Covid: nuovi colori delle regioni da lunedì 29 marzo, le regole da seguire

Zona arancione e zona rossa fino a venerdì 2 e poi ancora martedì 6 aprile: il weekend delle festività di Pasqua vedrà tutta Italia in fascia rossa (con deroga per recarsi in visita ad amici e parenti una volta al giorno): tutti i dettagli.

La classificazione delle regioni per fasce di colore cambia nuovamente: in base all’ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza nella serata di venerdì 26 marzo – cioè in seguito a quanto comunicato dalla “cabina di regia” in merito all’indice Rt, sceso leggermente da 1,16 a 1,08 dunque superiore a 1 -, da lunedì 29 marzo ci sono alcune novità. Nel dettaglio, sono otto le regioni che fino a venerdì 2 aprile (e poi per martedì 6) passano in zona arancione, mentre tutte le altre restano in zona rossa. Tale suddivisione verrà messa da parte nelle giornate di sabato 3, domenica 4 (Pasqua) e lunedì 5 aprile (Pasquetta), quando cioè tutta Italia sarà in zona rossa.

Le regioni in zona rossa

L’ordinanza siglata dal ministro della Salute dispone che il passaggio sotto le prescrizioni più severe di misure anti contagio riguarda anche Calabria, Toscana e Valle D’Aosta. Di seguito l’elenco delle regioni in fascia rossa.

  • Calabria;
  • Campania;
  • Emilia Romagna;
  • Friuli-Venezia Giulia;
  • Lombardia;
  • Marche;
  • Piemonte;
  • Puglia;
  • Toscana;
  • Valle D’Aosta;
  • Veneto;
  • Provincia autonoma di Trento.

Il Lazio resta in zona rossa per tutta la giornata di lunedì 29: da martedì 30 marzo le restrizioni più dure saranno momentaneamente abbandonate.

>> Qui l’autocertificazione in Pdf da scaricare

Le regioni in zona arancione

La fascia di media gravità riguarda otto regioni:

  • Abruzzo;
  • Basilicata;
  • Liguria;
  • Molise;
  • Sardegna;
  • Sicilia;
  • Umbria;
  • Provincia autonoma di Bolzano.

Come accennato qui sopra, da martedì 30 marzo alle regioni “in arancione” si aggiungerà il Lazio.

Zona arancione: norme  di comportamento

Ricordiamo in sintesi le regole da seguire nelle regioni soggette alle restrizioni di media gravità.

  • Spostamenti: sono consentiti soltanto all’interno del proprio Comune di residenza o di domicilio (ciò vale anche per le seconde case): chi abbia la necessità di muoversi verso altre province o regioni, deve avere con se l’autocertificazione. Confermato il permesso (già stabilito dal decreto emanato a dicembre 2020), per quanti risiedano nei Comuni fino a 5.000 abitanti, di potere spostarsi verso un altro piccolo Comune, entro un raggio di 30 km, ed a condizione che la località di destinazione non faccia parte di un Comune capoluogo di provincia;
  • Visite a parenti e amici: sono consentite – in analogia a quanto disposto per le regioni “fascia gialla” – ad eccezione delle destinazioni territoriali che rimangono circoscritte in ambito comunale;
  • Negozi: possono tenere aperto fino alle 21: questo riguarda anche le attività connesse al comparto auto (manutenzione e riparazione, autosaloni, concessionarie, autoricambi)
  • Bar e ristoranti: possono tenere aperto fino alle 18, fino alle 22 soltanto per la vendita di generi alimentari da asporto, e fino alle 18 per quanto riguarda la vendita di bevande nei bar e per la consegna a domicilio.

Zona rossa: quali limitazioni

Ecco un riassunto delle limitazioni previste.

  • Spostamenti: sono vietati, anche all’interno del proprio Comune, salvo comprovate motivazioni di salute, studio, lavoro, emergenza o necessità, da dimostrare con autocertificazione. Niente visite a parenti e amici;
  • Negozi: restano chiusi, tranne quelli che vendono generi di prima necessità (alimentari, farmacie, edicole, tabaccherie); le attività di manutenzione e riparazione veicoli restano aperte;
  • Bar e ristoranti: restano chiusi; vengono permesse la vendita da asporto e le consegne a domicilio;
  • Attività motoria: è consentita soltanto nelle vicinanze della propria abitazione; le attività sportive all’aperto possono essere svolte, soltanto se si è da soli.

Da segnalare, come previsto dal DL emanato il 12 marzo 2021, la possibilità che le regioni in fascia arancione stabiliscano delle mini-zone rosse locali, nel caso in cui l’incidenza dei contagi sul totale della popolazione superi i 250 casi ogni 100.000 persone, oppure se venga scoperta un’incidenza di varianti tale da portare i governatori a decidere per ulteriori restrizioni.

La zona rossa del weekend di Pasqua

Come già avvenuto in occasione dello scorso Natale, anche a Pasqua 2021 l’intero territorio nazionale sarà interessato dalle restrizioni della zona rossa. Con qualche piccola deroga: nella fattispecie, sebbene viga il divieto di uscire di casa se non per i “comprovati motivi” di salute, lavoro o necessità (da dimostrare con autocertificazione), nelle giornate di sabato 3, domenica 4 e lunedì 5 aprile sarà possibile spostarsi verso un’abitazione privata (sì, dunque, alle visite ad amici e parenti), soltanto una volta al giorno ed in due persone al massimo – più ovviamente i propri figli di età inferiore a 14 anni ed eventuali persone disabili conviventi -, oltre alla possibilità di recarsi verso le seconde case, sebbene questo permesso non riguardi tutte le regioni. I negozi, i bar ed i ristoranti resteranno chiusi durante le festività: si consente soltanto l’asporto fino alle 18 (per i bar) e fino alle 22 (per i ristoranti), mentre la consegna dei cibi a domicilio resta sempre consentita.

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