VW: a Martorell il nuovo cambio manuale MQ281

Doppia novità tecnica per il Gruppo VW: Seat avvia la produzione del nuovo cambio manuale sei rapporti destinato anche a Volkswagen, Audi e Skoda, e porta al debutto la consegna dei ricambi con i droni.

Con due innovazioni hi-tech di rilievo, il Gruppo Volkswagen punta a raggiungere ulteriori traguardi in termini di efficienza, competitività ed ottimizzazione delle risorse. Per inciso, le due “news” riguardano il complesso catalano di Martorell: le linee di montaggio principali e la Divisione Seat Componentes, quest’ultima fra le nove strutture dedicate ai componenti trasmissione che il Gruppo VAG possiede in tutto il mondo, insieme a quelle di Kassel (Germania), Vrchlabi e Mlada Boleslav (Repubblica Ceca), Cordoba, Argentina) e Anting, Dalian, Tianjin e Changchun (Cina). Si tratta, nell’ordine, del via alla produzione del nuovo cambio manuale a sei rapporti MQ281, sviluppato – comunica una nota tecnica VW – tenendo specialmente conto delle necessità di miglioramento dell’efficienza mediante l’impiego di nuovi materiali, lubrificanti e tecnologie di riduzione dell’attrito -, ed il via al programma di approvvigionamento ricambi mediante droni. Ma andiamo con ordine.

Il nuovo cambio manuale MQ281

Sebbene da tempo i riflettori della filiera automotive siano orientati anche sulle tecnologie di sviluppo delle trasmissioni automatiche, è chiaro che i “tradizionali” cambi a comando manuale possiedono tuttora rilevanti quote di mercato, anche in virtù della loro elevata diffusione a livello globale nel mondo. Inoltre, la costante crescita della domanda per vetture “a ruote alte” (fascia SUV e crossover) richiede lo studio di sistemi trasmissione via via versatili e robusti. Da qui il nuovo progetto MQ281, cambio manuale a sei rapporti sviluppato dai tecnici Volkswagen e che viene prodotto, come accennato in apertura, dalla Divisione Seat Componentes di Martorell. Primo modello che ne verrà equipaggiato non sarà, tuttavia, a marchio Seat: sarà la nuova Volkswagen Passat (qui il nostro recente primo contatto); cui in ogni caso faranno seguito “Vetture del Gruppo VW appartenenti a molti segmenti di mercato”.

Tecnicamente, spiegano in Volkswagen attraverso le indicazioni di Helmut Goebbels, numero uno della Divisione Sviluppo Trasmissioni Manuali e Trazione Integrale VW, “Con l’MQ281 presentiamo un cambio a comando manuale e ad elevata efficienza che soddisfa precise necessità di efficienza ed attenzione ai consumi, con un significativo impatto su emissioni e ambiente, e che presto verrà adottato da numerosi modelli di volume”.

Progettato per supportare un “range” di coppia compreso fra 200 Nm e 340 Nm – dunque il suo ruolo è già definito: andrà a sostituire, completamente, il cambio “MQ250” e, in misura parziale, l’”MQ350” -, il nuovo MQ281 sfrutta uno specifico layout, detto “a 2,5 alberi”, e si caratterizza per un ampio intervallo di rapporti (fino a 7,89). Con queste caratteristiche, risultano garantite adeguate performance di spunto nelle fasi di partenza anche per vetture pesanti ed a ruote alte, nonché l’elasticità di marcia (ovvero una elevata forza motrice nella guida a bassi giri con “marce” alte, per consentire una concreta attenzione ai consumi). Inoltre, sempre per rimanere attenti all’efficienza del veicolo, lo sviluppo virtuale dei modelli ha permesso, spiega Helmut Goebbels, di “Progettare un nuovo sistema di conduzione dell’olio, che grazie a varie misure consente una ottimale lubrificazione per cuscinetti e ingranaggi”. Il risultato, dati alla mano, prevede una significativa riduzione (sono necessari appena 1,5 litri) della quantità di olio necessaria per l’intero ciclo di vita del cambio. Inoltre, per ridurre ancora di più gli attriti sono stati sviluppati un tipo di cuscinetti a basso attrito per il cambio, specifiche guarnizioni a contatto ridotto e si è provveduto all’ottimizzazione dei materiali e della struttura della scatola del cambio, in ordine di ottenere maggiore resistenza dell’intero gruppo trasmissione ed una diminuzione dei rumori secondari. Anche in questo caso, i riflettori sono rivolti ad una nuova efficienza, nello specifico una netta diminuzione delle vibrazioni meno udibili e percepibili all’interno del veicolo.

E ora le consegne dei componenti si fanno con i droni

Seconda “big news” tecnica comunicata in queste ore dal Gruppo Volkswagen, l’inaugurazione di un servizio di consegna componenti per la produzione di autoveicoli, via drone, fra il Centro logistico di Sesé (Abrera) con l’impianto Seat di Martorell. Una innovazione, attualmente in fase sperimentale sotto la supervisione dell’AESA-Agenzia spagnola per la Sicurezza aerea, destinata – comunicano i vertici dell’azienda catalana in questi mesi al centro di un importante “boost” tecnologico che riflette le ottime performance di mercato da tempo messe a segno in Europa – a migliorare, ottimizzandola, la flessibilità delle linee produttive: ciò in virtù della possibilità di coprire, con un notevole risparmio di tempo rispetto al “tradizionale” sistema di approvvigionamento componenti via gomma, i due km che separano Abrera da Martorell in un tempo medio di 15 minuti (90 minuti è quanto richiedono le consegne effettuate con gli automezzi pesanti).

Questa novità va ad inquadrarsi nei progetti Seat in chiave Industry 4.0, finalizzati a rendere lo stabilimento di Martorell sempre più “intelligente” ed ulteriormente digitalizzato e connesso, oltre che attento all’ambiente in virtù di una più elevata rapidità di consegna e per la drastica riduzione delle emissioni di CO2 assicurata dai droni (le cui batterie vengono ricaricate con l’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili) rispetto ai camion.

All’atto pratico, indica Christian Vollmer, responsabile della Divisione Produzione e Logistica di Seat, “L’impiego dei droni è un primo passo verso la trasformazione della catena di fornitura per il comparto automotive. La consegna tramite droni rivoluzionerà il campo della logistica, poiché – ad esempio nel caso di Seat – consentirà di ridurre dell’80% i tempi di consegna”. “Con questa innovazione stiamo rafforzando l’Industria 4.0 e diventeremo più efficienti, agili e competitivi, oltre che molto più sostenibili”.

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