Formula 1: la Red Bull potrebbe aprire un proprio reparto motori

Acquisirebbe la struttura Honda e tutte le conoscenze del progetto attuale per ampliarlo con motoristi propri.

Per la Formula 1 l’addio annunciato di Honda è stata un’autentica doccia fredda, nessuno poteva auspicarsi questo dietro front del Brand nipponico, proprio ora che comunque erano arrivate delle vittorie con Red Bull ed Alpha Tauri. Ma ormai la decisione è stata presa, e così le lattine volanti si ritrovano in una posizione a dir poco complicata, perché se non subentra un altro motorista dovrebbero tornare ad usufruire delle power unit Renault, uno strano destino alla luce delle diatribe degli anni passati con il costruttore francese. Per cui è ecco una possibile via d’uscita: mettersi in proprio anche per produrre le power unit.

Un’area dedicata alle power unit con il supporto di Honda

Chiaramente, realizzare una power unit da zero sarebbe un’idea quanto meno ardita, per cui ecco che al team di Milton Keynes verrebbe in supporto Honda, che ha assicurato la massima collaborazione qualora la Red Bull volesse creare un reparto dedicato ai motori investendo nel settore con personale proprio e rilevando il comparto motoristico della Casa del Sol Levante. La disponibilità del Brand giapponese sarebbe fondamentale, e forse l’operazione non è così improbabile come si potrebbe pensare perché nei prossimi anni le componenti delle power unit verranno ridotte al minimo, con una sorta di congelamento delle stesse.

Il budget cup non sarebbe un problema

Un altro aspetto da non sottovalutare, soprattutto in questo momento di ristrettezza e con il vincolo del budget cup, è quello dei costi, ma anche su questo fronte alla Red Bull potrebbero essere più ottimisti di quanto si possa pensare, perché semplicemente potrebbero reinvestire su un proprio reparto di motori quello che attualmente viene speso per avere le power unit Honda sulle monoposto Red Bull ed Alpha Tauri, vale a dire 30 milioni di euro l’anno. Senza dubbio un bel gruzzolo su cui contare e con cui realizzare qualcosa di unico, piuttosto che dover accettare delle unità frutto del lavoro di un’azienda con cui ci sono stati diversi attriti che hanno portato ad un punto di rottura.

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