Ford Mustang Bullitt: la prova su strada

Abbiamo guidato quella che potrebbe essere oggi l’auto di Frank Bullitt, interpretato da Steve McQueen nel film Bullitt del 1968

Tutto il fascino di un mito portato all’ennesima potenza, è questa la Ford Mustang Bullitt, la variante più intrigante della muscle car americana, che in Italia è arrivata in soli 68 esemplari. Si tratta di un’auto nata per omaggiare uno dei film d’azione più famosi di sempre, soprattutto per via dell’inseguimento finale, Bullit appunto, una pellicola realizzata nel 1968 in cui brillò la stella di Steve McQueen. Ebbene, noi l’abbiamo provata per sentirci un po’ più cool, anche se la classe della star del cinema americano rimarrà sempre inarrivabile.

Esterni: una diva americana

Un solo colore disponibile, il Dark Highland, proprio come la Fastback GT390 del film Bullitt, niente logo al centro della calandra, per uno sguardo ancora più cattivo, cerchi specifici neri da 19 pollici da cui fanno capolino le pinze rosse dell’impianto frenante griffate Brembo, e la scritta Bullit tra i gruppi ottici posteriori al posto di quella GT. Un tocco d’eleganza arriva dalle cromature intorno alle superfici vetrate laterali ed alla calandra, ma si percepisce che questa Mustang ha qualcosa di speciale, di unico: possiede quell’aria misteriosa e tenebrosa dei belli e dannati come il mitico Steve McQueen.

Interni: pochi dettagli per renderla speciale

Il classico abitacolo della Mustang è stato arricchito dalla strumentazione digitale arrivata con il restyling, che per l’occasione ha una grafica verde, è stato impreziosito da altri elementi nello stesso colore, come le cuciture dei sedili sportivi Recaro, dalla targhetta identificativa, e dal pomello del cambio dedicato. Per i più distratti ci sono anche la scritta Bullitt con tanto di logo al centro del volante e le soglie battitacco specifiche. L’abitabilità rimane per quattro, ma i posti dietro non lasciano molto spazio per le gambe di due adulti, mentre l’infotainment di ultima generazione consente di riproporre sullo schermo centrale le icone delle app più utilizzate sullo smartphone.

Al volante: è un’auto d’azione

A prescindere dalla stagione, la Mustang Bullitt della nostra prova fa venire voglia di indossare una maglia a collo alto per andare a caccia di una Dodge Charger R/T, perché il suo V8 da 460 CV suona proprio come quella del film, e in un attimo ci si sente come Frank Bullitt, magari meno belli, ma altrettanto impegnati con 530 Nm di coppia massima erogati tramite le ruote posteriori. Veloce, scatta da 0 a 100 km/h in 4,6 secondi e tocca i 250 km/h, questo remake a quattro ruote non svetta per i numeri, ma conquista per le sensazioni che riesce a trasmettere quando si gioca con il cambio, rigorosamente manuale, a 6 marce, che in scalata regola automaticamente i giri del motore per sfruttarlo al meglio lanciando note di carattere dal V8 da 5 litri dotato di 10 CV in più rispetto al motore della GT “normale”.

Il comportamento è sano, con una buona stabilità, ma occhio al piede destro in uscita di curva, soprattutto se si gioca con le modalità di guida e si disattivano i controlli per adottare una condotta old style: in questi frangenti il sovrasterzo di potenza è dietro l’angolo, e anche se guidate una Bullitt potreste passare per dei fuorilegge. I consumi sono speculari a quelli della GT, quindi dipendono molto dal piede destro, per cui sul misto sarà difficile stare sui 10 km/l, mentre in autostrada potreste viaggiare su medie di circa 11-12 km/l, sempre che non vi venga voglia di risvegliare il V8.

Prezzo: 58.400 euro

La Mustang Bullitt è un investimento che vi ripagherà anche sotto il profilo delle emozioni, i 10.400 euro in più rispetto alla 5.0 GT rappresentano una cifra ben spesa, perché in Italia ne arriveranno solamente 68. Quindi i 58.400 euro di oggi potrebbero essere una base per un valore più alto domani, visto entrerà nelle mire dei collezionisti.

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