Covid, nuovo decreto: stop agli spostamenti fra regioni fino al 27 marzo

Fra le decisioni prese dal primo provvedimento anti-Covid dell’esecutivo guidato da Mario Draghi che persegue il rigore della precedente amministrazione, niente visite ad amici e parenti nelle regioni zona rossa.

Per un altro mese, niente spostamenti fra le regioni. Ed entra in vigore il divieto di potere recarsi in visita ad amici e parenti nelle regioni in fascia rossa. Ecco, sintesi, quanto dispone il nuovo decreto che nella tarda mattinata di lunedì 22 febbraio ha ottenuto “disco verde” dal Consiglio dei Ministri. In concreto, le precedenti misure di limitazione, che scadevano il 25 febbraio in seguito al “decreto-ponte” firmato lo scorso 12 febbraio, sono state prorogate al 27 marzo 2021 dal nuovo esecutivo guidato da Mario Draghi.

Resta la “linea dura”

La strategia seguita dalla nuova amministrazione Draghi per fronteggiare l’emergenza sanitaria (ed in particolare i rischi connessi alle varianti Covid), prosegue il rigore adottato dai predecessori, e sostanzialmente stabilisce l’impossibilità di un pieno spostamento delle persone quasi fino a Pasqua 2021, che cadrà il prossimo 4 aprile. Fino alla settimana precedente, in effetti, resterà in vigore il divieto di oltrepassare i confini della propria regione di residenza o di domicilio, ovviamente a prescindere dal colore. E, naturalmente, con l’unica eccezione dettata dai comprovati motivi di salute, lavoro, necessità o emergenza da indicare nell’autocertificazione.

Niente visite nelle regioni “in rosso”

Come si accennava in apertura, il CdM dispone anche uno stop agli spostamenti, verso abitazioni private, nelle regioni in zona rossa come avvenuto finora, mentre le regioni in zona gialla ed in zona arancione confermano la possibilità di potere recarsi in visita ad amici e parenti in non più di due persone e con figli fino a 14 anni e familiari disabili conviventi, non più di una volta al giorno e sempre fra le 5 e le 22.

Nuovi colori delle regioni

In base ai dati di monitoraggio resi noti venerdì 19 febbraio dalla “cabina di regia”, formata dall’Istituto Superiore di Sanità e dal Comitato Tecnico-Scientifico (indice Rt in crescita, salito a 0,99), da domenica 21 febbraio 2021 è stata aggiornata la situazione in alcune regioni italiane. Nella fattispecie, Campania, Emilia Romagna e Molise sono passate in zona arancione; sono state confermate le “mini-zone rosse” che riguardano le province di Perugia e Terni, Chieti e Pescara e la Provincia autonoma di Bolzano.

Zona gialla

Riguarda Basilicata, Calabria, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Valle D’Aosta e Veneto.

Zona arancione

Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Liguria, Molise, Toscana, Umbria, Provincia autonoma di Trento.

Zona rossa

Ne fanno parte tutta la provincia di Perugia, laProvincia autonoma di Bolzano, Chieti e Pescara ed il territorio comunale di San Venanzio (Terni).

Riepiloghiamo brevemente le regole da seguire.

Zona gialla: come comportarsi

  • Spostamenti: fermo restando il fatto che è sempre consentito rientrare nella propria abitazione di residenza o di domicilio, vige il “coprifuoco” dalle 22 alle 5 del giorno successivo, ad eccezione degli spostamenti dettati dalle ben note esigenze di lavoro, salute, emergenza o necessità (per cui è obbligatorio avere con se l’autocertificazione, da esibire agli agenti di polizia in caso di controllo). Rimane la raccomandazione generale di evitare gli spostamenti non strettamente necessari;
  • Trasporti pubblici: bus, metropolitane, treni locali viaggiano con il 50% di capienza;
  • Cinema, teatri, mostre: restano chiusi;
  • Musei: possono tenere aperto soltanto nei giorni feriali;
  • Parchi pubblici: ingresso consentito;
  • Centri commerciali: chiudono nelle giornate festive e prefestive, ad eccezione delle attività di rivendita di generi alimentari;
  • Bar e ristoranti: restano aperti fino alle 18, con obbligo di non far sedere più di quattro persone per ogni tavolo.

Zona arancione: cosa si può fare

  • Spostamenti: sono consentiti soltanto all’interno del proprio Comune di residenza o di domicilio (ciò vale anche per le seconde case): chi abbia la necessità di muoversi verso altre province o regioni, deve avere con se l’autocertificazione. Confermato il permesso (già stabilito dal decreto emanato a dicembre 2020), per quanti risiedano nei Comuni fino a 5.000 abitanti, di potere spostarsi verso un altro piccolo Comune, entro un raggio di 30 km, ed a condizione che la località di destinazione non faccia parte di un Comune capoluogo di provincia;
  • Visite a parenti e amici: sono consentite – in analogia a quanto disposto per le regioni “facia gialla” – ad eccezione delle destinazioni territoriali che rimangono circoscritte in ambito comunale;
  • Negozi: possono tenere aperto fino alle 21: questo riguarda anche le attività connesse al comparto auto (manutenzione e riparazione, autosaloni, concessionarie, autoricambi)
  • Bar e ristoranti: possono tenere aperto fino alle 18, soltanto per la vendita di generi alimentari da asporto, e fino alle 18 per quanto riguarda la vendita di bevande nei bar e per la consegna a domicilio.

Zona rossa: quali limitazioni

  • Spostamenti: sono vietati, anche all’interno del proprio Comune, salvo comprovate motivazioni di salute, studio, lavoro, emergenza o necessità, da dimostrare con autocertificazione. Niente visite a parenti e amici;
  • Negozi: restano chiusi, tranne quelli che vendono generi di prima necessità (alimentari, farmacie, edicole, tabaccherie); le attività di manutenzione e riparazione veicoli restano in attività;
  • Bar e ristoranti: restano chiusi; vengono permesse la vendita da asporto e le consegne a domicilio;
  • Attività motoria: è consentita soltanto nelle vicinanze della propria abitazione; le attività sportive all’aperto possono essere svolte, soltanto se si è da soli.
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