Formula 1: la Honda lascia e impoverisce il circus

Il motorista giapponese saluta tutti con un comunicato in cui svela di voler investire le sue risorse per diventare carbon free entro il 2050.

Non c’è pace per la Formula 1, dopo il covid 19 che ha costretto Liberty Media ad organizzare un campionato ipercompresso, fatta eccezione per il Mugello e per qualche gran premio reso più interessante dalle safety car, il dominio Mercedes è imbarazzante, fin troppo, al punto che tutti aspettano il nuovo regolamento con le vetture ad effetto suolo per cambiare l’esito di gare e campionato. Tutti tranne Honda, che, a sorpresa, come un fulmine a ciel sereno, ha lasciato tifosi e addetti ai lavori con l’amaro in bocca per via di un comunicato nel quale ha annunciato l’addio alla massima formula al termine della prossima stagione, quella del 2021!

Il comunicato che impoverisce la Formula 1

“Honda annuncia la decisione di concludere la sua partecipazione al campionato mondiale di Formula 1 come fornitore di propulsori alla fine della stagione 2021. L’avventura in F1 è ripresa nel 2015 con l’obiettivo di vincere utilizzando le proprie tecnologie sui propulsori ibridi. Inizialmente, Honda ha incontrato una serie di difficoltà; tuttavia, dimostrando la forza collettiva di “All Honda”, compreso l’utilizzo delle sue tecnologie per i motori aeronautici, si è riuscito a raggiungere un alto livello di competitività. Inoltre, grazie alla crescita raggiunta insieme a Red Bull Racing e alla Scuderia AlphaTauri, Honda è stata in grado di centrare la vittoria, tre volte nel 2019 e due finora nel 2020″.

Parole semplici e pure inquietanti, perché adesso la Formula 1 rimane con un motorista in meno, con la Mercedes che è pronta a fare un passo indietro rimanendo solamente come fornitore di power unit, e Ferrari e Renault pronte a darsi battaglia per un’egemonia su un campionato sempre più povero di competitor, e dove, purtroppo, il caso Racing Point potrebbe dar luogo ad un pericoloso precedente: quello delle monoposto fatte “in serie”. Evidentemente, questi prototipi costosi sono diventati meno interessanti per aziende e pubblico, soprattutto ora che nell’era ibrida il dominio incontrastato di Mercedes ha palesemente portato il seguito verso queste corse ai minimi storici. Ovviamente, non si può certo fare una colpa alla Casa della Stella di aver interpretato al meglio il regolamento, ma è chiaro che l’abbandono di Honda potrebbe innescare una diaspora disastrosa. Così, per il 2021 il motorista giapponese darà il massimo e poi bye bye, niente futuro in Formula 1, e questo è un colpo basso anche per la Red Bull che ha un nome e una reputazione da difendere e, per le attuali regole, a meno che non arrivi un altro motorista, sarà costretta a riprendere la fornitura della Renault che ha il minor numero di clienti rispetto agli altri costruttori di power unit. Non proprio un piano idilliaco, che potrebbe indurre il team di Milton Keynes ad abbandonare a sua volta, anche se al momento ha in progetto di rimanere nella massima formula almeno fino al 2025.

Lascia per diventare carbon free entro il 2050

Ma qual è il motivo che ha spinto la Honda a lasciare il circus iridato? “Mentre l’industria automobilistica sta attraversando un periodo di grande trasformazione, Honda ha deciso di lottare per l’abbattimento totale dei prodotti legati al carbonio entro il 2050. Questo obiettivo sarà perseguito come parte delle iniziative ambientali di Honda, che è una delle massime priorità come produttore impegnato nel campo della mobilità. A tal fine, Honda deve convogliare le proprie risorse aziendali di ricerca e sviluppo nelle aree delle future tecnologie per i propulsori e l’energia, comprese le tecnologie dei veicoli a celle a combustibile (FCV) e delle batterie EV (BEV), che saranno il nostro primo impegno. Come parte di questa mossa, nell’aprile di quest’anno, Honda ha creato un nuovo centro chiamato Innovative Research Excellence, Power Unit & Energy e allocherà la sua gestione energetica e le tecnologie del carburante, così come la conoscenza accumulata attraverso le attività di F1, in questa nuova area, decidendo di concludere la sua partecipazione nella massima serie a ruote scoperte. Le attività degli sport motoristici sono nel DNA di Honda, e quindi Honda continuerà ad essere appassionata nell’affrontare le sfide e sforzarsi di diventare il numero 1 in tutte le categorie di corse a cui si sceglie di partecipare. Continueremo a lavorare in Formula 1 insieme a Red Bull e AlphaTauri per continuare a competere con il massimo impegno e a lottare per più vittorie fino alla fine della stagione 2021. Con uno ‘spirito di sfida’ coltivato attraverso le attività di sport motoristici, Honda affronterà la nuova sfida della futura realizzazione dell’azzeramento delle emissioni di CO2”.

Dunque, una motivazione nobile, ma dopo quello che la Honda è riuscita a fare insieme a McLaren e Williams in uno dei periodi d’oro della Formula 1, è triste vederla andare via senza nemmeno sfiorare un mondiale. Così, rivengono in mente i proclami di vittoria del 2015 con uno spot in stile “Ritorno al Futuro” dove Alonso e Button erano protagonisti. Il resto è storia recente, l’asturiano che ha definito la power unit GP2 engine, i tempi difficili in McLaren, e poi la rinascita con Red Bull e Alpha Tauri, culminata con l’emozionante vittoria di Gasly nel gran premio d’Italia 2020 ed il terzo posto nel mondiale costruttori. Sono lontani i 6 titoli costruttori ed i 5 piloti, e a questo punto difficilmente rivedremo la Honda al vertice della Formula 1. Un peccato, perché sembrava aver imboccato la strada giusta, anche se all’inizio ha impiegato molto ad ingranare. Con un team come la Red Bull e un pilota del calibro di Verstappen si poteva guardare avanti con speranza ed ottimismo, ma evidentemente anche questo clima d’incertezza generale ha influito su un abbandono che gli appassionati guardano con la delusione negli occhi.

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