Volkswagen ID3: autonomia, prestazioni e prova

Volkswagen ID3: autonomia, prestazioni e prova Prima prova della Volkswagen ID.3, l’auto che ambisce ad essere la vettura per l’elettrificazione di massa grazie a buona autonomia, ricarica veloce, tecnologia avanzata e prezzo accessibile.

La svolta elettrica di Volkswagen è rappresentata dalla ID.3, un modello che ha il compito di fare da apripista per tutte le altre auto a zero emissioni del marchio e dell’intero Gruppo. Volkswagen punta decisamente molto sulla nuova era elettrica, tanto da aver annunciato investimenti per ben 33 miliardi di euro fino al 2024 (sì, miliardi) nello sviluppo delle tecnologie e del prodotto: con ID.3 vediamo i primi frutti di questo ambizioso piano industriale, che comprende ben 75 modelli elettrici e che procede spedito nonostante le incertezze legate al Coronavirus.

Volkswagen ID.3: sarà l’elettrica di massa?

Apripista della famiglia ID, la ID.3 viene paragonata al Maggiolino (il modello che motorizzò la Germania) e alla Golf (da decenni la “regina d’Europa” per numero di vendite). Questi due modelli, oltre che dei best seller, sono anche due vetture fortemente iconiche: riuscirà la nuova elettrica a ripetere il loro successo?

Al momento la ID.3 rappresenta una scommessa che vuole essere la vettura dell’elettrificazione di massa, ma la nuova “auto del popolo” a zero emissioni ha a disposizione diverse caratteristiche per convincere gli automobilisti europei.  Eccole in dettaglio:

Dimensioni da media, spazio da grande

La lunghezza è la stessa della Golf (4,26 metri), ma a cambiare totalmente è l’abitabilità interna, che si avvicina a quella della Passat. Questo risultato è stato ottenuto grazie alla nuova piattaforma elettrica Meb (al debutto su ID.3) che ha permesso di avanzare il montante anteriore e di allungare il passo (13 centimetri in più della Golf), data l’assenza di motore termico e trasmissione (la trazione è posteriore). Tre adulti possono trovare spazio senza problemi nei posti dietro con molti centimetri per le gambe ed in altezza: davvero un ottimo risultato per un vettura compatta. Il bagagliaio è di poco più grande di quello della Golf (385 litri), ma ha una forma molto regolare con un doppio fondo utile per riporre i cavi di ricarica.

  • Buona autonomia

Il tallone di Achille delle elettriche al momento è ancora l’autonomia, ma sulla ID.3 non c’è da preoccuparsi per un utilizzo “fuori porta” – non è una vettura solo da città come le elettriche più piccole – a patto di non esagerare. Secondo la Casa si riescono a percorrere da 330 fino a 550 chilometri in base alle versioni e sebbene in condizioni di utilizzo reale (con variabili come stile di guida, temperatura ambientale, alimentazione dei servizi di bordo, traffico, ecc.) l’autonomia sia minore è comunque possibile fare viaggi di media lunghezza. Ecco in dettaglio l’autonomia (dichiarata) per ognuna delle tre versioni di batteria:

  • Batteria da 45 kWh: fino a 330 chilometri
  • Batteria da 58 kWh: fino a 426 chilometri
  • Batteria da 77 kWh: fino a 549 chilometri.
  • Velocità di ricarica

Altro punto di forza è la ricarica, che può essere sia da wallbox che da colonnina. La wallbox (che si chiama ID Charger) ha una potenza fino a 11 kW ed è di tre tipi: base, connect, pro (anche per l’utilizzo aziendale con calcolo separato dei rimborsi). La ricarica pubblica avviene tramite il servizio WeCharge di Volkswagen, che consente l’utilizzo di oltre 7.000 punti di ricarica di gestori diversi (Enel X, A2A, Iren ecc.) con app e tesserina. Nella versione Fast da 125 KW si possono ricaricare fino a 250 km in appena 15 minuti: in altre parole, basta fermarsi per un veloce sosta alla colonnina e si può continuare il viaggio senza preoccupazioni. Con la più comune ricarica pubblica da 50 kW è invece possibile ricaricare 100 km in circa 15 minuti. Davvero un ottimo risultato che avvicina la ID.3 all’esperienza di utilizzo di una normale auto a combustione.

  • Prezzo da 30.000 euro

Non è economica, ma con la configurazione entry level la nuova ID.3 ha un listino interessante, che con gli incentivi nazionali e regionali può diventare davvero competitivo. Al momento le sette versioni che costituiscono la gamma non sono disponibili, ma lo diventeranno nel primo trimestre 2021. L’unica versione in consegna nel 2020 è la versione di lancio First Edition (da 37.350 euro), che premia i clienti con 2000 kWh di energia in omaggio. I prezzi 2021 per le altre versioni, senza incentivi (che possono arrivare fino a 10.000 euro e oltre in alcune regioni), sono i seguenti:

  • ID.3 Life: 38.900 euro
  • ID.3 Business: 42.900 euro
  • ID.3 Style: 42.900 euro
  • ID.3 Family: 43.900 euro
  • ID.3 Tech: 45.900 euro
  • ID.3 Max: 48.200 euro
  • ID.3 Tour: 48.900 euro.
  • Tecnologia del futuro

La dotazione tecnologica a bordo della ID.3 è davvero molto completa, ma a rendere unica questa vettura è la sensazione di essere immersi in un ambiente tecnologico che dialoga con il guidatore ed con i passeggeri. Sotto il parabrezza, ad esempio, è presente una striscia di led (chiamata ID.Light) che assume colori differenti in base alle diverse situazioni che possono presentarsi nella quotidianità, come le situazioni di guida, la ricarica e la connessione con altri dispositivi mobili. Ovviamente la strumentazione è digitale, ma lo schermo è sorprendentemente più piccolo rispetto alla media (5,3 pollici) e con una grafica semplice ed efficace che rispecchia l’impostazione minimalista dell’abitacolo. A centro plancia c’è ovviamente il grande schermo dell’infotainment (10 pollici) da cui poter gestire tutte le funzioni della vettura. Per quanto riguarda i sistemi di assistenza alla guida, la ID.3 porta in dote il meglio della tecnologia Volkswagen con tutti gli ADAS di ultima generazione e soluzioni rare nel segmento C come l’head-up display a realtà aumentata.

  • Efficienza ed ecocompatibilità

Oltre ad essere a zero emissioni, la ID.3 utilizza materiali ecocompatibili per numerose componenti, soprattutto negli interni, e viene prodotta con un bilancio neutro di CO2, rientrando nei limiti della Convenzione di Parigi sul clima. Le linee morbide e l’assenza di tagli netti sono pensati per l’efficienza aerodinamica ed il risultato è un Cx di 0,26, davvero ottimo per una “due volumi” dall’altezza di 1,55 metri.

Prima prova su strada

Abbiamo guidato la nuova ID.3 in un “primo contatto” di circa 200 chilometri a cui seguirà una prova più approfondita. La nuova elettrica di Volkswagen ha una potenza di 204 CV ed è in grado di scattare da 0 a 60 km/h in 3,5 secondi e da 0 a 100 km/h in 7,3 secondi (come una Golf GTI di qualche anno fa) e di raggiungere la velocità autolimitata di 160 km/h. Nonostante la presenza della trazione posteriore, la vettura non ha un’impostazione sportiva, anzi è votata al comfort e alla sicurezza. Come su tutte le elettriche, la coppia (310 Nm) è disponibile da subito e quindi il comportamento è brillante e lo scatto subito pronto, merito del software di gestione ben calibrato.

Per mettere in moto la vettura non è necessario premere nessun pulsante (comunque presente) grazie al sistema Keyless Go, che consente di entrare semplicemente in auto e selezionare la modalità di trazione con l’apposito comando a fianco della strumentazione digitale. Viaggiare sulla ID.3 significa muoversi nel silenzio (ad eccezione del rumore pensato per avvisare i pedoni) e solo alle alte velocità si sentono un po’ i fruscii aerodinamici. Si può scegliere tra la trazione in “D” (Drive), con cui l’auto si comporta come un’auto “normale”, oppure la trazione  in “B” che è la modalità “one pedal” in grado di decelerare quando si alza il piede dall’acceleratore. Molto alto il livello di comfort, da auto di categoria superiore, grazie ad un assetto che è in grado di assorbire bene le asperità della strada.

Da record il diametro di sterzata (appena 10,2 metri) grazie all’assenza del motore anteriore: il risultato è una maneggevolezza quasi da citycar che si fa apprezzare nell’ambiente urbano. Lo sterzo è sempre preciso, pur senza essere sportivo, e non è troppo leggero. Ci ha convinto meno l’impianto frenante, che è a tamburo, una soluzione piuttosto economica, giustificata dal costruttore con l’elevata capacità frenante del sistema di trazione elettrica. I freni a disco sarebbero stati più adatti e avrebbero giovato anche all’immagine del prodotto.

C’è poi il capitolo ADAS. I sistemi di assistenza alla guida sono davvero tanti e portano la ID.3 ad un livello 2 di guida autonoma. Questi ausili fanno egregiamente il loro lavoro e, a differenza di altre auto, sulla ID.3 sono ben calibrati e non troppo invasivi, impostando una “correzione” (ad esempio della traiettoria) ma al contempo assecondando la volontà del guidatore.

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