La nuova Ford Focus fa il pieno di tecnologia

La compatta dell’Ovale Blu scende in pista nell’autodromo di Modena per una dimostrazione pratica dei suoi sistemi di bordo che migliorano la vita e la sicurezza del guidatore.

La nuova Ford Focus è l’ultimo tassello di un’evoluzione che parte dal 1998, quando il modello in questione ha preso il posto della Escort; da allora è stata venduta in 16 milioni di esemplari nel mondo, tra cui 7 milioni in Europa. Arrivata alla quarta generazione, la compatta dell’Ovale Blu è stata sviluppata secondo le esigenze di una clientela eterogenea così nascono le varianti Active, che arriverà a gennaio, ST-Line e Vignale. Tutto questo ha portato i vertici della Casa a definirla la Ford “migliore di sempre”. Oltre tutto, è la prima vettura del Brand ad essere totalmente connessa: grazie a 2 telecamere, 3 radar e 12 sensori, l’auto è all’avanguardia a livello di sicurezza ed assistenza alla guida ed al parcheggio. Addirittura il cruise control adattivo della nuova Focus consente all’auto di ripartire autonomamente dopo una sosta di 3 secondi. Non siamo a livello di guida autonoma, ma comunque le tecnologie presenti consentono di viaggiare con una certa tranquillità anche per via del sistema di assistenza alla frenata che, non solo riconosce i pedoni, ma anche i ciclisti.

Sempre sul piano della sicurezza, è doveroso ricordare la Campagna Share The Road, che promuove l’armonia tra gli utenti della strada ed ha l’obiettivo di stimolare discussioni sull’argomento per creare una cultura fondata sulla convivenza ed il rispetto.

Ma scopriamo i punti forti della nuova Focus provandoli in prima persona. Partiamo con il Pre-Collision, che in città, in caso di impatto imminente con un pedone, emette avvisi acustici e visivi per poi intervenire per arrestare la vettura qualora il guidatore non reagisce. Saliamo in auto e poi ad una velocità di circa 25 km/h andiamo verso un manichino senza alzare il piede dal gas, dopo gli avvisi acustici e visivi del caso l’auto frena in maniera energica ed evita l’impatto che nella realtà sarebbe stato deleterio per il pedone di turno.

Proseguiamo con il parcheggio assistito che prevede un’interazione minima con la vettura per eseguire una manovra in orizzontale (dove è contemplata anche l’uscita dal parcheggio) o a pettine. Basta premere il pulsante dedicato e l’auto trova la zona ideale per la sosta (per il parcheggio a pettine bisogna spingerlo 2 volte). Dopo non bisogna far altro che frenare, mettere il cambio automatico in folle (N), e lasciare all’auto il comando delle operazioni: in pochi istanti il volante gira da solo, i freni funzionano in autonomia e non c’è il minino rischio di mettere in pericolo gli avvolgenti paraurti in tinta. Per uscire dal parcheggio è sufficiente ripremere il pulsante apposito dopo aver messo la freccia per indicare la direzione prescelta, sempre con il cambio in folle, e l’auto esce da sola evitando anche i veicoli che sopraggiungono. Certo, bisogna tenere il pulsante premuto per tutta la durata dell’operazione, ma è una bella comodità, oltre che l’ennesimo strumento di sicurezza. In genere l’auto ha bisogno di un’area superiore poco più di un metro rispetto alle sue dimensioni per eseguire la manovra e ritenere lo spazio per la sosta adeguato.

Si passa dunque al Ford Pass 2.0 con la vettura che si connette al mondo del cliente, visto che in futuro potrà interagire anche con infrastrutture ecc. Si tratta di un modem presente nell’auto che sfrutta la rete 4G (a breve utilizzerà quella 5G di Vodafone) e consente di avere un hot spot WI-FI fino a 10 dispositivi (120 euro all’anno per 1.000 GB). Inoltre, permette di avere un aggiornamento live, tramite smartphone, sull’eventuali problematiche del veicolo come la batteria che perde carica; prevede la geolocalizzazione statica; la possibilità di accendere il motore; di aprire e chiudere le porte. Il tutto è gestibile liberamente da parte del cliente che può attivare o disattivare le varie funzioni.

Infine, si va in pista per testare il cruise control adattivo, il sistema che consente di rimanere in carreggiata, e quello che permette alla vettura di completare una curva anche quando il conducente non ha le mani sul volante e i piedi sui pedali. Il primo prevede anche la funzione stop&go che fa ripartire l’auto da sola entro 3 secondi, con l’unico impegno del guidatore di tenere le mani sul volante; il secondo aiuta a rimanere nella propria carreggiata anche quando le manovre non sono ottimali e inconsciamente si tende a far deviare la vettura dalla propria linea ideale. Non è tarato per movimenti bruschi, come quelli che si effettuano quando si vuole cambiare direzione in modo deciso, ma è stato studiato per cambiare la direzione dell’auto quando questa non è corretta ma l’azione sul volante risulta piuttosto blanda: tipico di una condotta di guida distratta. Il terzo invece è una manna in caso di necessità, perché se il guidatore fosse colto da malore, o da un colpo di sonno, l’auto sa come prendere in mano la situazione: completa la curva e poi si arresta riducendo gradatamente la velocità fino a fermarsi completamente, scongiurando tragiche uscite di strada. Insomma, tanti dispositivi utili su una compatta che mira a diventare un vero e proprio riferimento nella categoria tra i marchi generalisti.

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