Jeep Cherokee 2.2 Multijet Limited: la prova su strada

Abbiamo guidato la Jeep Cherokee rinnovata nel design con un motore diesel più potente e con tanti sistemi di sicurezza attiva di serie.

Jeep Cherokee 2.2 Multijet Limited: la prova su strada

Jeep Cherokee 2.2 Multijet Limited

Design

7.5

Comfort

8

Prestazioni

8

Consumi

7

Prezzo

7

VOTO Motori.it: 7.5

Pro

Dotazione, comfort.

Contro

Insonorizzazione del propulsore migliorabile.

di Valerio Verdone

14 Febbraio 2019

La Jeep Cherokee si rinnova, presenta un design rivisto e vanta diversi sistemi di sicurezza attiva. L’abbiamo guidata nella variante a trazione anteriore spinta dal 2.2 turbodiesel più potente di 9 CV e accoppiato al cambio automatico a 9 rapporti.

Esterni: un frontale più equilibrato

L’aspetto della Cherokee non cambia in maniera sostanziale, le proporzioni sono le stesse e anche i volumi risultano speculari alla variante pre-restyling, ma il frontale indica che delle modifiche ci sono state. Infatti, spariscono le fonti luminose disposte su 3 livelli e i fari guadagnano un disegno più omogeneo. Sempre presente e in bella mostra la mascherina composta da 7 elementi, mentre cambiano i paraurti, i gruppi ottici posteriori diventano a LED, e il portellone ospita la targa. Rimangono i passaruota dal taglio deciso, le protezioni del sottoscocca e diverse cromature che impreziosiscono la carrozzeria.

Interni: concretezza e tanto spazio

L’abitacolo della Jeep Cherokee è spazioso, si sta bene anche in cinque, anche se il passeggero centrale ha poca libertà per le gambe, e può contare su un divano scorrevole che varia, a seconda delle necessità, la capacità del bagagliaio, il quale ha un volume di 412 litri ed arriva fino a 1.267 litri. La plancia mantiene il disegno semplice e concreto, con la strumentazione che annovera un pratico display centrale; inoltre, presenta uno schermo dell’infotainment da 8,4 pollici che vanta anche la radio DAB e consente la connessione con gli smartphone. Tanti i vani portaoggetti, mentre non mancano i tasti fisici, in controtendenza rispetto alle scelte di altri costruttori.

Al volante: comfort e sicurezza

Dal posto guida della Cherokee si domina la strada, e la vettura lunga 4,62 metri risulta piuttosto imponente, per cui regala una grande sensazione di sicurezza. Anche senza la trazione integrale ha una dinamica che non crea apprensione nel conducente grazie ad appoggi solidi e ad una stabilità a prova d’errore. Certo, lo sterzo più progressivo che preciso, il rollio ed il cambio a 9 marce che lavora in maniera fluida invogliano ad una guida turistica, che in fin dei conti è quella che più si addice all’auto. Non male l’assorbimento delle sospensioni, mentre il 2.2 turbodiesel da 194 CV si fa sentire. Con questo motore la massa della Jeep in questione viene spostata agevolmente, e le prestazioni risultano brillanti, con uno 0-100 km/h coperto in 9,1 secondi ed una velocità massima di 205 km/h. I consumi si attestano sui 13 km/l di media, in linea con le dimensioni e la massa da spostare. Curata la sicurezza attiva con tanti dispositivi di serie come la frenata automatica d’emergenza, l’avviso di superamento involontario della linea di carreggiata, il monitoraggio dell’angolo cieco, il cruise control adattivo con funzione stop&go ed il parcheggio semiautomatico (gli ultimi due accessori di serie su Limited e Overland).

Prezzo di 46.500 euro

Il costo della Jeep Cherokee Limited della nostra prova è di 46.500 euro, e annovera una dotazione di serie importante; volendo, è possibile avere la trazione integrale con lo stesso allestimento tramite un esborso di 1.300 euro.

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