Fernando Alonso e la sua paura di smettere di correre

Tommaso Giacomelli
19 Dicembre 2022
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Fernando Alonso si appresta a correre una nuova stagione di Formula 1 in forza all’Aston Martin, ammettendo di non aver alternative e di essere in forma.

Fernando Alonso si è costruito la fama di pilota tenace, duro, insomma un vero lottatore; non a caso lo chiamano tanto “Samurai” quanto “Matador”. Alla fine di questo 2022, dopo aver chiuso un biennio in Alpine e apprestarsi a iniziare una nuova avventura in Formula 1 con l’Aston Martin, il 41enne di Oviedo ammette che smettere di correre lo spaventa, perché non saprebbe cosa fare. È tutta la vita che compete a bordo di un’automobile, dalle monoposto ai fuoristrada della Dakar, dunque a un potenziale scenario B non ci ha mai pensato.

La paura dell’alternativa

Come abbiamo detto Fernando non saprebbe che alternativa scegliere, se non dovesse più salire in auto a correre sarebbe del tutto smarrito, come confessato da lui stesso al giornale alla testata AMuS: “Sono stato un pilota per tutta la vita e sono diventato bravo solo perché non ho imparato nient’altro, la mia vita è sempre stata dedicata al motorsport, e in questo contesto ciò che mi riesce meglio è guidare. Se un giorno lascerò la Formula 1 mi cimenterò in altri campionati, farò altre gare. Provare a vincere la Dakar sarebbe comunque una sfida, perché nessuno con il mio palmares l’ha mai fatto prima. Il pensiero di restare seduto a casa mi spaventa, ho lasciato la Formula 1 alla fine del 2018 ma non ho mai pensato di fermarmi”.

Alonso più forte del 2006

Alonso non si butta giù d’animo in modo sconsiderato, e ammette di sentirsi in forma, addirittura più forte di quando aveva vinto il suo secondo titolo mondiale in F1, nell’ormai lontano 2006. Sedici anni fa, quando vestiva i panni del pilota di Renault, si considerava un driver inferiore rispetto a quello che ha corso nel 2022: “Oggi riesco a leggere meglio una gara – ha sottolineato – so quando attaccare e quando no. Nel 2006 la gestione degli pneumatici praticamente non esisteva, negli ultimi anni è una variabile cruciale, come sono diventati importanti tanti altri aspetti. Ad esempio, quando si entra in corsia box per un pit stop, è molto importante fermarsi nel centimetro giusto, anni fa non aveva importanza, sapevi che saresti rimasto fermo dieci secondi per fare benzina quindi i meccanici avevano tutto il tempo necessario per il cambio gomme. Se dovessi gareggiare contro l’Alonso del 2006, lo batterei proprio su questi dettagli”.

Ritrovare il ritmo

Ritornare in Formula 1 dopo due anni di assenza non è stato facile, la prima stagione infatti è stata più complicata per Alonso perché ha dovuto ricostruire il feeling perduto. Il campionato appena concluso, invece, è stato migliore dal suo punto di vista: “L’anno scorso ero all’80% – ha proseguito Alonso – dopo due anni lontano alla Formula 1 ho dovuto ritrovare tanti automatismi, credo che dopo una pausa di due stagioni sia necessario un campionato completo per tornare al 100%, ed oggi mi sento al massimo. Amo quello che faccio, e mi piacerebbe avere una macchina in grado di consentirmi di lottare per il titolo, ma nei team che oggi possono puntare al massimo traguardo per me non c’è posto”.

Tra Alpine e Aston Martin, il passato e presente di Alonso

La prossima primavere inizierà la nuova stagione di F1 con la tuta dell’Aston Martin, infatti Alonso andrà a sostituire il ritirato Vettel nella scuderia britannica. Una scelta ponderata e un’opportunità da cogliere al volo, magari con la prospettiva di giocarsi in un giorno non remoto il titolo iridato: “Così ho valutato la situazione delle altre squadre, e credo che l’Aston Martin sia una di quei team che possono raggiungere quell’obiettivo in due o tre anni. Non ho tempo illimitato, e finché c’è solo l’1% di possibilità di vincere nuovamente un mondiale, andrò avanti. Aston Martin ha una buona piattaforma, con persone molto brave e stanno costruendo una nuova fabbrica all’avanguardia”.

Quello fatto da Alonso in Alpine, per lui è qualcosa di positivo, che darà qualche vantaggio anche a colui che lo sostituirà su quel sedile: “In Alpine lascio molte cose buone che abbiamo sviluppato insieme, non è un segreto che l’anno scorso ho avuto problemi con il servosterzo, ma ora è perfetto, ed ogni pilota che ha guidato l’Alpine ha elogiato proprio lo sterzo. Ma questo è il vantaggio di assumere Alonso…e lo svantaggio di perderlo”, ha concluso.

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