Nuovo Dpcm: le regole da seguire dal 6 marzo

Nella serata di martedì 2 marzo, il premier Mario Draghi ha firmato il decreto che stabilisce i nuovi provvedimenti sull’emergenza sanitaria in vigore fino al 6 aprile.

Le regioni restano “a colori”, e gli spostamenti saranno di conseguenza consentiti o limitati a seconda che ci si trovi in zona gialla, arancione o rossa (o anche bianca). Fra le novità, si segnalano alcune modalità sull’apertura di determinate tipologie di attività commerciali e culturali (musei nei fine settimana e teatri), chiaramente in relazione del colore della regione. Tutto questo, in sintesi, rappresenta il contenuto del nuovo Dpcm che il presidente del Consiglio Mario Draghi ha firmato nella serata di martedì 2 marzo: nel nuovo documento vengono stabilite le condizioni in vigore da sabato 6 marzo e fino a martedì 6 aprile (Pasqua sarà quindi compresa). Ecco tutti i dettagli.

Spostamenti: come comportarsi

Di fatto, tutto è come prima (ci si riferisce, nello specifico, al precedente decreto). Ovvero: fino a sabato 27 marzo, c’è il divieto a potere spostarsi al di fuori della propria regione di residenza o di domicilio: e questo, a prescindere dalla “zona”. Fanno eccezione, come sempre, gli spostamenti motivati da esigenze di salute, lavoro, emergenza o necessità per i quali occorre avere l’autocertificazione con se. Analogamente, rimane il “coprifuoco” dalle 22 alle 5 del giorno successivo, così come la possibilità di fare rientro nella propria abitazione.

Zona bianca: cosa significa

La fascia di rischio minore – che, all’inizio di marzo, riguarda solamente la Sardegna -, vengono a decadere le restrizioni più rilevanti decise nelle situazioni di maggiore gravità. In buona sostanza: nelle regioni in “fascia bianca” (che tutti si augurano siano via via sempre di più, e il prima possibile) non sussistono più limitazioni agli spostamenti, e i ristoranti hanno la possibilità di tenere aperto anche di sera, fatta eccezione per eventuali ordinanze regionali. Non c’è tuttavia la “piena libertà” e la totale apertura di qualsiasi evento o manifestazione pubblica: nelle regioni in zona bianca, in effetti, vengono mantenute le misure generali anti-contagio (come, ad esempio, l’obbligo di indossare la mascherina, e la prescrizione di mantenere le distanze fra le persone) ed i protocolli di settore; analogamente, le iniziative pubbliche che possono creare assembramenti (fiere, congressi, discoteche, stadi ed eventi sportivi con presenza di pubblico) restano sospese. Viene istituito un tavolo permanente presso il Ministero della Salute, con i rappresentanti delle regioni interessate, a cura del Comitato Tecnico-scientifico e dell’Istituto Superiore di Sanità, con l’obiettivo di “Monitorare gli effetti dell’allentamento delle misure e verificare la necessità di adottare eventuali nuovi provvedimenti”.

Zona gialla: quali novità

Come si accennava in apertura, restano confermati il divieto di uscire di casa dalle 22 alle 5 (coprifuoco notturno) e di spostarsi oltre la propria regione, fatti salvi i casi di salute, lavoro e necessità da motivare con autocertificazione, ed il permesso di potere recarsi in visita presso un’altra abitazione, per una sola volta al giorno, in due persone al massimo oltre a quelle già conviventi più eventuali figli minori di 14 anni e persone disabili non autosufficienti e conviventi. Le regole già stabilite per manifestazioni e attività sportive, fiere, eventi, manifestazioni religiose sono invariate. Palestre e piscine restano dunque chiuse, allo stesso modo degli impianti sciistici, mentre le competizioni sportive sono autorizzate soltanto se di livello agonistico e di riconosciuto interesse nazionale. Novità per i musei: se fino al 27 marzo possono tenere aperto durante i giorni feriali, a partire da quella data e fino al 6 aprile saranno visitabili anche al sabato e nelle giornate festive, previa prenotazione online o telefonica almeno il giorno precedente. Capitolo scuole: viene accordato il 100% di presenza negli istituti primari, alle elementari ed alle medie; per le scuole superiori si conferma lo svolgimento didattico di tipo “misto” fino al 75%. I concorsi pubblici restano sospesi, tranne nei casi in cui si riesca a mantenere un numero di candidati inferiore a trenta per ogni aula, e qualora la selezione non avvenga in maniera telematica, ovvero con valutazioni sulla base del curriculum personale. Bar e ristoranti, infine, hanno la possibilità di effettuare servizio ai tavoli fino alle 18; dopodiché possono continuare ad esercitare ma soltanto nelle modalità di asporto e di consegna a domicilio. Cinema e teatri restano chiusi fino al 27 marzo; dopodiché si valuterà la possibilità di riaprirli, con protocolli rigidi (posti a sedere predeterminati secondo le disposizioni di distanza interpersonale, capienza massima non superiore al 25% di quella “a normale regime”, ed in ogni caso fino a 400 spettatori all’aperto e 200 al chiuso).

Zona arancione

Permane la possibilità di spostarsi liberamente all’interno del proprio territorio comunale di residenza o di domicilio (come sempre dalle 5 alle 22), laddove gli spostamenti più ampi devono essere accompagnati da autocertificazione. Confermata anche la possibilità di muoversi, per chi risieda in un Comune con meno di 5.000 abitanti, verso altri piccoli Comuni ed entro un raggio di 30 km. Ci si può recare in visita ad amici e parenti soltanto una volta al giorno (stesse modalità in vigore in “zona gialla”). I negozi possono tenere aperto, bar e ristoranti sono chiusi (si consentono soltanto asporto e consegne a domicilio). I musei restano chiusi. Relativamente alle scuole, in zona arancione (così come in zona gialla) i presidenti delle Regioni potranno disporre la sospensione delle attività nelle aree che abbiano già adottato misure più stringenti in ordine alla gravità delle varianti, nelle zone con più di 250 contagi ogni 100.000 abitanti nell’arco di sette giorni, e “Nel caso di una eccezionale situazione di peggioramento del quadro epidemiologico”.

Zona rossa

Tutto confermato per quanto riguarda gli spostamenti, che restano vietati tanto in entrata ed in uscita dalle aree in “fascia rossa”, quanto all’interno di esse (serve l’autocertificazione da portare sempre con se, in poche parole), mentre il ritorno presso la propria abitazione è sempre consentito.  I negozi restano chiusi, tranne edicole, tabaccherie, farmacie, parafarmacie, rivendite di generi alimentari e mercati, nonché – e ciò riguarda il nostro ambito di interesse – le attività connesse al comparto automotive (officine, elettrauto, carrozzieri, gommisti, autoricambi, concessionarie). Per i bar, decade (tanto in zona rossa quanto in zona arancione ed in zona gialla) il divieto di asporto dopo le ore 18. Infine, una novità per parrucchieri, barbieri e centri estetici, che restano chiusi (allo stesso modo di quanto avvenne lo scorso anno in occasione del primo lockdown).

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