BMW Z4 M40i: la prova su strada e in pista

Abbiamo guidato la nuova roadster BMW su strada e in pista per scoprire la sua natura confortevole e sportiva.

La BMW Z4 rinasce attraverso una partnership, quella con Toyota, preziosa per il contenimento dei costi di sviluppo, ma che nulla toglie alla bontà di un progetto che ha tutte le carte in regola per soddisfare gli appassionati del genere. Infatti, la Z4 di nuova generazione è costruita nello stabilimento della Magna Steyr, in Austria, dove viene assemblata anche la nuova Supra, e presta pianale e meccanica alla sportiva giapponese. Similitudini a parte, la Z4 vanta un carattere tutto suo, ad iniziare da uno stile che è lontano anni luce da quello della vettura del Sol Levante. L’abbiamo guidata nella variante più “maschia” quella spinta dal 6 cilindri sovralimentato da 340 CV che regala sorrisi su strada ed emozioni in pista.

Esterno: torna il soft top

Contrariamente alla Z4 della generazione precedente, che aveva adottato il tetto metallico pieghevole in stile SLK, tanto per intenderci,  la nuova roadster bavarese torna alle origini attraverso un soft top in tessuto che le ha fatto perdere ben 65 kg. Inoltre, la linea è tornata tagliente, non ai livelli di Bangle, ma comunque mostra più muscoli rispetto al modello appena andato in pensione. Nello specifico, l’auto è più presente sulla strada grazie alle carreggiate allargate, rispettivamente, di 98 mm all’anteriore e di 47 mm al posteriore. E se l’anteriore ricorda le Z4 precedenti per il Doppio Rene a tutta larghezza, il posteriore prende spunto dal concept a livello di gruppi ottici e di spoiler integrato nella coda. La capote in tela si apre in circa 10 secondi e l’operazione si può compiere fino a 50 km/h.

Interno: comoda, sportiva e moderna

La Z4 è una vettura attuale e lo dimostra grazie alla strumentazione digitale da 12,3 pollici carica d’informazioni, e tramite uno schermo touch parallelo destinato all’infotainment da 10,25 pollici che può essere gestito anche attraverso il controller sul tunnel centrale. Nei pressi del manopolone e della leva del cambio automatico ZF ad 8 rapporti troviamo anche i comandi per selezionare le modalità di guida. L’ambiente è sportivo e raffinato, ma anche molto confortevole e le sedute consentono di viaggiare comodamente anche se, all’occorrenza, trattengono bene il corpo quando l’accelerazione laterale si fa sentire. Non è una roadster angusta, anzi, e può contare anche su un bagagliaio degno di questo nome con 281 litri utili per partire per un lungo weekend con tutto il necessario.

Al volante: come tu la vuoi

Parlare del comportamento dinamico della Z4 in questa variante 3 litri non è così scontato come potrebbe sembrare, perché la vettura in questione non è solamente un’auto dannatamente efficace in pista, ma anche un spider con cui godersi il lungomare con tutta la tranquillità del caso. L’assetto è valido ma non estremo, quindi l’auto assorbe bene le asperità, il motore vanta un’erogazione simile a quella di un aspirato, salvo poi piazzare la zampata del turbo per incollare guidatore e passeggero ai sedili. Così, si può viaggiare anche per diversi chilometri senza tornare a casa con la schiena dolorante, e senza avere la sensazione di trovarsi su un’auto angusta, troppo sportiva, e poco incline ai compromessi. In questi frangenti il 6 cilindri ronfa sornione, facendosi sentire solamente quando si conferisce una pressione maggiore del solito al pedale del gas e i consumi sfiorano i 12 km/l.

Ma basta entrare in pista e togliere i controlli per trasformarla in una sportiva vera, senza filtri, in grado di incantare. A quel punto il 6 cilindri sovralimentato con turbo twin scroll, iniezione diretta a 350 bar e alzata variabile delle valvole in aspirazione entra in gioco e scatena sul retrotreno 340 CV e 500 Nm di coppia che lavorano costantemente sull’asse posteriore. Ma la M davanti alla sigla non è messa lì a caso, indica anche la presenza del differenziale posteriore autobloccante, delle sospensioni adattive e di un impianto frenante maggiorato con dischi anteriori da 348 mm e pinze a 4 pistoncini. Tutto funziona perfettamente e persino il cambio ZF ad 8 rapporti con convertitore di coppia appare una scelta indovinata perché non sembra avere timori reverenziali nei confronti di un doppia frizione. Le prestazioni non mancano con uno scatto da 0 a 100 km/h coperto in 4,6 secondi, mentre la velocità massima è di 250 km/h. La cura dimagrante si fa sentire in pista dove il passo accorciato di oltre 2 cm aiuta a migliorare l’agilità, ma la massa rimane importante e bisogna tenerne conto quando si guida tra i cordoli.

Sul circuito dell’ISAM di Anagni (FR) la Z4 non ha avuto un attimo di esitazione tra le curve strette in successione e le sue reazioni sono state progressive e gestibili; certo, bisogna essere concentrati ed avere i riflessi pronti, oltre a delle preziose nozioni di guida con una trazione posteriore ben chiare nel cervello, ma poi tutto diventa naturale: entra in curva senza esitazione caricando opportunamente l’avantreno e si distende in fantastici sovrasterzi di potenza in uscita. La trazione, la velocità di riallineamento, la sensibilità dello sterzo e la distribuzione dei pesi contribuiscono a renderla più affilata di quanto si possa immaginare e il cambio consente di tenere il rapporto scelto, così non si corre il rischio di avere meno potenza proprio quando servirebbe la spinta giusta. E’ un’auto moderna, ma le sensazioni sono paragonabili a quelle delle BMW M più famose, e questo la dice lunga su quanto abbiano lavorato sodo su questo progetto.

Alla fine, la sinergia progettuale con Toyota per la nascita della Supra sulla stessa meccanica della Z4 ha pagato, perché ha consentito di ridurre i costi di produzione ed ha permesso alla BMW di realizzare la sua roadster perfetta: più ambiziosa, più comoda, più sportiva e più godibile rispetto ai modelli precedenti.

Prezzo: 66.800 Euro

Il prezzo della Z4 M40i è in linea con le sue qualità e con il suo blasone, inoltre bisogna ricordare che rappresenta il top di gamma. Comunque, basta farsi prendere la mano dagli accessori a pagamento per arrivare rapidamente a sfiorare gli 80.000 Euro.

BMW Z4 2019: la prova su strada Vedi tutte le immagini
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Pro

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