Nuovo DL, zona rossa e autocertificazione: dove, come, quando e il modulo da scaricare

L’entrata in vigore del Decreto legge, con validità da lunedì 15 marzo a martedì 6 aprile, riporta dieci regioni e la Provincia autonoma di Trento nel più elevato grado di restrizioni: ecco tutte le regole da osservare.

Per milioni di italiani torna l’obbligo dell’autocertificazione, che è necessario avere con se in tutte le regioni nelle quali vige la soglia più elevata di restrizioni. Il nuovo decreto legge 12 marzo 2021, pubblicato sabato 13 marzo in Gazzetta Ufficiale ed in vigore da lunedì 15 marzo a martedì 6 aprile, stabilisce che undici territori regionali (più una Provincia autonoma) sono in zona rossa. Si tratta, nell’ordine, di:

  • Campania;
  • Emilia Romagna;
  • Friuli-Venezia Giulia;
  • Lazio;
  • Lombardia;
  • Marche;
  • Molise;
  • Piemonte;
  • Puglia;
  • Veneto;
  • Provincia autonoma di Trento.

Tutte le altre regioni, fatta eccezione per la Sardegna che costituisce l’unica ad essere in zona bianca, fino al 6 aprile sono in zona arancione. Di fatto, il nuovo decreto legge assegna quindi le misure di fascia arancione anche alle regioni che in precedenza erano in zona gialla.

Spostamenti zona rossa

La limitazione più stringente per le regioni in fascia rossa prescrive, in effetti, l’obbligo di restare a casa. Unici spostamenti consentiti:

  • comprovate motivazioni di salute, lavoro, studio o necessità (anche verso altre province o regioni);
  • la possibilità di fare rientro presso la propria abitazione, anche nelle seconde case.

Tutti gli spostamenti per andare a trovare amici e parenti (autosufficienti) e in linea generale per recarsi in visita ad altre abitazioni private, per motivazioni che non siano quelle sopra indicate, sono vietati fino a venerdì 3 aprile e nella giornata di martedì 6 aprile.

>> Qui l’autocertificazione in Pdf da scaricare.

Come compilare l’autodichiarazione

Riprendiamo brevemente, per maggiore comodità, i campi da compilare nel modulo di autodichiarazione.

  • Nome e cognome;
  • Data e luogo di nascita;
  • Indirizzo di residenza (se è il caso, anche quello del proprio domicilio);
  • Dettagli del documento personale (carta d’identità, passaporto, patente di guida) con i relativi estremi (numero, ente o amministrazione pubblica che lo ha rilasciato, data del rilascio e data di scadenza);
  • Numero di telefono;
  • La motivazione dello spostamento;
  • Luogo preciso (indirizzo completo) dal quale lo spostamento ha avuto inizio;
  • Indirizzo completo di destinazione;
  • Dichiarazioni eventuali da aggiungere e firma.

Quali sanzioni se si dichiara il falso

È bene tenere presente che l’autocertificazione costituisce atto pubblico, dunque soggetto alle sanzioni previste dal Codice Penale in caso di dichiarazioni non veritiere (quanto scritto nel modulo può sempre essere controllato, successivamente, dagli organi accertatori). Se, cioè, una persona dichiari nell’autocertificazione di essere dovuta uscire di casa per un motivo urgente di salute, lavoro o necessità (ad esempio per acquistare un bene di prima necessità che si è improvvisamente accorto di non avere più in casa) mentre invece sta andando a trovare una terza persona, si configura un reato di “Falsa attestazione ad un pubblico ufficiale”, punibile con una pena da un anno a sei anni di reclusione, con arresto facoltativo in flagranza di reato. La sanzione amministrativa da 400 euro a 1.000 euro che viene da molti considerata lo “spauracchio” che deve dissuadere chiunque dal mettersi in strada dove non sia consentito, riguarda la violazione delle norme anti-Covid.

Come comportarsi a Pasqua

Per le imminenti festività, nelle giornate di sabato 3, domenica 4 e lunedì 5 aprile tutta Italia sarà in zona rossa: un po’ come avvenuto lo scorso Natale, per intenderci. Analogamente ad allora, il Governo ha stabilito il permesso di potere far visita ai propri amici o familiari, come sempre in un massimo di due persone più i figli di età inferiore a 14 anni ed eventuali persone, conviventi, che non siano autosufficienti. Questa deroga ha validità per una volta al giorno, e ovviamente dalle 5 alle 22. Le “FAQ” pubblicate nel portale Web del Governo indicano che occorre sempre poter dimostrare che lo spostamento riguarda uno dei casi permessi. Ciò significa che bisogna sempre motivarlo con l’autocertificazione (il modulo può in ogni caso essere fornito sul momento anche dalle forze di polizia durante il controllo).

Zona arancione: fino a dove è consentito spostarsi

Chi risiede in una delle 9 regioni e nella Provincia autonoma in zona arancione (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Liguria, Molise, Puglia, Sicilia, Umbria, Valle D’Aosta, Provincia autonoma di Bolzano) può liberamente spostarsi, da lunedì 15 marzo a venerdì 2 aprile e successivamente martedì 6 aprile dalle 5 alle 22, all’interno del proprio territorio comunale di residenza o di domicilio. Ci si può dunque recare in visita verso abitazioni altrui (fermo restando il limite delle due persone più eventuali figli e familiari non autosufficienti). Confermato il permesso, per le persone che abitano nei piccoli Comuni (fino a 5.000 abitanti) di “sconfinare” verso un altro piccolo Comune, entro un raggio di 30 km ed a condizione che il luogo di arrivo non appartenga ad un capoluogo di provincia.

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