Mercedes-Benz SLC 43 AMG: la prova su strada e in pista

Al volante della più performante delle SLC che raccoglie l’eredità della SLK portandola all’ennesima potenza.

Elegante, compatta, sportiva, la SLC incarna alla perfezione il concetto di roadster secondo Mercedes-Benz e noi l’abbiamo guidata nella variante più pepata, quella spinta dal V6 3 litri biturbo da 390 CV annunciato dalla sigla 43 AMG.

Una storia che nasce nel 1996

La Mercedes-Benz SLC è figlia della SLK, anzi è l’evoluzione naturale della SLK, quella nata nel 1996, che ripropose il tetto rigido retrattile visto per la prima volta sulla Peugeot Eclipse del 1934. Ma non è tutto perché fu la prima auto della Stella a scendere sotto i 4 metri di lunghezza.

La R170, questo il nome di progetto della prima SLK, aveva il pianale della Classe C dell’epoca accorciato di 29 cm, sospensioni a quadrilatero anteriori e multilink dietro e motori 2.0 e 2.3 con potenze che arrivavano fino a 193 CV. Con l’evoluzione, precisamente nel 2001, arrivò anche la prima la prima variante griffata AMG spinta dal 3.2 a 6 cilindri con il compressore e capace di sprigionare ben 354 CV. Il salto generazionale porta nel 2004 la R171, quella con il muso ispirato alle F1, poi con la R172 arriva il contagio delle motorizzazioni a gasolio che trovano posto sotto il cofano della SLK 250 CDI. Infine, eccoci ai nostri giorni, perché dal 2016 la SLK cambia nome in SLC in base alle nuove denominazioni Mercedes.

Esterno: sportiva ma con classe

La sportività della SLC non è mai urlata, nemmeno in questa variante griffata AMG. Certo, se si va ad analizzare la linea si nota un frontale affamato d’aria per far respirare il V6, ma la grande calandra con la Stella al centro ed i particolari cromati rendono l’effetto visivo meno aggressivo di quanto la potenza specifica lasci supporre. La fiancata è sottolineata dai cerchi in lega dal disegno intrigante e mette in risalto il cofano lungo e la coda corta, mentre dietro i quattro scarichi rappresentano un segnale inequivocabile della potenza celata dalle linee sinuose ed eleganti. In rosso bordeax poi è difficile da dimenticare e rimane un classico senza tempo, anche se i fari a LED (full LED all’anteriore) sottolineano la sua modernità.

Interno: si dà arie da classica

Avvolto dai sedili sportivi con le gambe distese ed il volante perfettamente verticale rimango sorpreso per lo spazio a bordo e per la presenza dei vani portaoggetti di solito molto ridotta in una due posti secchi. Il display da 7 pollici del sistema d’infotainment e i tanti pulsanti presenti nella zona centrale della plancia sono un indizio che il progetto inizia ad accusare il peso degli anni, ma la validità delle finiture, la pedaliera sportiva ed il volante con il punto zero in evidenza mi invitano a concentrarmi prima di risvegliare il V6 che alberga sotto il cofano. Il tetto metallico, un vero e proprio marchio di fabbrica, si apre in 30 secondi anche in movimento, fino a 40 km/h. Mentre il bagagliaio passa da 225 litri quando è aperto a 335 litri quando è chiuso e si vuole rinunciare a viaggiare con il vento tra i capelli. Tra le chicche della SLC inoltre, ricordiamo la sciarpa d’aria che riscalda il collo quando si vuole abbassare il tetto anche in inverno ed il cielo della capote metallica in cristallo che si oscura con la semplice pressione di un pulsante.

Al volante: comoda e sportiva quando serve

Nella guida di tutti i giorni la SLC 43 AMG, complice il cambio automatico 9G-tronic, ed un assetto non esasperato, consente di viaggiare con il tipico comfort Mercedes-Benz sfruttando la cavalleria solo quando serve con il V6 biturbo che ronfa sornione ma all’occorrenza sa farsi sentire con note da sportiva. I consumi si attestano intorno ai 10 km/l se non ci si lascia sedurre dal potenziale del suo cuore AMG, ma in pista abbiamo dimenticato questo particolare e, in sicurezza, abbiamo scatenato il V6 3 litri biturbo da 390 CV e 520 Nm di coppia massima. Al di là delle prestazioni, come lo scatto da 0 a 100 km/h coperto in 4,7 secondi, sul circuito dell’ISAM di Anagni (FR) la SLC più potente ha espresso tutto il suo potenziale, soprattutto con la modalità Sport+ inserita ed i controlli elettronici disinseriti. La trazione posteriore è garanzia di divertimento, e il fatto che l’assetto non sia troppo rigido, consente di gestire il sovrasterzo di potenza a patto di non esagerare con il gas, perché la coppia è tanta e ci vuole una reattività importante quando si affonda il piede destro nelle curve strette. In compenso, il volante è preciso e progressivo e il cambio consente di sfruttare bene tutta la cavalleria che è davvero abbondante. Efficace la frenata, anche se è buona norma tenere a mente che la massa supera i 1.500 kg. Nel complesso, la SLC 43 AMG è si è dimostrata ottima nella guida su strada, divertente in pista e persino capace di assecondare una guida smaliziata tra i cordoli. Insomma, un’auto sportiva da vivere a 360°.

Prezzo: 69.079 Euro

Per entrare in possesso della più cattiva delle SLC occorrono 69.079 Euro, ma la caratura tecnologica, una linea senza tempo, e le cure di un Brand blasonato valgono tanto, e anche di più se si pensa che la vettura in questione non avrà eredi, sarà l’ultima della stirpe nata con la SLK. Di conseguenza, questa variante potrà avere anche un futuro roseo tra i collezionisti, considerando il valore aggiunto dalla sigla AMG.

 

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Pro

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