Biocarburanti da fonti rinnovabili: Audi sperimenta la e-benzin

Prodotti i primi 60 litri della nuova benzina alternativa, non derivata dal petrolio, che Audi aveva brevettato all’inizio 2015 come parte dello sviluppo e-fuel, insieme ad e-diesel ed e-gas.

Oltre alle nuove tecnologie mild hybrid e alle future strategie di progressiva elettrificazione della propria gamma (al Salone di Ginevra 2018 ha debuttato l’inedita e-tron Concept, la prima vettura 100% elettrica dei Quattro Anelli), i vertici Audi proseguono il personale processo di sviluppo delle tecnologie “e-fuel”. Ovvero: la realizzazione, attuata in partnership con aziende specializzate nella lavorazione delle energie rinnovabili, di carburanti puliti, non derivati dal petrolio.

Del resto, che il new deal della mobilità eco friendly non sia “dietro l’angolo”, ma si trovi in una fase avanzata di sviluppo, è una realtà che i più recenti Saloni delle novità automotive (e l’attuale Ginevra 2018 lo conferma) mettono in evidenza.

Un nuovo risultato – il secondo in pochi mesi, dopo il via alla seconda fase di sviluppo del diesel sintetico comunicata lo scorso novembre – arriva in queste ore: la produzione dei primi 60 litri di “e-benzin” (sufficienti, cioè, al riempimento del serbatoio per berline di medie dimensioni) frutto di un processo di sintesi di fonti energetiche rinnovabili attuato da Audi insieme a Global Bioenergies di Leuna (Sassonia-Anhalt).

È, come evidenziato da una nota Audi diramata in queste ore, un nuovo risultato nella recente strategia industriale rivolta alla produzione di carburanti sintetici che i tecnici di Ingolstadt sviluppano dal 2013: da quando cioè, venne reso disponibile al pubblico l’e-gas, carburante eco friendly in parte prodotto presso  l’impianto Power-to-Gas di Werlte (stabilimento situato nel circondario di Emsland – Bassa Sassonia) e distribuito nella rete di rifornimento ordinaria al prezzo corrente del gas naturale. Il maxi progetto di sintesi per la realizzazione di eco-carburanti Audi si concretizza anche attraverso l’e-diesel, progetto che la company partner Sunfire GmbH ha gestito, in fase-pilota, da fine 2014 ad ottobre 2016 e che impiegava energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili.

Tecnicamente, il nuovo biocarburante e-benzin (carburante sintetico a 100 ottani brevettato da Audi all’inizio del 2015) è, come l’e-gas e l’e-diesel,”Indipendente dal petrolio, compatibile con le infrastrutture esistenti e offre la prospettiva di un ciclo del carbonio chiuso”, commenta il responsabile della Divisione Sviluppo Prodotti Sostenibili di Audi, Reiner Mangold.

Nel dettaglio, la e-benzin prodotta da Audi e Global Bioenergies è, sostanzialmente, isoottano liquido. La sua produzione avviene in seguito a due fasi di trattamento delle biomasse.  Anche in questo caso, la filosofia di sviluppo, rivelavano precedenti note tecniche Audi, è interamente rivolta ad un procedimento di produzione eco friendly: acqua, idrogeno, anidride carbonica e luce solare, con l’isobutene (a sua volta ricavato da materiali rinnovabili, come il mais) e idrogeno per la trasformazione del gas in isoottano liquido, che già viene utilizzato in funzione di additivo per la produzione della benzina nelle raffinerie.

Nel primo step, Global Bioenergies produce isobutene gassoso (C4H8). Successivamente, l’impianto Fraunhofer di Leuna, specializzato in processi chimico-biotecnologici, trasforma isobutene gassoso in isoottano (C8H18) attraverso l’aggiunta di idrogeno. In virtù dell’assenza di zolfo e benzolo, la combustione di isoottano liquido “e-benzin” produce una bassa quantità di sostanze nocive.

Oltre allo sviluppo “materiale” del carburante di sintesi, i tecnici di Ingolstadt analizzano il suo rendimento nell’alimentazione di un motore termico “tradizionale”, in modo da studiarne caratteristiche di combustione ed emissioni. “L’eccellente potere antidetonante – afferma la nota firmata dai vertici Audi – permetterà all’azienda la realizzazione di motori con un ancora più elevato rapporto di compressione, per ottenere risultati di efficienza via via superiori: a medio termine, le società partner del progetto studiano l’affinamento del processo di produzione, così da renderlo indipendente dalle biomasse”. In particolare, sottolinea Audi, “Come sostanze-base saranno sufficienti anidride carbonica e idrogeno realizzato con il metodo rigenerativo”.

Riguardo agli e-fuel di Audi – oltre all’e-benzin, ci sono il metano sintetico e-gas, attualmente impiegato per l’alimentazione della lineup g-tron A3, A4 e A5; e il gasolio di sintesi e-diesel prodotto dall’impiego di acqua, anidride carbonica ed elettricità -, lo scorso novembre i tecnici di Ingolstadt avevano reso noto il via ad una seconda fase di sviluppo del diesel sintetico, attraverso la progettazione di un nuovo centro-pilota, situato a Leufenburg, nel cantone svizzero di Argovia, nel quale per la prima volta le energie rinnovabili necessarie alla produzione di e-diesel proverranno dall’acqua. Per quest’anno ne viene prevista la produzione dei primi litri, in un procedimento di engineering Power-to-Liquid, nel quale la corrente in eccesso ottenuta dall’acqua viene trasformata in carburante sintetico, sulla base di un principio chimico secondo cui la corrente ecologica, ottenuta nella centrale idroelettrica, produce dall’acqua idrogeno e ossigeno mediante elettrolisi. Un secondo step mette in reazione l’idrogeno con l’anidride carbonica (tecnologia di micro process engineering), a sua volta ottenibile dall’aria o da gas di scarico biogeni.

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