Ferrari 4RM Evo: la trazione integrale allo stato dell’arte

Le caratteristiche e il funzionamento del sofisticato sistema di trazione integrale Ferrari, un’esclusiva della GTC4 Lusso e in futuro dell’inedito SUV.

La Ferrari GTC4 Lusso è una shooting brake con motore V12 capace di rivoluzionare l’alto di gamma del cavallino rampante grazie al connubio di prestazioni da autentica supercar e versatilità per quattro passeggeri. Tra le tante caratteristiche uniche della vettura si annovera anche l’ultima versione della trazione integrale Ferrari, un sistema innovativo che per la prima volta viene abbinato alle quattro ruote sterzanti per offrire una stabilità e una dinamica senza precedenti.

Ferrari 4RM Evo: l’evoluzione continua

Il sistema di trazione integrale Ferrari 4RM – acronimo per “4 Ruote Motrici” – ha debuttato sulla FF nel 2011, rappresentando per il costruttore modenese la prima soluzione 4×4  sulle auto di serie, ma non in assoluto. Raccoglie infatti l’eredità di un prototipo dimenticato, sviluppato da Ferrari tra il 1987 e il 1988. Si tratta della 408 4RM, realizzata in due esemplari, di cui uno è attualmente esposto nella Galleria Ferrari.

Se la prima versione del sistema 4RM ha costituito una vera e propria rivoluzione, la sua evoluzione 4RM Evo segna un ulteriore passo avanti. Il sistema infatti è stato evoluto introducendo una nuova logica del controllo elettronico tra tutti i vari componenti. È stato inoltre modificato per integrarsi con il sistema di quattro ruote sterzanti 4RM-S.

Trazione integrale, ma piacere di guida da “posteriore”

Il sistema si caratterizza per una estrema complessità di funzionamento, a cui corrispondono prestazioni praticamente irraggiungibili per le altre trazioni integrali in commercio. Sviluppato interamente dalla Ferrari, rappresenta una delle più raffinate soluzioni di trazione integrale on demand, cioé in grado di valutare in tempo reale le condizioni del fondo stradale ed eventualmente di far intervenire la trazione integrale per aumentare la motricità.

Non si tratta quindi di una trazione integrale permanente, perché questo comprometterebbe la dinamica di guida sportiva che ci si aspetta da una Ferrari. Nella maggioranza delle situazioni (e fin quando possibile) la trazione rimane 100% posteriore, mentre quando le condizioni lo richiedono la coppia viene ripartita all’anteriore fino a un massimo del 20% (il restante 80% sempre alle ruote dietro). Questa soluzione garantisce un comportamento da sportiva “posteriore”, ma offre maggiore stabilità e sicurezza in caso di scarsa aderenza.

Ferrari 4RM: come funziona il sistema

Nel dettaglio, il sistema sviluppato dalla Ferrari non si affida ai tradizionali tre differenziali per ripartire la coppia motrice. Presenta invece un inedito e sofisticato schema che comprende al posteriore un unico differenziale (integrato con il cambio a doppia frizione a sette marce) e all’anteriore un dispositivo denominato PTU (Power Transfer Unit). Quest’ultimo è il vero e proprio cuore del sistema ed è di fatto una piccolo cambio automatico aggiuntivo con sole tre marce (prima, seconda e retro). Sulla GTC4 Lusso sono quindi presenti due cambi, entrambi collegati al motore (che, lo ricordiamo, è in posizione anteriore centrale, disposto longitudinalmente). Il cambio doppia frizione posteriore è connesso tramite l’albero di trasmissione, mentre il piccolo cambio anteriore è collegato all’albero motore nella parte frontale tramite un ingranaggio conico.

Il passaggio dalla configurazione 100% posteriore a quella integrale avviene attraverso l’inserimento (o lo scollegamento) della PTU anteriore. Un difficile compito che prevede di far dialogare i due cambi in tempo reale e che viene eseguito interamente dall’elettronica: la trazione alle ruote anteriori viene inserita tramite una frizione gestita elettronicamente da una centralina. Per garantire un perfetto connubio, la prima marcia della cambio anteriore lavora all’unisono con la prima e la seconda marcia di quello posteriore, mentre la seconda marcia anteriore lavora insieme alla terza e alla quarta marcia del cambio posteriore. L’integrazione è stata resa possibile perché i rapporti anteriori sono più lunghi del 6%, un’integrazione che riguarda anche le due retromarce, che hanno lo stesso rapporto (quindi la GTC4Lusso si muove con la trazione integrale anche in retromarcia). Dalla quinta marcia in poi, oppure dopo i 200 km/h di velocità, la PTU mette il cambio anteriore in folle e la vettura procede unicamente con la trazione posteriore.

Trazione integrale 4RM: i vantaggi

Nonostante la maggiore complessità, il sistema 4RM Evo presenta numerosi vantaggi. Il primo è sicuramente rappresentato dalla maggiore leggerezza rispetto ai sistemi tradizionali, infatti l’unità PTU e le due frizioni pesano in totale appena 45 chilogrammi. Inoltre, la particolare configurazione ha permesso di gestire al meglio la distribuzione delle masse della vettura (47% all’anteriore e 53% al posteriore) e l’abbassamento del baricentro, grazie all’installazione del sistema sotto il motore. Inoltre, la totale gestione elettronica “on demand” è più precisa di qualsiasi sistema di ripartizione meccanico e fino al 30% più veloce.

Al momento il sistema 4RM Evo è un’esclusiva della GTC4 Lusso, ma nel prossimo futuro sarà implementato anche sull’inedito SUV di Maranello, già confermato dai vertici della Casa e atteso nel 2020.

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