Un camion elettrico da 80 tonnellate può fare davvero 450 km?
Portare decine di tonnellate per centinaia di chilometri utilizzando soltanto batterie è una delle sfide più difficili per il trasporto elettrico pesante. Volvo Trucks prova ad alzare ulteriormente l’asticella con la nuova versione a lunga autonomia del Volvo FH Electric, sviluppata per affrontare missioni che fino a pochi anni fa sembravano difficilmente compatibili con un camion a batteria.
I numeri spiegano subito perché. Il nuovo FH Electric dispone di 640 kWh di energia utilizzabile, può raggiungere 450 km di autonomia nelle condizioni dichiarate e supporta la ricarica Megawatt Charging System (MCS). La configurazione è inoltre pensata per operare con pesi molto elevati, arrivando fino a 80 tonnellate in determinate applicazioni.
L’arrivo sui primi mercati europei è previsto all’inizio del 2027. Ma quei 450 km sono davvero raggiungibili viaggiando a pieno carico? La risposta richiede qualche precisazione.
Volvo FH Electric, fino a 450 km con 64 tonnellate
Il dato più interessante riguarda naturalmente l’autonomia del Volvo FH Electric. Con un peso lordo combinato di 64 tonnellate, il camion può percorrere fino a 450 km con una ricarica.
Aumentando ulteriormente il peso, inevitabilmente, il valore diminuisce. Con masse complessive di 74 o 76 tonnellate, ammesse in mercati come Svezia e Finlandia, l’autonomia indicata scende a circa 420 km.
Non significa quindi che gli 80 tonnellate e i 450 km siano due valori necessariamente ottenibili contemporaneamente. Sono invece i limiti massimi di capacità di carico e autonomia della nuova configurazione, a seconda dell’impiego e del peso effettivo del convoglio.
Volvo specifica inoltre che si tratta di valori massimi ottenibili in condizioni favorevoli. Come per qualsiasi veicolo elettrico, l’autonomia reale può cambiare sensibilmente in funzione di temperatura, vento, pioggia, dislivelli, velocità e stile di guida.
Con 64 tonnellate, il consumo indicativo si colloca a poco meno di 1,5 kWh/km. Un valore enorme se confrontato direttamente con quello di un’automobile elettrica, ma il paragone cambia considerando quanta merce viene trasportata a ogni viaggio.
Ed è proprio qui che si gioca una parte importante della sfida dell’elettrificazione dei mezzi pesanti: non conta soltanto quanta energia consuma il veicolo, ma quanta ne serve per spostare ogni tonnellata di carico.
Batteria da 640 kWh e ricarica MCS da 680 kW
Per ottenere queste percorrenze serve inevitabilmente una batteria molto grande. Il nuovo Volvo FH Electric mette a disposizione 640 kWh utilizzabili, una quantità di energia quasi dieci volte superiore rispetto alla batteria di una piccola auto elettrica.
Una capacità così elevata porta però con sé una seconda domanda: quanto tempo serve per ricaricarla?
Ed è qui che entra in gioco il Megawatt Charging System, meglio conosciuto come MCS. Si tratta di uno standard di ricarica ad altissima potenza sviluppato soprattutto pensando ai veicoli industriali, dove una sosta troppo lunga può incidere direttamente sulla produttività.
Con una colonnina MCS da 680 kW, Volvo dichiara un passaggio dal 20 all’80% in circa 36 minuti.
Utilizzando invece una ricarica CCS2 da 360 kW, per lo stesso intervallo servono circa 70 minuti.
La differenza non è secondaria. Nel trasporto professionale il problema non è infatti soltanto avere abbastanza autonomia, ma riuscire a recuperarla senza trasformare ogni ricarica in ore di fermo macchina.
Una sosta nell’ordine della mezz’ora rende teoricamente possibile integrare la ricarica con le normali pause operative, con il carico e scarico della merce o con altre soste già previste durante la giornata. Naturalmente, per sfruttare davvero questa possibilità sarà necessaria un’infrastruttura capace di erogare potenze MCS.
Non c’è solo l’autonomia: cambia anche il lavoro a bordo
Il nuovo camion elettrico non punta esclusivamente sulla capacità della batteria. Volvo ha lavorato anche sugli aspetti che diventano particolarmente importanti quando si trasportano carichi molto pesanti.
Gli assali con riduzione ai mozzi, per esempio, permettono di aumentare la luce a terra e sono pensati per agevolare le partenze con masse elevate. Una caratteristica utile soprattutto negli impieghi più impegnativi, come il trasporto di legname o il lavoro nei cantieri.
C’è poi la presa di forza elettrica e-PTO. Il sistema permette di alimentare direttamente alcuni allestimenti del camion, compresi per esempio i gruppi frigoriferi, senza dover utilizzare un motore diesel separato.
La cabina resta invece legata alla famiglia FH e sarà disponibile nelle varianti FH standard e Aero, con l’esclusione della XXL.
Il vero ostacolo? Ricaricare 640 kWh abbastanza in fretta
Il nuovo Volvo FH Electric mostra quanto rapidamente stia aumentando la capacità dei camion elettrici. 450 km di autonomia con 64 tonnellate rappresentano già una percorrenza utilizzabile per numerose missioni, mentre la possibilità di lavorare con pesi ancora superiori amplia ulteriormente il campo d’impiego.
Ma una batteria da 640 kWh da sola non risolve tutto.
Per le aziende di trasporto diventeranno determinanti la disponibilità di stazioni MCS, la potenza effettivamente disponibile nei depositi e lungo le principali direttrici e la possibilità di programmare le ricariche senza compromettere turni e consegne.
Ed è probabilmente questo il dato più interessante del Volvo FH Electric 2027: la partita dei camion elettrici di lunga percorrenza non si gioca più soltanto sulla dimensione della batteria. Sempre di più conterà quanto velocemente e dove sarà possibile ricaricarla.
Con 640 kWh a bordo e una ricarica dal 20 all’80% dichiarata in 36 minuti, Volvo prova a ridurre proprio quella distanza operativa che ancora separa i camion elettrici dai diesel sulle missioni più impegnative.
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