Alpine: nel 2021 tornerà in F1

Renault F1 Team cambia nome e punta sull’immagine dichiaratamente sportiva di Dieppe quale faro del Gruppo nelle competizioni. Ecco i primi dettagli.

Sport prototipi, Endurance, Gt, rally (ovviamente); e ancora: Formula 2 e Formula 3. Nella bacheca dei trofei di Alpine, piena stivata di esperienza, storia e titoli nel motorsport, resta da sempre uno spazio vuoto (un “buco” che verso la fine degli anni 60 si progettò, come vedremo, di colmare, tuttavia senza successo): quello relativo alla Formula 1. L’”Usine” di Dieppe, creata nel 1955 da Jean Rédélé con l’obiettivo – pienamente riuscito – di fondare una nuova realtà da dedicare espressamente alle competizioni e ufficialmente tornata in auge nel 2015 con il programma di sviluppo della nuova generazione di Alpine A110 (un rilancio che dal canto suo venne portato a termine dopo alcune stagioni di presenza nel Mondiale Endurance), non è mai arrivata a posare le proprie ruote sulla griglia di partenza di un Gran Premio della massima Formula.

Coronamento di una lunga storia sportiva

Di fatto non si tratterebbe che di… un “dettaglio”, considerato il nutritissimo palmarès frutto di mezzo secolo di impegni sportivi, tanto in forma ufficiale quanto da parte delle centinaia di “privati” e scuderie che nel tempo, ed in gran parte del mondo, si sono cimentati in gara con le vetture “Bleu France” di Dieppe. Ma un dettaglio che presto verrà completato. Anzi, nell’immediato futuro: a partire dalla prossima stagione F1, il team Renault F1 assumerà ufficialmente la denominazione “Alpine F1 Team”.

Il ruolo di Dieppe quale punto di riferimento nel motorsport

La conferma, giunta dai “piani alti” di Billancourt attraverso un comunicato che fornisce i primi dettagli dell’operazione, è “figlia” dell’articolato programma di riposizionamento dei marchi che fanno capo a Renault Groupe, ovvero Renault, Dacia, New Mobility e, appunto, Alpine. L’azienda di Dieppe – che di fatto, pur avendo messo in cantina per quasi vent’anni il simbolo della “A” in campo bianco azzurro, è sempre stata attiva avendo costituito una delle basi operative Renault Sport – costituirà, nel nuovo layout del Gruppo, il punto di riferimento per il settore delle competizioni. E con l’arrivo (anzi, il ritorno, comunicato all’inizio dello scorso luglio) di Fernando Alonso, “uomo Renault” in F1 dal 2003 al 2006 (con due titoli mondiali: 2005 e 2006) e nel 2008 e 2009, il quadro strategico del team anglo-francese inizia a delinearsi.

Ulteriore “voce” ufficiale, che rafforza la recente firma del Patto della Concordia attraverso cui il team ha dichiarato di proseguire il proprio cammino in Formula 1 almeno fino al 2025, consiste in un’ulteriore step, che non mancherà di suscitare grande attesa fra gli appassionati: la centralizzazione, cioè, del “brand” Alpine nel motorsport, attraverso la massima espressione dell’automobilismo agonistico.

Alpine e Aston Martin: un (doppio) grande debutto!

Un esordio – che avverrà in parallelo al debutto di Aston Martin che dal 2021 prenderà il posto di Racing Point, dunque chiamato ad aggiungere ulteriore interesse al prossimo Campionato – che, inoltre, comporterà un cambio di casacca epocale: dal classico Jaune Renault si passerà al tradizionalissimo “Bleu France”, colore nazionale francese nelle competizioni e tinta Alpine per eccellenza.

Renault provvederà a fornire motori e power unit

La componente meccatronica, del resto, c’è, è ben presente: le unità motrici continueranno ad essere fornite da Renault, forte di un bagaglio di esperienza di primo piano nello sviluppo delle tecnologie di propulsione ibrida “new gen”, nella fattispecie le power unit Renault E-Tech, che rimarranno invariate nel nome.

“Dove eravamo rimasti”? Il progetto della Alpine F1 del 1968

Per il marchio di Dieppe, l’ufficializzazione della presenza in F1 a rappresentare i colori francesi potrà colmare un significativo “gap”, oltre che chiudere un cerchio rimasto aperto a fine anni 60. Nel 1968, per la precisione, Alpine – da diversi anni attiva nelle serie a ruote coperte e fra le monoposto delle categorie cadette – aveva progettato di fare il proprio ingresso nella massima Formula, grazie all’appoggio del “gigante” petrolifero nazionale Elf. La monoposto Alpine A350, disegnata da Richard Bluleau in collaborazione con Michelin (per le sospensioni) era stata sviluppata a inizio stagione da Mauro Bianchi (fratello di Luciano e nonno del compianto Jules Bianchi), pilota ufficiale e collaudatore Alpine. Un piano ambizioso, rimasto allo stadio di “bella incompiuta” per l’improvvisa decisione di non schierarsi al via del GP di Francia di quell’anno. La monoposto a motore V8 Gordini venne “cannibalizzata” nei mesi successivi, e per lungo tempo l’ipotesi Formula 1 per Alpine rimase in archivio.

De Meo: “Il Dna Alpine nei paddock”

“Il marchio e il nome Alpine sono importanti, belli, potenti e vibranti di emozionalità. Con il suo prossimo ingresso nella disciplina automobilistica più prestigiosa, proseguiamo l’avventura del Gruppo in un ambiente tutto nuovo”, dichiara il numero uno di Renault Groupe. “Accanto ai grandi nomi ci sarà un marchio da sogno, che contribuirà allo spettacolo delle corse animate e seguite da persone appassionate, e che porterà nei paddock i propri atout: eleganza, ingegno, audacia”.

Abiteboul: “Valori Alpine al centro del new deal F1”

Il team principal di Renault F1 Team, Cyril Abiteboul, individua l’imminente debutto di Alpine in F1 come “testimone di un momento cruciale nell’evoluzione della squadra e della F1. Alpine porta in dote un nuovo significato, nuovi valori e nuovi colori ai box, con quello spirito di competizione frutto della fruttuosa partecipazione in altre discipline, e dell’agilità creativa nazionale”. “Queste – prosegue Abiteboul – saranno le risorse su cui ci si concentrerà in previsione dell’anno-chiave 2022. Il nuovo quadro regolamentare e finanziario creerà le condizioni per un motorsport più equo e più semplice e propositivo nella governance. L’attuazione del ‘budget cap’ metterà fine alla corsa a chi spende di più, e permetterà ai team firmatari di poter essere valorizzati per il rispettivo valore sportivo”.

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