MotoGP: Dovizioso centra la vittoria in Qatar

Il pilota della Ducati ha battuto Marquez in un finale al cardiopalma come l’anno scorso solamente quinto Valentino Rossi autore di un’ottima gara.

Dopo le discussioni sui test e le prove che hanno sancito la velocità sul giro secco di Vinales, la gara del Qatar, la prima della nuova stagione di MotoGP, ha visto ancora i soliti duellanti per la vittoria finale, vale a dire Dovizioso e Marquez, che hanno dato vita all’ennesima battaglia.

La sintesi della gara

I due si rispettano e l’abbraccio a fine gara lo sottolinea, così non ci sono state scorrettezze nonostante gli ultimi 5 giri siano stati decisamente tirati. Fino ad allora il gruppetto dei primi ha adottato un’andatura conservativa, che ha consentito a Valentino Rossi di ricongiungersi, e a Rins di comandare la corsa per qualche curva.

Anche Crutchlow e Petrucci hanno potuto dire la loro nelle posizioni di vertice, fino a quando Dovizioso e Marquez non hanno deciso di abbassare i tempi. Così, a 5 giri dalla fine era chiaro che nessuno poteva stare con loro, e si è ripetuto quel duello che ha tenuto tutti con il fiato sospeso nel 2018. Marquez attaccava sul misto, Dovizioso faceva valere la velocità di punta della sua Ducati sul lungo rettilineo, ma alla fine tra sorpassi e controsorpassi i due sono arrivati in scia sotto la bandiera a scacchi. Ancora una volta è stato Dovizioso a spuntarla, a dimostrazione che non ha timori reverenziali verso il campionissimo.

La corsa in rimonta del Dottore

Un capitolo a parte merita la gara di Valentino Rossi, che è partito in 15esima posizione e poi, giro dopo giro, ha colmato il gap con il trenino dei primi, ha superato anche la potente Ducati di Petrucci ed ha ripreso Rins, ma alla fine non è andato oltre il quinto posto. Come risultato, all’interno di un weekend difficile, è lusinghiero, considerando che Vinales, il compagno di squadra, partiva in pole position, e che Vale è il primo delle Yamaha in gara, ma se si guarda alla competitività della moto in assoluto non c’è da rallegrarsi. Dopo tutto, il Dottore era stato più cauto di Vinales nel sottolineare i miglioramenti della moto, che alla fine è arrivata dietro persino alla sempre più competitiva Suzuki, alla quale manca solo un po’ di velocità di punta per spaventare Honda e Ducati. Nel complesso, la Yamaha continua a scivolare e non consente di aprire il gas con la stessa rapidità delle moto migliori, ed è questo l’aspetto che sottolinea Valentino a fine gara. A 40 anni comunque il Dottore dimostra che ha ancora tanto da dire in questo sport.

Il ricorso contro la Ducati

In una serata con tanti temi, in cui Lorenzo ha vissuto l’ennesimo momento oscuro nonostante le luci del Qatar, concludendo la gara in 13esima posizione, e Vinales è sparito finendo in settima posizione. C’è stato anche il colpo di scena a fine gara: un reclamo contro la Ducati e l’aerodinamica che aiuta a raffreddare la ruota posteriore. Sembra una questione da F1 e invece stiamo parlando di MotoGP dove le ali sono sempre più determinanti, si veda l’uscita di Bagnaia per via dell’instabilità della sua Ducati con un’aletta saltata nelle fasi iniziali della corsa. Dopo aver esaminato il caso, la vittoria di Dovizioso è stata convalidata, ma c’è stato un ricorso su questa decisione, per cui la questione è destinata a trascinarsi ancora per qualche tempo. D’altra parte, c’è un regolamento e bisogna fare tutti i controlli del caso, ma Dall’Ignia, che ha progettato la Ducati, non è certo un neofita e se ha realizzato la Ducati in questa maniera si vede che ha ritenuto valida un’interpretazione del genere.

Si archivia, non senza polemiche, la prima gara della MotoGP 2019, ma la tappa del Qatar è sempre particolare, per cui bisognerà attendere gli altri circuiti per capire meglio la reale competitività di tutte le squadre. Intanto Dovizioso e Marquez si annunciano protagonisti anche quest’anno.

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