Volkswagen I.D. R Pikes Peak: i segreti del prototipo elettrico

L’imminente “Race to the Clouds” rappresenta, per i vertici VW, un eccezionale banco di prova in previsione della futura lineup I.D. a zero emissioni, che porterà in dote l’expertise nel frattempo maturato.

I vertici Volkswagen confermano: I.D. R Pikes Peak, il prototipo elettrico chiamato a difendere i colori ufficiali VW all’imminente “Race to the Clouds” che si terrà fra due settimane nel Colorado, cela un duplice obiettivo, di immagine e tecnologico: la realizzazione di un veicolo “zero emission” ad altissime prestazioni, e che anticipi i dettami hi-tech della futura lineup I.D., attesa sul mercato a partire dal 2020.

A due settimane dall’edizione 2018 della Pikes Peak, una delle competizioni più celebri al mondo nonché secondo evento sportivo USA più antico dopo la 500 Miglia di Indianapolis (si svolge dal 1916), la dirigenza di Wolfsburg – segnatamente i tecnici della Divisione Design, guidati da Klaus Bischoff – illustrano punto per punto gli atout di I.D. R Pikes Peak, che con lo specialista di ruote coperte Romain Dumas al volante (il driver di Alès, oltre ad avere riportato la vittoria assoluta alla 24 Ore di Le Mans nel 2010 e nel 2016, ha trionfato in tre edizioni della “Race to the Clouds”: 2014, 2016 e 2017) affronterà, nel weekend del 24 giugno, i 19,99 km della cronoscalata che si caratterizza per un dislivello di 1.440 m fra il punto di partenza (situato al settimo miglio della Pikes Peak Highway) a 2.860 m, e l’arrivo, collocato a 4.300 m sulla sommità del massiccio montuoso cartografato per la prima volta da Zebulon Pike nel 1806.

Appare interessante, nell’ottica dello sviluppo di nuovi modelli, il trasferimento di expertise fra I.D. R Pikes Peak e la prossima gamma 100% elettrica I.D. (la “compatta” Volkswagen I.D., il minibus I.D. Buzz che recentemente è stato dichiarato “erede concettuale” del Maggiolino, il SUV I.D. Crozz e la berlina di alta gamma I.D. Vizzion esposta al Salone di Ginevra 2018), in special modo relativamente all’engineering: “Un armonioso stile di qualità scolpita, le grafiche nette e i gruppi ottici, unici nel loro genere, sono tutti elementi che abbiamo trasferito dalle auto di produzione della futura gamma I.D. alla I.D. R Pikes Peak”, indica il responsabile Design di Volkswagen, il quale tiene ad illustrare l’importanza del progetto I.D. R Pikes Peak nella strategia di sviluppo di modelli elettrici per Wolfsburg, che parte da un positivo impatto sensazionale che il prototipo pronto a schierarsi al via della competizione avrà sul grande pubblico: “Una sportiva estrema come questa provoca sensazioni forti negli spettatori. L’ interpretazione emozionale della mobilità elettrica influenzerà senza dubbio i modelli di produzione della I.D. Family”. Da notare, inoltre, la reinterpretazione dello stilema del frontale “chiuso”, chiaro riferimento a una delle peculiarità stilistiche proprie della storia Volkswagen, le cui radici affondano nei modelli-icona Maggiolino e T1.

“Ovviamente, al centro del progetto di design per I.D. R Pikes Peak c’erano le prestazioni su strada: è stato molto divertente affrontare questa sfida”, prosegue Klaus Bischoff. Dati alla mano, il tracciato della Pikes Peak si snoda, nei quasi 20 km di lunghezza totale, su un dislivello di 1.440 m, ad una pendenza media del 7,2%, e con la presenza di 156 curve. La velocità media, calcolata sull’attuale record nella categoria auto elettriche (8’57”118, ottenuto nel 2016 dal neozelandese Rhys Millen sul prototipo e0 PP100) è di circa 134 km/h, con una punta velocistica di circa 240 km/h. Valori non elevatissimi in senso assoluto – per quanto, al contrario, decisamente “importanti” trattandosi di una cronoscalata -, soprattutto per un prototipo come I.D. R Pikes Peak che dispone di una potenza di sistema di 680 CV (ottenuta dalle due unità elettriche collocate rispettivamente all’avantreno ed al retrotreno) che tuttavia vengono presi in considerazione dai tecnici Volkswagen e dagli omologhi della Divisione Motorsport con a capo Sven Smeets con particolare considerazione alle leggi della fisica.

Trattandosi di un veicolo elettrico, le unità powertrain non sono soggette ai problemi di combustione del carburante che possono verificarsi, nei “tradizionali” motori termici (e, in special modo, in quelli “aspirati”) a causa della rarefazione dell’aria, una questione particolarmente sentita se si tengono conto delle elevate quote di partenza ed arrivo della Pikes Peak, come del resto aveva affermato lo stesso Romain Dumas nei giorni scorsi, al termine di una prima sessione di test effettuata negli USA, “Per la prima volta, non mi devo preoccupare di perdere potenza alle altitudini più elevate”. Unico problema, l’effetto negativo che l’aria rarefatta alle quote più elevate ha sull’efficienza del raffreddamento: è stato sufficiente, tuttavia, ridurre le dimensioni delle prese d’aria relative, ottenendo d’altro canto un ulteriore vantaggio aerodinamico.

I calcoli, in questo senso, indicano che ai 4.300 m dell’arrivo l’aria perde il 35% della propria densità; di conseguenza, il carico aerodinamico risulta altrettanto inferiore rispetto ad un circuito situato sul livello del mare. Occorre, dunque, determinare con la massima attenzione la downforce in funzione della densità dell’aria e, tenuto conto delle caratteristiche del percorso, della tenuta di strada del veicolo in curva: “Tutto il telaio è stato progettato per generare più carico aerodinamico possibile, senza però causare troppa resistenza”, spiega François-Xavier Demaison, direttore tecnico Volkswagen Motorsport e responsabile dello sviluppo della I.D. R Pikes Peak. A questo scopo, un ampio alettone posteriore consente al veicolo la compensazione di parte del carico aerodinamico “Maggiore rispetto al peso della vettura lungo la cronoscalata”, dichiara il consulente tecnico di progetto Willy Rampf.

L’impostazione aerodinamica del prototipo I.D. R Pikes Peak è stata studiata da Volkswagen Motorsport attraverso un modello della vettura in scala 1:2, creato per lo studio di diverse varianti del corpo vettura in galleria del vento. Gli ultimi dettagli, prima della partenza della “spedizione VW” alla volta del Colorado, sono stati montati su un telaio a grandezza naturale presso il centro di sviluppo Porsche a Weissach. Da segnalare, anche in questo caso nell’ottica di un interessante sviluppo delle tecniche di realizzazione futura, la stampa in 3D di circa 2.000 componenti.

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