PACE: il nuovo programma di Opel per il rilancio

Michael Lohscheller, Ceo di Opel, e Carlos Tavares, numero uno PSA, hanno presentato il progetto di ripristino delle basi finanziarie e di competitività per il marchio di Russelsheim. Tutti i dettagli.

Opel prepara un riassetto finanziario, strategico e industriale: l’obiettivo è il ritorno del marchio verso una nuova concreta situazione di competitività. Per il raggiungimento di questo risultato, i vertici di Russelsheim – ricordiamo che il 2017 di Opel è stato contrassegnato dal suo ingresso nell’orbita PSA, dopo 88 ani nel Gruppo General Motors – si affidano ad un articolato maxi programma a medio-lungo termine.

Nel dettaglio, indica una nota diramata in queste ore da Russelsheim, la strategia sviluppata da Opel prende il nome di “PACE!” (temline letteralmente traducibile in “Ritmo”).

Il progetto si articolerà su due fasi: nella prima, il cui traguardo è fissato al 2020, Opel punta i propri riflettori su un positivo cash flow nonché al raggiungimento di una quota non inferiore al 2% di operating margin relativamente alla gestione della Divisione Auto. Lo step successivo (deadline al 2026) fissa la percentuale di margine operativo al 6%. In termini monetari, comunicano i “piani alti” di Opel, l’alleanza con PSA preventiva una serie di sinergie per un totale di 1,1 miliardi di euro entro il 2020 e 1,7 miliardi entro il 2026.

Dal punto di vista della produzione, viene calcolato che i progetti sviluppati dal piano “PACE!” messo a punto da Opel contribuiranno a ridurne il punto di pareggio finanziario a 800.000 veicoli (compresa Vauxhall, il marchio con il quale la lineup Opel viene assemblata e venduta oltremanica). In questo modo, assicurano a Russelsheim, si verrebbe a creare un modello di business virtuoso, in grado cioè di creare profitti a prescindere dalla situazione di congiuntura.

Tutto questo, puntualizzano i vertici del marchio del Fulmine, è destinato ad attuarsi tenendo conto dell’attuale asset industriale: vale a dire, conservando tutti gli stabilimenti ed evitare qualsiasi ipotesi di licenziamento in Europa (fino a tutto il 2018, ad esempio, i 19.000 dipendenti a libro paga Opel in Germania saranno tutelati).

Michael Lohscheller, aministratore delegato di Opel (nominato a capo di Opel lo scorso giugno in sostituzione del dimissionario Karl Thomas Neumann), spiega che il nuovo maxi-programma si prefigge, quale obiettivo principale, il ritorno di Opel verso un’immagine di azienda nuovamente competitiva sul piano strategico e hi-tech:

PACE! libererà tutto il nostro potenziale. Il piano è fondamentale per l’azienda, per proteggere i nostri dipendenti dalle crisi e trasformare Opel/Vauxhall in un’azienda sostenibile, in grado di generare profitti, elettrica e globale. Il nostro futuro sarà garantito e contribuiremo allo sviluppo di Groupe PSA con l’eccellenza dell’ingegneria tedesca. L’attuazione è già iniziata e tutti i team sono determinati a raggiungere gli obiettivi.

Riguardo all’ottimizzazione delle spese di manodopera, che giocoforza dovranno essere sforbiciate, sarà raggiunta “Attraverso misure innovative di intervento sull’orario di lavoro, piani di uscita volontari e prepensionamenti”, anticipa il comunicato Opel.

È essenziale il ritorno ad un pieno ruolo di competitor su un piano internazionale: anche l’amministratore delegato PSA, Carlos Tavares, non ha dubbi, indicando come la quota di mercato Opel e Vauxhall in Europa sia scesa, nel periodo 1999 – fine 2016, dal 9,22% al 5,72%. Di conseguenza, anche le perdite subite sono state consistenti.

Non sarà certo semplice il lavoro per i “piani alti” di Russelsheim nei prossimi nove anni; tuttavia, si fa notevole affidamento sulle risorse interne (appunto: tenendo conto dell’attuale assetto di stabilimenti e forza lavoro), in maniera responsabile; e con un “big deal” tecnologico finalizzato allo sviluppo di nuovi modelli a propulsione elettrificata e su una riorganizzazione delle piattaforme sulle quali realizzare la futura lineup di autoveicoli. Del resto, in virtù dell’acquisizione da parte di PSA, ad oggi il nuovo colosso franco-tedesco può contare su un monte-produzione (a tutto il 2016) di 4,3 milioni di autoveicoli venduti e 55 miliardi di euro complessivi quanto a fatturato.

Nel dettaglio, l’ottimizzazione programmata da Opel con “PACE!” fissa in una riduzione del costo di ogni vettura nell’ordine di 700 euro; l’efficienza dei costi di marketing migliorerà di oltre il 10%. Le efficienze generali aumenteranno riducendo la complessità per tutte le funzioni con un rapporto tra spese generali e amministrative e ricavi che scenderà dal 5,6% al 4,7% e con l’obiettivo di portare l’azienda verso i livelli di benchmark del settore per quanto riguarda il rapporto tra costo del lavoro e ricavi. Inoltre, spiega la nota Opel, “L’ottimizzazione dei costi di ricerca e sviluppo e degli investimenti in conto capitale al 7-8% dei ricavi automotive, dei processi di produzione e amministrazione entro il 2020, e la liberazione di capitale circolante per un importo di 1,2 miliardi di euro entro il 2022, contribuiranno al raggiungimento di ulteriori sinergie”.

Sul piano industriale, Opel e Vauxhall passeranno prima del previsto all’impiego delle architetture frutto dell’engineering PSA: a partire dal 2024, l’intera gamma Opel-Vauxhall sarà allestita sulla base delle piattaforme comuni sviluppate in Francia (in ogni caso, tutti  i nuovi modelli Opel e Vauxhall saranno ingegnerizzati a Rüsselsheim, che diventerà un centro di competenza globale per l’intero Groupe PSA). Nello specifico, il numero di piattaforme utilizzate da Opel-Vauxhall per i propri modelli scenderà dalle 9 attuali a 2 nel 2024. Inoltre le famiglie di motori saranno ottimizzate, passando dalle attuali 10 a 4.

I primi modelli a beneficiare del nuovo assetto tecnologico saranno Opel Combo (2018) e la prossima generazione della bestseller Opel Corsa (2019). Successivamente, ogni anno si assisterà ad un “lancio” di modelli di primo piano. In totale, entro il 2020 Opel porterà al debutto nove nuovi modelli.

E con una sostanziale riorganizzazione delle risorse tecnologiche: le sempre più stringenti normative UE in materia di attenzione alle emissioni (su tutte, la recentissima proposta di “Pacchetto Mobilità” della Commissione UE relativa ad un deciso “giro di vite” sulle emissioni entro il 2030, che ha tenuto banco nelle scorse ore) – e, di conseguenza, il necessario adeguamento dell’engineering dei motori da parte dei big player automotive – saranno affrontate dal management Opel in virtù del pieno accesso alle tecnologie di Groupe PSA. In termini pratici, anticipa Opel, entro il 2024 tutti i modelli europei saranno elettrificati e offriranno una versione puramente elettrica, con propulsione a batteria, oppure ibrida plug-in accanto a efficienti motori a combustione interna.

Già nel 2020 la gamma Opel-Vauxhall conterà su quattro modelli con rispettive varianti elettriche: fra questi, Opel Grandland X PHEV (inedita declinazione ibrida plug-in) e la prossima serie di Opel Corsa, che possiederà una propria versione 100% elettrica.

Le nuove competenze sulla futura mobilità eco friendly ed hi-tech hanno già permesso gli uffici tecnici di Russelsheim all’identificazione delle prime aree di competenza: dalle tecnologie delle celle di combustibile, ad una serie di studi sulla guida autonoma e lo sviluppo di nuovi sistemi di assistenza alla guida.

Riguardo alla presenza nei mercati internazionali e delle strategie di vendita, la crescita di Opel e Vauxhall verrà sostenuta da nuove offerte finanziarie e da nuove proposte di leasing full service. Inoltre, entro il 2022 la lineup Opel farà il proprio ingresso in più di 20 nuovi mercati; contestualmente, sarà esaminata l’ipotesi di esportazione in tutto il mondo sul medio periodo.

Un analogo programma sarà attuato anche per il promettente settore LCV (veicoli commerciali leggeri): a breve termine, il progetto Opel-Vauxhall prevede, anche in questo caso, il lancio di nuovi modelli nonché l’ingresso in nuovi mercati. L’obiettivo dichiarato è un boost nell’ordine del 25% sulle vendite LCV dal 2017 al 2020.

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