Volkswagen Maggiolino verso l’addio: al suo posto la I.D. Buzz

L’immagine di stile rétro per Volkswagen, a lungo appannaggio della lineup Maggiolino, si trasferirà al minibus elettrico I.D. Buzz: è un segno dei tempi.

Il futuro di una parte dell’attuale produzione Volkswagen era “in forse” da tempo. Il primo modello ad essere caduto sotto la scure dei dirigenti di Wolfsburg era stata la nuova generazione Scirocco (frutto della “matita” di Flavio Manzoni e Walter de Silva), presentata alla fine dell’estate 2008 e sottoposta ad un restyling all’inizio del 2014, poco tempo prima di essere “cancellata” nelle importazioni per l’Italia – dove non risultava più in vendita nel 2015 – e, successivamente, uscita di produzione (fine 2017). Nel mirino dei “piani alti” di Wolfsburg c’era anche la nuova generazione Maggiolino, la simpatica “revival-car” che nel 2011 venne introdotta in listino a sostituire la precedente Beetle dall’esistenza produttiva più “longeva” (il debutto risale al 1998).

Ed ecco la notizia che in questi giorni fa il giro del mondo, e che certamente non farà piacere agli estimatori dell’”altro modello-simbolo” di Wolfsburg (la bestseller Golf non si tocca): l’attuale Volkswagen Maggiolino, ribadiscono i dirigenti VW al Salone di Ginevra (in cartellone fino a domenica prossima), non avrà più alcun seguito commerciale. In buona sostanza: nella gamma VW che vedremo in un futuro prossimo, il nome “Maggiolino” brillerà… per la propria assenza. Una indicazione, in questo senso, è stata raccolta dai taccuini di Autocar: ad anticipare l’avvicinarsi della fine produzione di Volkswagen Maggiolino (sottoposta ad un facelift nella primavera 2016), rivela una Webnews del magazine di oltremanica, è il responsabile della Divisione Ricerca e Sviluppo Volkswagen, Frank Welsch.

Nel dettaglio, ciò che viene posto in rilievo dal dirigente tecnico di Wolfsburg è un “new deal” dell’immagine rétro per i futuri modelli VW, alla base dei quali ci sarà un interessante abbinamento fra immagine “tradizionale” e contenuti hi-tech di nuova generazione (ciò che, per inciso, l’attuale Maggiolino non è stata deputata ad esprimere). Sotto i riflettori di questo rinnovamento di immagine c’è Volkswagen I.D. Buzz, il “Bulli elettrico” presentato al NAIAS 2017, la cui impostazione di stile è dichiaratamente ispirata al leggendario Volkswagen Bulli (qui il commovente “addio” dell’ultimo “Kombi” prodotto dal 1976 al 2014 negli stabilimenti brasiliani di di Sao Bernardo do Campo) che per ben sessantaquattro anni – dal 1950 al 2013 – ha costituito il punto di partenza della gamma di minibus, furgoni di piccole dimensioni e veicoli commerciali leggeri per Volkswagen.

“Due o tre generazioni sono sufficienti – ha commentato Welsch ad Autocar, riferendosi chiaramente alla particolare nicchia di mercato di VW Maggiolino – Questa vettura venne a suo tempo impostata tenendo come punto di riferimento la genealogia del modello, ma andando avanti con gli anni diventa più difficile progettare ulteriori generazioni e, contestualmente, mantenere invariata l’immagine del Maggiolino classico”.

A confermare l’affermazione del dirigente Ricerca e Sviluppo VW, ci sono le anticipazioni rese note nelle scorse ore dal CEO del Gruppo VAG Mathias Müller, che nella conferenza stampa di illustrazione del Bilancio del Gruppo 2017 ha posto le linee-guida relative al futuro dell’engineering per la gamma di veicoli elettrici Volkswagen: elemento in comune per I.D., il citato I.D. Buzz, I.D. Crozz e la recentissima berlina alto di gamma I.D. Vizzion presentata a Ginevra 2018 ci sarà l’impiego della piattaforma modulare MEB. Una “famiglia” a zero emissioni e dai contenuti hi-tech che debutterà nel 2020 (con la compatta I.D. e con il SUV I.D. Crozz), e successivamente si amplierà con I.D. Buzz (il cui arrivo su strada è fissato per il 2022) e, infine, con I.D. Vizzion: l’obiettivo, già anticipato all’apertura di Ginevra 2018 dal numero uno di VW, Herbert Diess, è di produrre fino a un milione di veicoli elettrici all’anno dal 2025. Tutto ciò fa parte della annunciata “Roadmap E”, già svelata dallo stesso Mathias Müller al Salone di Francoforte 2017 che si orienterà sul lancio di non meno di 80 nuovi modelli elettrificati entro il 2025 (una cinquantina dei quali saranno a propulsione 100% elettrica), a fronte di un mega investimento da 90 miliardi di euro (da “spalmare” nei prossimi cinque anni) per lo sviluppo delle tecnologie di elettrificazione della propria gamma, delle funzionalità multimediali e della digitalizzazione, dei sistemi di guida assistita e “self-driving” nonché nel continuo affinamento dei “tradizionali” motori a combustione interna: l’evoluzione tecnica e di prodotto più imponente nell’intera storia industriale di Wolfsburg.

A far tremare… il futuro di Volkswagen Maggiolino (per il quale, occorre tenere conto, già nella primavera del 2016 vennero sollevati i primi dubbi in merito ad un suo eventuale proseguimento di carriera) ci fu, in un primo momento, lo scandalo Dieselgate sulle emissioni degli ossidi di azoto manipolate in laboratorio: l’affaire, giunto quasi nello stesso periodo nel quale i vertici VW dichiaravano la possibilità di un progetto di sviluppo per una terza generazione di Volkswagen Maggiolino (da allestire sulla sempre più “universale” piattaforma modulare MQB-Modularer Querbaukasten), ha di fatto tagliato le gambe ad una prosecuzione di vita commerciale per l’eterna “Beetle”, figlia legittima di una stirpe che quest’anno festeggia ottant’anni e che, con un totale di 21.529.464 esemplari (l’ultimo dei quali venne prodotto dalle linee di assemblaggio messicane di Puebla il 30 luglio 2003) ha mantenuto a lungo lo status di autovettura più venduta al mondo. Si può anzi affermare che fu proprio indirettamente il Dieselgate a decretare, di fatto, la “fine” per Volkswagen Maggiolino, arrivata nel 2011 su meccanica Golf 6 (stessa origine progettuale della Beetle progettata quasi “in segreto” nella prima metà degli anni 90, arrivata sul mercato internazionale nel 1998 e, in più di tredici anni, venduta in oltre 1.200.000 unità): lo dimostrerebbe l’ideale passaggio di consegne fra l’immagine rétro di Maggiolino e quella “techno-vintage” del futuro minibus I.D. Buzz, la cui impostazione del corpo vettura è, appunto, manifestamente omaggio al T2 “Bulli”.

Volkswagen I.D. Buzz al Salone di Ginevra 2018 Vedi tutte le immagini

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