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A Santa Marinella la Dolce Vita torna in passerella

Di Redazione
Pubblicato il 14 set 2026
A Santa Marinella la Dolce Vita torna in passerella
Eleganza, storia e passione per l’automobile al centro del X Trofeo “La Dolce Vita – Tributo a Tazio Nuvolari”. La Fiat 522 Royale del 1932 di Gaspare Piobico conquista il Best of Show, mentre la Delahaye 135 MS del 1939 di Christian Beringher si aggiudica il premio Eleganza senza tempo.

La cittadina di Santa Marinella è tornata per alcuni giorni al centro della scena del motorismo storico con il X Trofeo “La Dolce Vita – Tributo a Tazio Nuvolari”, appuntamento dedicato alle automobili d’epoca, alla cultura dell’automobile e a quella particolare idea di eleganza che ha accompagnato la storia del nostro Paese.

La manifestazione, in programma dal 10 al 13 settembre 2026, è stata inserita dall’Automotoclub Storico Italiano tra i Concorsi di Eleganza del calendario nazionale. L’edizione 2026 ha sviluppato il proprio percorso tra Roma e Santa Marinella, con il titolo “Roma Urbs Aeterna”, portando le vetture storiche in alcuni dei luoghi più rappresentativi della Capitale prima di trasferire il cuore dell’evento sul litorale romano.

Il momento centrale è stato il Concorso d’Eleganza, con la passerella delle automobili e degli equipaggi in dress code e le successive premiazioni. Una formula che non guarda soltanto alla rarità o al valore delle vetture, ma mette insieme conservazione, qualità del restauro, storia, originalità e capacità di rappresentare lo stile dell’epoca.

La Fiat 522 Royale conquista il Best of Show

A conquistare il riconoscimento più importante dell’edizione 2026 è stata la Fiat 522 Royale del 1932 di Gaspare Piobico, protagonista del Best of Show. Una scelta che sintetizza perfettamente lo spirito del concorso: una vettura degli anni Trenta, rappresentativa di una stagione nella quale l’automobile iniziava a diventare anche un’espressione di prestigio, design e status sociale. La stessa Fiat 522 Royale ha ottenuto anche il riconoscimento dedicato al Dress Code a tema confermando la perfetta sintonia tra automobile, abbigliamento ed epoca rappresentata.

Le grandi protagoniste della storia automobilistica

Il parterre dei premiati restituisce una panoramica particolarmente ampia della storia dell’automobile. Accanto alle italiane sono infatti salite sul podio alcune delle più importanti espressioni dell’automobilismo internazionale. Tra le vetture anteguerra spicca la Delahaye 135 MS del 1939 di Christian Beringher, protagonista di un’edizione particolarmente ricca di riconoscimenti. La vettura ha conquistato il premio Long Road e soprattutto quello Eleganza senza tempo.

La Delahaye rappresenta del resto una delle automobili più coerenti con la filosofia del concorso: proporzioni, eleganza e qualità costruttiva fanno delle grandi francesi degli anni Trenta alcune delle massime espressioni della carrozzeria europea. Tra le italiane si è distinta invece la Fiat 1500 del 1937 di Luigi Giannini, premiata nella categoria Esemplare Unico, mentre la Fiat 500 Jolly Ghia del 1958 di Stefano Silvestri ha ricevuto il riconoscimento dedicato all’automobile “Simbolo del jet set che ha trasformato la semplicità in lusso”.

Dalle Ferrari alle Porsche: la storia continua

Non sono mancate le grandi sportive e le granturismo che hanno segnato l’immaginario automobilistico della seconda metà del Novecento. Il premio Sport ha visto protagonista la Ferrari California del 2014 portata in concorso da Silvano Carboni, mentre la Ferrari Testarossa del 1990 di Pierluigi Gandini ha ricevuto il riconoscimento del II Memorial Enzo D’Emilio. Un altro importante riconoscimento è andato alla Ferrari 330 del 1964 di Stefano Alberti, vincitrice della Coppa del Presidente. Anche Porsche ha avuto un ruolo importante nella rassegna. Il premio Miglior Restauro è stato assegnato alla 911 2.2 T del 1971 di Alessandro Ricci, mentre il Trofeo Rotary è andato alla Porsche 997 S del 2004 di Nino Pironti e il Trofeo AVIS alla Porsche 964 Turbo del 1992 di Damiano Fianco.

Uno degli elementi distintivi del Trofeo La Dolce Vita è la capacità di trasformare la presenza delle vetture in una vera rappresentazione dell’epoca. Il concorso ha infatti dedicato diversi riconoscimenti al dress code abbinato alla propria automobile, premiando gli equipaggi capaci di costruire il miglior rapporto tra vettura, abbigliamento e periodo storico.

Se per gli anni ’20/’30 ha prevalso la Fiat 522 Royale del 1932, per gli anni ’40/’50 il riconoscimento è andato alla Fiat 1200 TV del 1958 di Armando Grassetti, mentre per gli anni ’60/’70 sono stati premiati Sergio Arienzo, con Sunbeam Alpine, e Roberto Zenobi, con Volkswagen Samba. Una formula che conferma come, in un Concorso d’Eleganza, l’automobile non sia soltanto un oggetto da osservare, ma possa diventare parte integrante di una narrazione fatta di moda, costume e cultura.

Dalla tradizione italiana al miglior restauro

Il premio Tradizione Italiana è stato assegnato alla Alfa Romeo Giulietta Sprint del 1961 di Pierfrancesco Frerè, una delle vetture che meglio rappresentano la capacità dell’industria italiana di unire sportività, eleganza e utilizzo quotidiano. Particolarmente significativo anche il premio Miglior Restauro, conquistato dalla Porsche 911 2.2 T del 1971 portata in concorso da Alessandro Ricci: un riconoscimento che sottolinea l’importanza del lavoro di conservazione e recupero nella valorizzazione del patrimonio automobilistico. Alla qualità tecnica è stato invece dedicato il premio “Capolavori sotto il cofano”, assegnato alla Fiat 850 TC Nürburgring del 1963 di Timido Pompili.

La manifestazione ha mantenuto anche una forte componente legata alla solidarietà. Il premio della Fondazione Dispensario Pediatrico Santa Marta Vaticano è stato assegnato alla Mercedes 280 SL del 1969 di Fabrizio Chiné.

La Mercedes ha inoltre confermato la propria presenza tra le vetture maggiormente riconosciute dell’edizione, in un evento nel quale la storia dell’automobile si intreccia con iniziative dal valore sociale. Il programma del Trofeo La Dolce Vita ha infatti mantenuto nel tempo una particolare attenzione al rapporto tra motorismo storico, cultura e territorio. Già nelle precedenti edizioni l’organizzazione aveva affiancato alle automobili iniziative a favore dell’infanzia e della Fondazione Bambino Gesù.

Tra i riconoscimenti speciali di quest’edizione figura anche quello assegnato all’Aston Martin Vantage del 2024 di Matteo Leporatti, a dimostrazione di come la manifestazione non voglia essere semplicemente una celebrazione del passato, ma anche un’occasione per mettere in dialogo epoche automobilistiche differenti. È una scelta coerente con la filosofia del Circuito Storico di Santa Marinella, che nel corso degli anni ha costruito un evento capace di coinvolgere automobili molto diverse per epoca, filosofia e tecnologia.

Il X Trofeo La Dolce Vita si è chiuso così con un palmarès particolarmente ricco, nel quale convivono Fiat, Ferrari, Alfa Romeo, Maserati, Jaguar, Mercedes, Triumph, MG, Porsche, Aston Martin e Delahaye. Una varietà che restituisce bene il significato di un Concorso d’Eleganza contemporaneo: un confronto tra epoche, scuole progettuali e interpretazioni diverse del concetto di automobile. E il richiamo a Tazio Nuvolari aggiunge alla manifestazione una dimensione ulteriore. Il pilota mantovano appartiene infatti alla storia più autentica del motorismo italiano e il Circuito Storico di Santa Marinella ha da tempo costruito attorno alla memoria delle grandi competizioni e dei grandi protagonisti dell’automobilismo una parte importante della propria identità.

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