Accise carburanti, finisce lo sconto: ecco quanto costeranno benzina e diesel
La fine dello sconto sulle accise riporta al centro dell’attenzione il tema dei prezzi dei carburanti. Dal 4 luglio, salvo nuove decisioni del Governo, il taglio introdotto negli ultimi mesi terminerà e il costo di benzina e diesel tornerà a salire. La misura, in vigore da circa tre mesi e mezzo, aveva contribuito a contenere almeno in parte gli effetti dei rincari registrati dopo le tensioni sui mercati energetici. Ora gli automobilisti dovranno fare i conti con un aumento che, almeno inizialmente, dovrebbe superare i sei centesimi al litro.
Quanto aumenteranno benzina e diesel
Le ultime rilevazioni sui prezzi mostrano una situazione ancora favorevole rispetto ai picchi delle scorse settimane. Sulla rete ordinaria il prezzo medio della benzina self service si attesta intorno a 1,804 euro al litro, mentre il diesel si ferma a 1,882 euro.
Questi valori, però, includono ancora il beneficio fiscale previsto dal taglio delle accise. Con la scadenza della misura, ai prezzi attuali dovrà essere aggiunto lo sconto finora applicato, pari a circa 6,1 centesimi al litro IVA compresa sia per benzina sia per gasolio.
Se non arriveranno nuove proroghe, la benzina potrebbe quindi raggiungere una media di circa 1,865 euro al litro sulla rete stradale, mentre il diesel salirebbe fino a 1,943 euro. Sulle autostrade, dove i listini sono tradizionalmente più elevati, le quotazioni potrebbero avvicinarsi rispettivamente a 1,954 euro e 2,029 euro al litro.
Per chi percorre molti chilometri ogni settimana, anche pochi centesimi in più possono tradursi in una spesa sensibilmente maggiore nel corso di un mese, soprattutto per chi utilizza l’auto per motivi di lavoro.
Il mercato resta incerto nonostante i ribassi
Negli ultimi giorni il prezzo del petrolio e dei carburanti raffinati aveva mostrato alcuni segnali di rallentamento, favorendo una graduale diminuzione dei listini alla pompa. Tuttavia il quadro internazionale continua a essere instabile e le oscillazioni delle quotazioni restano frequenti.
Proprio per questo motivo il Governo aveva invitato le principali compagnie petrolifere ad accelerare il trasferimento dei ribassi ai distributori, cercando di limitare l’impatto sugli automobilisti. Parallelamente, alcune aziende hanno già iniziato a ritoccare verso il basso i propri listini consigliati.
Tra queste figurano Eni, che ha ridotto il prezzo consigliato della benzina di due centesimi al litro, e Q8, intervenuta invece sul gasolio con un taglio della stessa entità. Si tratta di un segnale positivo che potrebbe attenuare almeno in parte gli effetti della fine dello sconto fiscale, anche se molto dipenderà dall’andamento delle quotazioni internazionali nei prossimi giorni.
Cosa aspettarsi nelle prossime settimane
L’eventuale aumento dei prezzi alla pompa non dipenderà soltanto dalla scadenza del taglio delle accise. A incidere saranno anche l’evoluzione del prezzo del greggio, il costo dei prodotti raffinati e la situazione geopolitica internazionale, fattori che continuano a influenzare il mercato energetico.
Se il petrolio dovesse mantenersi su livelli relativamente stabili e le compagnie continuassero ad adeguare rapidamente i listini, parte del rincaro potrebbe essere compensata dai normali movimenti del mercato. Al contrario, eventuali nuove tensioni internazionali potrebbero riportare i carburanti su livelli ancora più elevati.
Per il momento, gli automobilisti possono aspettarsi un incremento pressoché immediato dovuto alla fine dello sconto fiscale, mentre l’andamento successivo dipenderà dall’evoluzione dei mercati e dalle eventuali decisioni che il Governo potrebbe adottare nelle prossime settimane per contenere nuovi rincari.
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