Bollo auto, ecco la proposta per farlo pagare “a consumo”

Indicazione possibilista da parte del ministro dell’Ambiente Sergio Costa: la “tassa di proprietà” potrebbe trasformarsi in “tassa al consumo” sulla base dei km percorsi dal singolo veicolo.

Arriveremo alla determinazione degli importi relativi al “bollo auto” in funzione dei consumi del veicolo? Ciò potrebbe, in un’accezione “a grandi linee”, avvicinarsi alle recenti indicazioni da parte della Commissione Trasporti UE che si basano sul grado di inquinamento prodotto dal veicolo e sulla sua percorrenza chilometrica oltre che sulla potenza in kW. Con la differenza, in questo caso, che  alla base di parametri di calcolo potrebbe esserci l’entità del consumo. In questo modo, cambierebbe anche la natura del bollo: da “tassa di proprietà” come da diversi anni viene considerata dal legislatore (qui una nostra guida sulle agevolazioni ed esenzioni), a “tassa sul consumo”. La proposta è stata avanzata, lo scorso weekend, dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa, intervenuto ad un meeting sul miglioramento della qualità dell’aria che si è svolto a Roma.

L’indicazione del responsabile del dicastero ambientale, comunicata a margine dell’incontro, prevederebbe, in sintesi, che la determinazione dell’importo per il pagamento della “tassa automobilistica” derivi sulla base di quanto carburante effettivamente sia stato consumato dal singolo veicolo. È chiaro che, in questo modo, verrebbero ad essere favoriti quanti utilizzino la propria auto (o moto) il meno possibile, i quali – teoricamente – se non si mettessero affatto alla guida potrebbero pagare pressoché “zero”; sarebbe comunque da studiare (la avanziamo a puro titolo di ipotesi) un eventuale importo per gli autotrasportatori e gli autisti professionali, che assommano decine di migliaia di km all’anno.

Non c’è nulla di ufficiale, al momento: quanto indicato dal ministro dell’Ambiente rappresenta soltanto un possibile scenario futuro per il “bollo” (qui una nostra guida): si attendono ulteriori dettagli da parte del Governo (ricordiamo che, per la definizione di un provvedimento definitivo in tal senso, il ministro Sergio Costa dovrà dialogare con il “collega” alle Infrastrutture ed ai Trasporti Danilo Toninelli). Va detto, in ogni caso, che la questione relativa al bollo (attualmente tassa di proprietà, ed è opportuno continuare a definirla in tal senso, in attesa che la sua natura venga eventualmente modificata) è al centro di un notevole interesse da parte delle amministrazioni centrali: nei giorni scorsi, l’emendamento proposto dal leghista Enrico Montani alla Commissione Finanze del Senato nel quale si chiede l’estensione del condono fiscale alle imposte patrimoniali destinate alle amministrazioni territoriali: Ici, Imu, Tasi e, appunto, bollo auto (qui un nostro approfondimento); e, come accennato, la proposta rivolta all’”unificazione” del “bollo” fra i Paesi UE avanzata la scorsa primavera da parte della Commissione Trasporti del Parlamento europeo. Quest’ultima si basa non soltanto sulla potenza del veicolo espressa in kW, ma anche sul numero di km percorsi e sul grado di inquinamento prodotto dal veicolo stesso. La proposta – per la quale si intenderebbe giungere ad una approvazione entro il 2026, con introduzione “graduale” già dal 2023 attraverso una prima sperimentazione, soltanto per gli automezzi pesanti ed i veicoli di peso superiore a 2,4 tonnellate – sarebbe tuttavia condizionata dall’adozione di una “scatola nera” a bordo di tutti i veicoli.

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