Aquaplaning: il sistema EasyRain aiuta ad evitarne le conseguenze

La start-up torinese prosegue lo sviluppo del sistema che aumenta la stabilità del veicolo nella guida su bagnato, e che interessa Bosch e Italdesign.

Improvviso, e per questo pericoloso. Fra tutti i fenomeni di perdita di aderenza a danno del veicolo, l’aquaplaning è da sempre uno dei più insidiosi. Il “galleggiamento” delle ruote sul velo di acqua che può verificarsi durante la marcia su strada bagnata non “avverte” mai il conducente, ma arriva da un istante all’altro. Risultato: l’autoveicolo diventa ingovernabile; e, se non si sono adottati accorgimenti di prudenza, l’incidente è dietro l’angolo.

Da lungo tempo le Case costruttrici investono risorse e “cervelli” nello studio di sistemi di ausilio attivo alla guida adeguati all’evoluzione tecnologica delle dinamiche veicolo: i moduli ADAS, che offrono un apprezzabile aiuto ai conducenti.

Aquaplaning: uno dei principali pericoli

L’aquaplaning rimane tuttavia un’incognita. È vero che, in parallelo allo sviluppo dei dispositivi di sicurezza attiva, i “big player” del comparto tyre mettono in campo tecnologie di pneumatici sempre più adatti ad aiutare i guidatori a ridurre il rischio di incappare in un aquaplaning. Nessun sistema, finora, ha mai completamente debellato questo pericolo: si fa sempre affidamento alla prudenza personale, ed alle proprie abilità di guida (due “voci” che, è opportuno precisare, devono essere sempre ben presenti nel corredo del “buon” automobilista, che è molto differente dal “bravo” automobilista).

Lo spiacevole sollevarsi del veicolo sopra un velo d’acqua, e le conseguenti perdita di aderenza e ingovernabilità del mezzo, costituiscono uno dei rischi principali nella guida di tutti i giorni (cifre alla mano, un rapporto dell’Osservatorio sulla Sicurezza nella Mobilità della Commissione Europea (European Road Safety Observatory) ha rilevato come, in Europa, sulle 25.000 vittime per incidenti stradali registrate nel 2018, più di 2.400 hanno subito le tragiche conseguenze di incidenti stradali causati dalla pioggia).

L’acqua si combatte con l’acqua

Un progetto rivolto a ridurre ulteriormente le ripercussioni dell’aquaplaning viene portato avanti in Italia. Per la precisione a Rivoli, località nella cintura torinese dove ha sede EasyRain. La giovane start-up fondata da Giovanni Blandina con il preciso obiettivo di trovare sempre nuove soluzioni in materia di sicurezza stradale, ha fra i propri progetti il perfezionamento di un dispositivo atto a limitare ancora di più l’aquaplaning. Perché ciò avvenga, il sistema (battezzato “Aquaplaning Intelligent Solution”, o AIS) opera con un’azione di contrasto, analogamente a quanto avviene nella lotta agli incendi. Se il fuoco si combatte con il fuoco, cioè, l’acqua si fronteggia con l’acqua.

Ecco il suo funzionamento

Come? Ciò avviene con l’impiego di due ugelli, collocati davanti alle ruote anteriori: il loro compito consiste nello spruzzare un liquido ad alta pressione, in modo da infrangere il velo di acqua che potenzialmente costituisce la causa primaria di innesco dell’aquaplaning. Il sistema AIS è, secondo i tecnici EasyRain, in grado di permettere al veicolo una velocità superiore fino al 35% in rettilineo, e fino al 30% senza che si debba provvedere a correggere la traiettoria, rispetto all’andatura-limite oltre la quale l’aquaplaning andrebbe normalmente a manifestarsi.

Pesa poco, rende molto

Il sistema AIS utilizza il liquido del lavavetro, quindi non necessita di alcun serbatoio supplementare, si attiva mediante un algoritmo (non rende “obbligatorio” il montaggio di centraline aggiuntive) e pesa non più di 5 kg. Si affida dunque alla semplicità, e fa essenziale affidamento allo stesso algoritmo, che elabora le informazioni inviate dai dispositivi di assistenza ed ausilio attivo alla guida, dai sensori inseriti negli pneumatici e da quelli installati nelle aree urbane e metropolitane. Con il sistema di connettività 5G (presente finora in alcune zone delle principali città italiane), il veicolo scambierà dati e informazioni con auto connesse e con le infrastrutture. Ne deriveranno messaggi di avviso, con informazioni riguardanti improvvisi temporali o condizioni di bassa aderenza del fondo stradale, che analizzati dal sistema AIS determineranno le modalità di azionamento automatico del dispositivo.

Interessa ad alcuni big player

Il sistema Aquaplaning Intelligent Solution è già in fase di sviluppo: per EasyRain i mesi a venire potrebbero risultare cruciali in ordine alla sua messa in produzione. Di recente, la start-up torinese ha avviato una serie di collaborazioni tecniche con Italdesign e Bosch: insieme allo studio di progettazione fondato da Giorgetto Giugiaro nel 1968 e dal 2015 interamente nell’orbita del Gruppo Volkswagen, ed al “colosso” della componentistica, le prove tecniche del sistema AIS proseguiranno anche nella prima parte del 2021. Terminata la nuova fase di test, il sistema potrebbe andare in produzione.

Come ridurre le conseguenze dell’aquaplaning

A prescindere dalle reali peculiarità di questo innovativo sistema (si tratta, come accennato, di un progetto in fase di sviluppo: più avanti torneremo ad occuparcene) restano più che mai valide le raccomandazioni di massima prudenza da tenere sempre presenti quando si viaggia in condizioni di asfalto bagnato. Tanto più che, con le forti – e spesso improvvise – piogge che si fanno sempre più frequenti lungo tutto l’arco dell’anno (ed a maggior ragione nei mesi autunnali), il rischio di incappare in un fenomeno di aquaplaning è potenzialmente in agguato.

Per evitare questo inconveniente, fra i più spiacevoli che si possano incontrare mentre si è alla guida di un autoveicolo, gli esperti raccomandano sempre la massima prudenza, e l’adozione di alcuni comportamenti “universali” che, se proprio non eliminino del tutto la possibilità che la vettura si trovi a galleggiare sul velo di acqua, per lo meno ne riducono l’eventualità.

Pneumatici: pressione e battistrada sempre ok

Prima di affrontare qualsiasi viaggio, è essenziale essere sicuri che le gomme siano nelle condizioni migliori per offrire adeguata sicurezza a conducenti, passeggeri e, soprattutto, a tutti gli altri utenti della strada. La pressione, innanzitutto, dev’essere quella corretta (fa fede quanto riportato nel libretto di uso e manutenzione del veicolo), anche in base al carico. Gli pneumatici non devono mai essere troppo sgonfi, in quanto le eccessive deformazioni che possono verificarsi durante la marcia del veicolo rischiano di compromettere la tenuta di strada sul bagnato. Analogamente, la profondità delle scolpiture del battistrada dev’essere sempre superiore ad almeno 4 mm (metodo empirico tuttavia efficace per controllare lo spessore del battistrada: inserire una moneta da 2 euro nelle scanalature; se la corona esterna vi affonda completamente, la gomma è ancora in condizioni adeguate a fornire sicurezza di marcia; altrimenti, lo spessore del battistrada inizia ad essere insufficiente). Ciò in quanto le canaline centrali ed il disegno del battistrada sono fatti apposta per favorire il deflusso dell’acqua e ridurre il rischio di perdita di aderenza sul bagnato o aquaplaning.

Attenzione alla velocità

Guidare sul bagnato (e, in senso più ampio, in condizioni di bassa aderenza del manto stradale) equivale a dover mettere in atto un tipo di guida preventiva e difensiva. Ovvero: bisogna adottare una condotta che sappia “prevedere”, ancor più che nella marcia su strada asciutta, eventuali improvvise perdite di “grip” del veicolo ed il comportamento degli altri automobilisti. È fondamentale, in questo senso, mantenere un’andatura prudente. Per dire: più si “corre”, più il rischio che – in caso di emergenza – il veicolo diventi ingovernabile, aumenta. Non a caso, il Codice della Strada prescrive che in caso di pioggia o condizioni atmosferiche avverse il limite di velocità scende a 110 km/h in autostrada e 90 km/h sulle strade extraurbane principali. Se poi si ritenga di diminuire ancor di più la propria andatura, tanto meglio.

Non avere fretta

Meglio perdere mezz’ora che rischiare un incidente: un assunto antico quanto il mondo che va tenuto nella massima considerazione anche nell’attuale sviluppo tecnologico del sistema-autoveicolo. Prima di mettersi in viaggio, è sempre bene calcolare abbastanza tempo in più, qualora durante il tragitto ci si trovi a dover guidare sotto la pioggia (o, in ogni caso, in condizioni meteo avverse).

Mantenersi adeguatamente distanti dagli altri veicoli

Altrettanto importante è osservare un’adeguata distanza di sicurezza dai veicoli che precedono: se noi siamo “sicuri” della nostra prudenza, altrettanto non possiamo dire di tutti gli altri. Occorre, in poche parole, saper prevedere che la pioggia (così come le strade a ridotta aderenza) raddoppia gli spazi di frenata.

No al piede pesante

In caso di pioggia, bisogna procedere ad andatura quanto più costante possibile, e ricordarsi di evitare brusche accelerazioni, frenate e sterzate improvvise. La presa delle mani sul volante sia “ferma” e nello stesso tempo “morbida”: ciò per avere la necessaria sensibilità al tatto. Anche se questo potrebbe ad una prima occhiata andare contro il naturale istinto, è essenziale “dimenticarsi” del pedale del freno nel malaugurato caso in cui la vettura perda di aderenza a causa del fondo stradale bagnato. In pratica: sebbene tutte le auto di nuova generazione siano provviste di Abs, molte dispongano del controllo elettronico di stabilità e del controllo trazione, l’”antibloccaggio umano” è fondamentale. In estrema sintesi: bisogna far sì di possedere… un Abs nel piede.

Meglio non fidarsi delle condizioni della strada

Le pozzanghere vanno evitate come la peste: davanti al veicolo, le situazioni della strada possono mutare improvvisamente. Ed ecco che una piccola superficie bagnata, all’apparenza innocua, può in realtà essere profonda quel tanto da innescare un fenomeno di aquaplaning. Se si affronta un tratto di strada allagato ad una velocità eccessiva rispetto alla normale prudenza da adottare, è garantito che il veicolo rischierà di diventare ingovernabile.

 

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