Ecobonus 2019 auto: ecco come funziona

Finalmente pronta la piattaforma ministeriale alla quale registrarsi per avere diritto agli incentivi che, di fatto, avevano già preso il via lo scorso 1 marzo.

Prima le linee-guida, poi (ma soltanto in un secondo momento) l’effettiva possibilità di usufruirne. È il “decreto ecobonus” per l’acquisto di autovetture aventi emissioni di CO2 inferiori a 70 g/km, che ad oltre un mese dall’entrata in vigore ufficiale passa in queste ore in fase operativa. Detta in soldoni, il decreto attuativo che dà agli “eco-automobilisti” gli incentivi economici rivolti alle auto ibride, ibride plug-in ed auto elettriche, redatto dal Ministero dello Sviluppo Economico, dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e che ha rappresentato uno dei capitoli-chiave nella Legge di bilancio 2019, è (dalle 12 di  lunedì 8 aprile) finalmente aperto a tutti, in virtù dell’apertura a concessionarie ed autosaloni della piattaforma online del Ministero dello Sviluppo Economico (consultabile a questo link) alla quale registrarsi per ottenere l’accredito alla concessione degli incentivi. Il provvedimento resterà in vigore fino al 31 dicembre 2021.

Il venditore pensa a tutto

La parte burocratica, in effetti, compete esclusivamente al venditore: il cliente – a prescindere che si tratti di persone fisiche o giuridiche – non ha che da formalizzare il contratto d’acquisto di una vettura nuova, anche attraverso la formula del leasing. La concessionaria stessa, previa registrazione alla piattaforma ministeriale per l’ottenimento dell’ecobonus, accorda la detrazione – che si somma ai ribassi normalmente applicati ai veicoli nuovi – all’acquirente, sotto forma di ribasso sul prezzo di acquisto praticato dalla concessionaria. Sarà poi cura del venditore chiedere ed ottenere il rimborso dalla Casa costruttrice, la quale a sua volta recupererà l’importo dallo Stato come credito d’imposta.

L’ecobonus ha valore retroattivo

Chi abbia sottoscritto un contratto di acquisto per uno dei veicoli che rientrano nelle categorie alle quali viene applicato l’ecobonus (che, ricordiamolo, ha avuto inizio lo scorso 1 marzo) ha ugualmente diritto ad ottenere l’incentivo: la natura retroattiva dell’ecobonus lo rende accessibile anche agli automobilisti che, in queste settimane di “limbo” in attesa della pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale, abbiano nel frattempo provveduto ad acquistare un’auto avente emissioni (fanno fede le indicazioni riportate nella carta di circolazione) inferiori a 70 g/km di CO2, oppure di motocicli elettrici fino ad 11 kW di potenza, questi ultimi esclusivamente “Con rottamazione di un veicolo della stessa categoria omologato alle classi Euro 0, Euro 1 o Euro 2 (nel caso di locazione finanziaria da almeno 12 mesi)”, e per i quali l’incentivo applicato è nell’ordine del 30% del prezzo d’acquisto fino a massimo di 3.000 euro (IVA esclusa).

Bisogna però fare presto

Le somme messe a disposizione dal Mise non sono, tuttavia, infinite. È sufficiente dare un’occhiata alla piattaforma del Ministero dello Sviluppo Economico, sulla cui homepage viene redatta la “Situazione fondi residui”, per rendersi conto di come già in queste ore le somme messe a disposizione dal Ministero delle Finanze stiano man mano assottigliandosi. Già in queste ore il residuo della prima tranche (“sperimentale”: ha durata di 120 giorni, e dispone di 20 milioni di euro) è di 15,50 milioni di euro per chi acquisti un veicolo di categoria M1 (ovvero le autovetture con emissioni comprese fra 70 e 20 g/km di CO2, e fra 20 e 0 g/km di CO2, in pratica quest’ultima fascia si riferisce alle auto elettriche), con o senza rottamazione come vedremo, sui 60 milioni di euro previsti per il 2019: l’anno prossimo e per il 2021, la somma stanziata per gli ecobonus sarà di 70 milioni di euro (i veicoli di cat. L1 ed L3 hanno a disposizione 10 milioni di euro per quest’anno). Chi dovesse decidersi più avanti – ed è facile attendersi che sia questione di poco tempo – potrebbe rischiare di rimanere fuori dall’ottenimento degli incentivi. E questo, non è che sia del tutto positivo. Potrebbe però darsi che le stesse Case costruttrici applichino, successivamente all’estinzione degli stanziamenti ministeriali, forme di sconto “autonomo”. Staremo a vedere.

Prima di formalizzare l’acquisto con l’ecobonus, è in ogni caso bene che l’acquirente interessato domandi in prima persona al venditore se la propria prenotazione all’incentivo sia andata a buon fine: ciò anche perché ogni concessionaria dispone di un plafond di 50 prenotazioni al giorno.

Ecobonus: cosa si può comprare

Ricordiamo “al volo” le entità degli incentivi (qui una nostra guida ad ecobonus ed ecotassa: ecco come funzionano): vi rientrano le autovetture (cat. M1), come accennato aventi emissioni inferiori a 70 g/km di CO2, in listino ad importi fino a 50.000 euro + IVA. Gli scaglioni di erogazione degli incentivi sono due: 4.000 euro di Ecobonus (o 6.000 euro con rottamazione di una vettura omologata Euro 1, Euro 2, Euro 3, Euro 4) per le auto nuove con emissioni da 0 a 20 g/km di CO2 (a beneficio pressoché esclusivo delle auto elettriche); e 1.500 euro (2.500 euro con rottamazione) per le vetture aventi emissioni comprese fra 21 e 70 g/km di CO2. Per i motocicli: cat. L1 (ciclomotori elettrici) ed L3 (potenza fino ad 11 kW, in pratica quelli che possono essere guidati con la patente B), il 30% di sconto sul prezzo di listino fino ad un massimo di 3.000 euro e con rottamazione.

Fra le auto elettriche “appetibili” (qui un nostro approfondimento delle scorse settimane), ci sono Bmw i3, Citroen E-Méhari, E-Berlingo e C-Zero (quest’ultima a 26.740 euro senza rottamazione e 24.740 euro con rottamazione), Hyundai Kona EV e Ioniq EV, Kia Soul EV, Mitsubishi i-MIEV, Nissan Leaf (acquistabile, al netto dell’ecobonus, a poco meno di 33.000 euro oppure a meno di 31.000 euro con rottamazione), Renault Zoe, che da 25.800 euro andrà a 21.800 euro, senza rottamazione, e 19.800 euro con rottamazione (Renault Zoe è soggetta, occorre ricordarlo, al pagamento di un canone mensile nell’ordine di 69 euro per il noleggio delle batterie); VW e-Golf, che potrà essere acquistata a poco più di 36.000 euro senza rottamazione e ad un importo solo leggermente superiore a 34.000 euro con rottamazione; e ancora: Peugeot iOn, Smart fortwo e Forfour EQ (rispettivamente a 17.920 euro o 19.920 euro, senza e con rottamazione; e20.650-18.650 euro per forfour elettrica).

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