Lamborghini Huracan STO: la prova della nuova sportivissima del Toro

Un confronto virtuale con la Gallardo Super Trofeo Stradale per comprendere come è cambiata la Lamborghini derivata dalle competizioni.

Quando sei al volante di una Lamborghini ti senti speciale, è come se indossassi un mantello e diventassi immediatamente un supereroe rispetto agli altri automobilisti, così nel traffico calamiti gli sguardi, acquisti consensi, e diventi, anche involontariamente, protagonista, ma quando la vettura del Toro è una Huracàn STO questa sensazione si amplifica come se venisse sparata fuori dagli altoparlanti di un concerto degli AC/DC. E’ un’auto rock? Assolutamente! E’ per tutti? Assolutamente no, perché è esclusiva come poche, e porta su strada il DNA delle sorelle da corsa Super Trofeo e GT3, quest’ultima vincitrice per ben 3 anni di seguito della massacrante 24 Ore di Daytona.

Raccoglie il testimone dalla Gallardo Super Trofeo Stradale

D’accordo la Huracan in versione STO è bellissima nella sua forma scultorea in cui tutto ha una funzione aerodinamica a cominciare dal cofano, che non è un nuovo vocabolo divulgato dall’Accademia della Crusca, ma un termine tecnico che indica il cofano anteriore con tanto di parafanghi integrati.

Le affinità con le auto da corsa, per aprirla bisogna spogliarla della copertura del motore e aprire il cofano in avanti per uno striptease tecnologico che farebbe la felicità di ogni appassionato, mi ricordano che 9 anni fa ho avuto la fortuna di guidare un’altra Lamborghini dal DNA corsaiolo, la Gallardo Super Trofeo Stradale, che è la vettura da cui la Huracàn STO, che sta per Super Trofeo Omologata, eredita il testimone. E così, ho ricordato quella giornata tra i colli bolognesi per annotarmi le differenze, e concentrarmi su come è cambiato il Toro stradale derivato dalle corse.

Il V10 è più potente e la trazione è solamente sul posteriore

La prima cosa che mi viene in mente è che la STO, rispetto alla Gallardo “STS”, eroga la potenza sulle sole ruote posteriori, e questo non è un dettaglio da trascurare, anzi… Poi ci sono i 70 CV in più del V10 5.2, che condizionano il rapporto peso/potenza a favore dell’ultima nata, ed un impianto frenante CCMR Brembo che consente alla STO di mordere l’asfalto come nessun’altra, e di avere una resistenza alla fatica nell’uso intenso superiore del 60% rispetto ai “normali” freni carboceramici.

L’aerodinamica, inoltre, sulla STO è paurosamente efficace, frutto di studi derivanti dalle competizioni, e consente di esprimere una downforce di 420 kg grazie all’enorme ala posteriore, che appare decisamente più attrezzata di quella della “STS” all’epoca comunque impressionante. Il gioco delle differenze annovera anche un cambio attualmente a doppia frizione a 7 rapporti in luogo del precedente robotizzato a 6 marce.

Due modi differenti di intendere la sportività anche su strada

Ma veniamo al capitolo emozioni, sono andato ad immergermi nel fantastico mondo dei ricordi più preziosi per ritrovare le sensazioni della Gallardo Super Trofeo Stradale e cogliere le variazioni di carattere della Huracàn Super Trofeo Omologata rispetto a quest’ultima. La prima cosa che mi viene in mente è il rassicurante, terrificante, e allo stesso modo adrenalinico urlo del V10, forse adesso è ancora più corsaiolo, ma in ogni caso da questo punto di vista la Gallardo si difende benissimo, solamente che ora la spinta arriva con maggiore prontezza, l’allungo sembra ancora più entusiasmante, anche se il limitatore rimane fissato ad 8.000 giri: è l’azione del cambio cattivissima ma più fluida ed efficace a fare la differenza nell’erogazione rispetto al sei rapporti precedente che sparava fucilate tra una cambiata e l’altra.

A livello dinamico invece le due auto non potrebbero essere più distanti, la Gallardo “STS” è velocissima, su strada è incredibile, ma ti fa sentire  al sicuro grazie alla trazione integrale, la Huracàn STO è un leone in gabbia, un animale che scalpita per tornare in libertà, è sensibile ad ogni minima variazione del volante, sente l’asfalto come un predatore annusa la paura, e ti tiene sempre al massimo la soglia dell’attenzione. La sua natura tecnologica è sana, sanissima, ma è un’auto da corsa nel senso più puro del termine, è un Toro da domare come le Lambo di una volta, solo che vanta tutto il meglio della tecnologia attuale, per cui i suoi limiti sono elevatissimi ma solamente per pensare di poterli esplorare bisogna avere consapevolezza, umiltà e tanto, tanto, rispetto! Ecco, la differenza, al di là dei numeri, che fanno testo fino ad un certo punto, e contano soprattutto in pista, è nel carattere senza compromessi della STO.

Entrambe hanno un fascino unico, sono modelli da guidare e collezionare, ma con la STO Lamborghini ha compiuto un passo avanti nella dinamica che trova consenso tra i puristi e gli irriducibili della guida sportiva estrema. Dieci anni di evoluzione ovviamente non sono trascorsi invano, e la STO dimostra un affinamento tecnologico fenomenale, perché auto così pure, così efficaci, e così dannatamente sportive da guidare, anche su strada, sono rare come il rinoceronte di Giava e adesso comprendo fino in fondo i gesti di riverenza di pedoni ed automobilisti al suo passaggio.

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