La prova su strada della Mercedes S 400 Hybrid: ibrida con classe

Una prova su strada della nuova Mercedes S 400 Hybrid per scoprire come la Casa della Stella ha intepretato il “tema” ibrido sulla nuova Classe S

La prova su strada della Mercedes S 400 Hybrid: ibrida con classe

Design

8.50

Comfort

10.00

Prestazioni

9.00

Consumi

9.00

Prezzo

9.00

VOTO Motori.it: 9.10

Pro

Comfort di marcia ed eleganza non si discutono. Bassi consumi ed emissioni davvero ridotte

Contro

Un motore elettrico con più cavalli non sarebbe dispiaciuto. Ma è solo un'ipotesi

di Redazione

27 maggio 2009

Una prova su strada della nuova Mercedes S 400 Hybrid per scoprire come la Casa della Stella ha intepretato il “tema” ibrido sulla nuova Classe S

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Grandi, lussuose, vistose ed eleganti. Ma fino a poco tempo fa insensibili (o poco sensibili) a consumi ed emissioni. L’inversione di tendenza però al giorno d’oggi è così netta che anche l’Amministratore Delegato o il Presidente di una grande azienda che abbisogna di una elegante berlina di rappresentanza, così come il privato che vuole concedersi una vettura di grande comfort e prestigio, guarda con attenzione all’economia di marcia. Perché “pulito” oggi è anche chic ed in più ci si guadagna, o meglio, si risparmia.

Cogliendo il segno dei tempi Mercedes si inserisce in un segmento di mercato finora quasi inesplorato, quello delle berline ibride di lusso, con la Classe S 400 Hybrid, prima ibrida della Casa di Stoccarda e prima auto di serie al mondo ad essere dotata di batterie al litio. Una fascia destinata ad allargarsi con l’ingresso di altre Case, che sicuramente vi verranno trainate dall’ingresso di un marchio dell’appeal come quello della Stella a Tre Punte.

Grazie alla disponibilità di Daimler Italia abbiamo provato l’ammiraglia ibrida tedesca in Versilia, partendo da Forte dei Marmi, prima tappa di un tour estivo (che comprenderà anche Alassio, Porto Ercole e Taormina) in cui sarà possibile provarla insieme alle altre novità Mercedes come le nuove Classe E berlina e Coupé e la GLK 220 CDI. Con la S 400 Hybrid abbiamo percorso circa 200 km su strade cittadine, extraurbane ed autostrade, supportati in questa prova su strada dai drivers della scuola di pilotaggio 4Wheels diretta da Gian Luca Caldani.

E’ sempre lei

La nuova Classe S rispetto alla precedente serie W221 introdotta quattro anni addietro esteticamente non è cambiata di molto. Più che di restyling si può parlare di leggero aggiornamento che non ne ha cambiato l’aplomb austero ma comunque, a suo modo, sportiveggiante.

Nuova la calandra, più affusolata, qualche listello cromato sui paraurti leggermente più spigolosi, specchietti retrovisori ridisegnati, scarichi integrati nel paraurti posteriore e soprattutto nuovi gruppi ottici con tecnologia LED (52 in tutto), più attuali e sicuramente più in linea con le attuali esigenze di risparmio energetico. Tutti interventi molto discreti, che però hanno ridotto il Cx da 0,27 a 0,26, il che vuol dire meno consumi ma anche più comfort con meno fruscii aerodinamici.

Benvenuti a bordo della Classe S

Salire a bordo di una Classe S è un’esperienza che vale la pena di fare, se se ne ha l’occasione. L’impressione è quella di galleggiare sui sedili in pelle della nostra S 400 Hybrid, la più equipaggiata, insieme alla top di gamma S 500 Avantgarde, di tutta la famiglia S. La salita a bordo è inoltre facilitata dal sedile che scorre automaticamente all’indietro, insieme allo sterzo che si solleva nel momento in cui si apre la portiera. Movimenti che sono ripetuti al contrario quando si spegne l’auto e si apre la portiera per uscirne.

Anche il look della plancia ricalca in parte quello della precedente serie, già molto elegante e ottimamente rifinito. La sensazione generale è che sia stato ampliato l’uso di materiali pregiati e non c’è angolo in cui non siano presenti elementi in pelle, alluminio, legno e cashmere. Bisogna solo fare un po’ l’occhio ai tanti comandi disseminati nella fila unica sulla consolle e a quelli del Comand Aps, l’ormai classico controllo delle funzioni di bordo (navigatore, stereo, interfacce USB e Bluetooth, telefono e molto altro) a cui i clienti Mercedes sono abituati. Per chi non lo fosse, si prenda qualche minuto per fare un po’ d’esercizio con l’ausilio del libretto(one) delle istruzioni.

Naturalmente eccellente il posto guida, con sedili che avvolgono morbidamente e offrono un ottimo sostegno laterale, alle gambe e alla schiena. Complice l’assenza della leva del cambio (nella S 400 Hybrid c’è infatti il cambio automatico-sequenziale 7G-Tronic con comando a satellite sul piantone di sterzo), in marcia ci si può appoggiare comodamente al bracciolo sul tunnel centrale, che sotto un coperchio in pelle ad apertura su entrambe i lati nasconde un vano portaoggetti di capienza abbondante. Altri due portaoggetti a scomparsa sono posizionati davanti ad esso. Oppure si può appoggiare il braccio sinistro sul bracciolo dello sportello, sontuosamente rivestito in pelle e dotato di un morbido cuscino.

Non è affatto difficile trovare la posizione giusta. Solo che ci si mette un po’ perché le regolazioni sono tante e tutte millimetriche: inclinazione seduta, schienale, supporto lombare, altezza. Per la serie: “così va bene, così pure, anche così…“, tanto si sta comodi.

Con un giro di chiave la Mercedes S 400 Hybrid si mette silenziosamente in moto e le manovre nei primi metri rivelano una ottima agilità per questa limousine lunga oltre 5 metri. L’azione dello sterzo è sempre morbidissima e anche la visibilità è ottima, grazie alla ampia finestratura e in retromarcia ai poggiatesta posteriori abbattibili attraverso un pulsante.

Ibrido discreto

 

Dopo i primi metri ci sorge la domanda: e il modulo ibrido? Che fa? Per osservarne il funzionamento bisogna settare la strumentazione (da spenta è tutta nera, i quadranti “virtuali”e le altre funzioni sono visualizzate su uno schermo LCD): acceleri e quando il motore elettrico si attiva viene visualizzato uno schemino che ne riproduce il funzionamento oppure, quando si decelera o si frena, il livello di carica delle batterie che sale.

A proposito delle batterie: sono del tipo agli ioni di litio, molto compatte (poco più grandi di una batteria da auto tradizionale) ed alloggiate in un vano sotto il cofano. Alimentano i diversi servizi di bordo, così come il motore elettrico sostituisce l’alternatore, col vantaggio di non “affaticare” il motore e anzi di smorzarne ulteriormente le vibrazioni, che sono completamente assenti.

Insomma, il funzionamento dell’unità ibrida è, per così dire, “trasparente”, cioè non ci se ne accorge completamente, anche perché la Classe S 400 Hybrid è un’auto che si basa su una architettura del tipo ibrido parallelo. Il motore elettrico alloggiato nel gruppo cambio, cioè, lavora contemporaneamente con quello termico “aiutandolo” a spingere la massa che non è indifferente: 1895 kg a secco, sulla quale il modulo ibrido incide per soli 75 kg.

Frenata…elettrica

La sensazione di un suo intervento si ha quando si accelera da fermi senza troppi riguardi, anche perché è vero che il motore elettrico ha appena 20 CV, ma la coppia aggiuntiva che fornisce immediatamente è di ben 160 Nm, per un totale quindi di 385 Nm. In più funge anche da freno supplementare nella prima fase di decelerazione, diminuendo così lo spazio di frenata.

E’ in occasione della sosta al primo semaforo che abbiamo modo di apprezzare un’altra novità della Mercedes S 400 Hybrid: il sistema start/stop. Il funzionamento pensato da Mercedes prevede che il motore a benzina si spenga non appena la velocità scende al di sotto dei 15 km/h, quindi prima che si arresti completamente la marcia. Il motore si riavvia immediatamente, davvero in una frazione di secondo, non appena si rilascia il pedale del freno. Bisogna dunque fare attenzione a tener fermo il piede sul freno, altrimenti si fa partire il motore vanificando il prezioso lavoro dello start/stop.

Il “tappeto volante” Classe S

Se in città la guida è estremamente rilassante e l’unico limite sono gli ingombri, lasciata alle spalle Forte dei Marmi ci avviamo verso l’autostrada, il percorso più congeniale alla Classe S. Lì abbiamo potuto sfruttare tutti i 299 cavalli (in verità sono 279, perché in velocità non ci sono più i 20 CV del motore elettrico) del V6 da 3.5 litri di cui dispone la S 400 Hybrid, derivato da quello della S 350 (rispetto al quale ha guadagnato 7 CV) ma modificato nei pistoni, negli alberi a camme e nella distribuzione secondo i principi del ciclo Atkinson.

Raggiungere la velocità di crociera ed effettuare un sorpasso sono manovre che si effettuano in souplesse. Pensa a tutto il cambio 7G-Tronic a sette rapporti – configurabile in modalità “Comfort”, “Sport” e “Manuale” – che è stato appositamente tarato sulla Classe S per innesti ancora più morbidi e silenziosi. Il V6 di Stoccarda sale di giri silenzioso, ma lascia percepire un sound gradevole senza che per questo si avvertano vibrazioni.

Anche alle velocità più alte non si percepisce  il minimo fruscio aerodinamico e l’acustica del sistema audio sviluppato congiuntamente con harman/kardon non è minimamente disturbata. Curvoni veloci, decelerazioni, cambi di corsia: niente riesce a sballottare gli occupanti che sul divano posteriore potrebbero schiacciare un pisolino anche con…uno squilibrato al volante.

E questo è un effetto “tappeto volante” che regalano le sospensioni pneumatiche Airmatic che adattano il comportamento dei singoli ammortizzatori in appena 50 millisecondi a seconda di variabili come le condizioni della strada, lo stile di guida e il peso a bordo. Un ulteriore contributo aiuto al comfort proviene dai programmi del cambio 7G-Tronic: agendo sui tasti “S” e “C” al centro della consolle si varia anche l’assetto. Nella modalità “Comfort” l’altezza da terra si abbassa di 2 cm a velocità superiori ai 120 km/h, in quella “Sport” già da 100 km/h in su.

Potrebbe andare da sola…

Sulla S 400 Hybrid, come sulla nuova Classe E che abbiamo provato qualche mese fa, è presente di serie una pletora di aiuti elettronici che rendono la guida facile facile: il regolatore di velocità, l’Adaptive Highbeam Assist (che regola il fascio luminoso degli abbaglianti nella guida notturna), il Distronic Plus (che frena automaticamente quando ci si avvicina troppo al veicolo che precede), lo Speed Limit Assist (visualizza i limiti di velocità sul display centrale) e parecchio altro.

Optional interessanti sono il Lane Keeping Assist (che avverte con brevi vibrazioni al volante se ci si allontana pericolosamente dalla propria carreggiata) e soprattutto il Night View Assist PLUS. Si tratta di un dispositivo che in situazioni di visibilità ridotta – come in galleria, nebbia, strade non illuminate – attraverso una telecamera a infrarossi visualizza la strada sullo schermo centrale della strumentazione (sostituendosi temporaneamente al tachimetro) con una definizione davvero incredibile. Si attiva e disattiva automaticamente ed è di grande aiuto per la sicurezza perché riconosce la sagoma umana evidenziando i pedoni eventualmente presenti.

Insomma, manca solo un dispositivo che azioni lo sterzo e questa Classe S potrebbe…guidare da sola. In attesa che arrivi il momento delle auto senza conducente Mercedes indica questa Classe S 400 Hybrid come  un primo passo verso l’elettrificazione completa delle future auto della Stella. In questo caso l’obiettivo è stato raggiunto: la media di percorrenza dichiarata sul ciclo misto è di 7,9 l/100 km, noi ne abbiamo riscontrata, secondo il computer di bordo, poco meno di 10 l/100 km, ma dobbiamo ammettere di avere volontariamente avuto il piede pesante per saggiarne le prestazioni. Molto basso il valore di emissioni di CO2, stimato in 186 g/km, da record per la categoria e la motorizzazione.

Di segno opposto il capitolo prezzo: 94.440 euro non sono certamente pochi, ma bisogna considerare che questo è il modello top della gamma Mercedes, viene proposto in un allestimento unico più completo degli altri modelli in catalogo e, anzi, si spende  poco più o poco meno di S 350 CDI ed S 350 Avantgarde ed S 450 Elegance con motorizzazioni tradizionali.

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