Bill Gates finanzia i motori del futuro

Il multimiliardario americano, patron della Microsoft, ha stanziato 23,5 milioni di dollari per finanziare lo sviluppo di un nuovo tipo di propulsore

Una nuova tipologia di motore promette di rivoluzionare i sistemi a combustione interna: i primi studi risalgono al 2008, quando Peter Hofbauer - ex responsabile Powertrain Volkswagen - disegna per l'americana Eco Motors un innovativo motore a due tempi dotato di una singolare architettura con due coppie di cilindri contrapposti azionati da un unico albero motore centrale. Grazie a questa particolare conformazione che non necessita di testate ed organi della distribuzione, il peso del motore risulta ridotto del 50% rispetto ad un propulsore tradizionale, cosi come le emissioni ed i consumi che, da risultati sperimentali, si attestano su valori nettamente inferiori a quelli cui siamo abituati.

La particolare architettura costruttiva e la mancanza di alcuni componenti indispensabili al funzionamento dei gruppi propulsivi tradizionali garantirebbero una tangibile riduzione dei costi di produzione, grazie alla semplicità ed alla velocità di assemblaggio, segnando un altro punto a favore di questo nuovo progetto che è stato pensato per essere alimentato indistintamente con benzina, gasolio o carburanti alternativi.

In realtà il concetto di motore a cilindri contrapposti non rappresenta una novità assoluta, in quanto il suo principio di funzionamento venne già sperimentato e messo in pratica da Karl Benz, agli albori del motorismo, e dalle aziende italiane Breda ed Isotta Fraschini. La differenza va ricercata nella disposizione degli organi meccanici che ha permesso di eliminare il doppio albero motore necessario ai progetti originari, raddoppiando al contempo il numero di camere di combustione abbinabili ad ogni singola sezione dell'albero motore.

Il consistente apporto di capitali di Bill Gates e della californiana Khosla Ventures consentirà lo sviluppo degli altri progetti attualmente allo studio della Eco Motors, primo fra tutti quello di una innovativa turbina a controllo elettronico dotata di un motore elettrico atto a coadiuvare o sostituire la spinta dei gas di scarico quando questi non siano sufficienti ad imprimere la giusta rotazione alle giranti.

Oltre ad eliminare di fatto il caratteristico turbo-lag, il ritardo di risposta all'acceleratore, che in misura variabile caratterizza tutti i motori turbocompressi, questo nuovo progetto prevede che durante la fase di riposo, quando per l'elevata rotazione raggiunta dalle giranti non è più necessario imprimere una rotazione supplementare, il motore elettrico funziona da generatore di corrente aumentando il rendimento energetico del propulsore.

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di Yves D'Alessandro | 14 luglio 2010

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