Formula 1: Kimi non è un secondo pilota

Il finlandese della Ferrari ha fornito una prestazione mostruosa nel GP di Austin ed ha dimostrato ancora una volta di non valere meno del compagno di squadra.

Vittoria amara quella della Ferrari in Texas, con Kimi Raikkonen che vince le gara di Austin in maniera perentoria e accresce il rammarico di non vederlo più con la tuta rossa nella prossima stagione. In effetti, Iceman ha dimostrato ancora una volta di non essere un secondo pilota e forse più di qualcuno inizia a pensare che se avesse avuto le stesse chance del tedesco magari ora avremmo potuto assistere ad un altro finale di campionato.

Purtroppo però, non è andata così, Kimi spesso si è sacrificato per Vettel, tranne a Monza, quando ormai è era stato sostituito da Leclerc e non ha alzato il piede alla prima staccata. Adesso ad Austin, con Vettel ancora una volta indietro per un incidente di gara, Raikkonen ha potuto seguire una strategia che lo potesse portare alla vittoria ed ha trionfato a 39 anni suonati con la maturità del campione.

Il che lo porta a 221 punti nella classifica piloti, non molto lontano dai 276 punti di Vettel, che fino ad ora è stato sempre privilegiato, per cui la distanza tra i due piloti è meno ampia di quanto la condizione di prima guida di Vettel farebbe pensare.

Il tedesco in questo weekend ha commesso due errori che un 4 volte campione del mondo non dovrebbe compiere, prima la penalizzazione in griglia maturata nelle libere per non aver rallentato in regime di bandiere rosse, e poi l’ennesimo scontro con un avversario nelle prime fasi di gara, ancora una volta finito male per lui. Alla fine, ha tirato fuori le unghie superando Bottas, ma ormai era troppo tardi per recuperare i suoi sbagli.

Che sia un momento difficile per lui è palese, come ha ammesso nel weekend americano, ma è altrettanto chiaro che un attacco a due punte, considerando la qualità dei due piloti, non così distante, avrebbe forse consentito alla Ferrari di sfruttare meglio la sua superiorità tecnica rispetto alla Mercedes.

Quindi, a fine stagione Raikkonen se ne andrà a testa alta, consapevole di aver le qualità per poter bissare il mondiale del 2007, mentre Vettel rimarrà a confrontarsi con il nuovo che avanza, quel Leclerc che, molto candidamente, ha ammesso di non aver nessuna intenzione di andare a Maranello a fare il secondo pilota e che se non dovesse andare bene sarebbe giusto sostituirlo.

Vedremo come finirà ma intanto se Leclerc può permettersi tali affermazioni vuol dire che a Maranello hanno compreso l’importanza di un attacco a due punte e che Vettel non è più considerato intoccabile.

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