguere tra le caratteristiche tecniche annunciate e le possibilità di utilizzo nei diversi mercati.

Per il momento, la Gruppo 4 Tributo si presenta soprattutto come un progetto dedicato agli appassionati delle sportive analogiche e delle Ferrari storiche. In un mercato dove le prestazioni vengono spesso associate a elettrificazione, potenze elevate e sistemi elettronici sempre più sofisticati, AC Motorsport e Michelotto hanno scelto una strada differente.

Un V8 aspirato, meno di una tonnellata di peso, cambio manuale e trazione posteriore sono gli elementi che definiscono questa reinterpretazione della Ferrari 308.

La sfida sarà capire come queste caratteristiche si tradurranno nella guida reale e quali saranno le condizioni per acquistare uno degli esemplari previsti. La ACM Gruppo 4 Tributo riporta così l’attenzione su una formula sportiva legata alle competizioni degli anni Settanta, ma reinterpretata con materiali e soluzioni tecniche moderne.

 

 

 

Seguici anche sui canali social
Seguici su TikTok @motori_it
Seguici su TikTok
Motori_it
Seguici su X

Ti potrebbe interessare